venerdì 29 giugno 2007

Bohdan Paczynski ci ha lasciato...

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Bohdan Paczynski, uno dei più brillanti astrofisici dei nostri tempi, è morto lo scorso 19 aprile a causa di un cancro al cervello. Nato in Polonia nel 1940, si avvicinò all'astrofisica come astrofilo: già da adolescente osservava con un telescopio da 25 cm. Dopo il dottorato presso l'Università di Varsavia nel 1964, iniziò a fare ricerca professionale, instaurando diverse collaborazioni con scienziati dell'Occidente. Queste gli furono utili per fuggire negli USA nel 1981, quando in Polonia fu dichiarata la legge marziale. Divenne professore presso la prestigiosa Università di Princeton, dove è rimasto fino al termine della sua brillante carriera.

Paczynski si è dedicato con passione a numerosi settori dell'astrofisica, ma è sicuramente ricordato come uno dei pionieri dello studio dei Gamma-Ray Bursts (GRB). Fu uno dei primi, nel 1986, a notare come le proprietà osservate di questi fenomeni celesti fossero compatibili con l'ipotesi che si trovassero a distanze cosmologiche. Un grande dibattito con i difensori dell'ipotesi di un'origine galattica dei GRB, in particolare con Donald Lamb, ebbe luogo nel 1995 in Washington DC (USA), moderato da Martin Rees. L'anno successivo, il satellite italo-olandese Beppo SAX, effettuerà le prime osservazioni, che porteranno poi a validare l'ipotesi di Paczynski.

(fonte: B.T. Draine & J.P. Ostriker, Nature, vol. 447, p. 1065)

Evento Tunguska 1908: forse ritrovato il cratere da impatto!

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(Ricostruzione 3D del cratere da impatto del lago Cheko in Gasperini et al., "A possible impact crater for the 1908 Tunguska Event", Terra Nova (2007) - dal sito Tunguska dell'Università di Bologna)


E' ormai ben noto che il 30 giugno 1908, "qualcosa" accadde a Tunguska, in Siberia. Un'esplosione da 10 Megaton che devastò oltre 2000 chilometri quadrati di taigà siberiana. In quasi 100 anni di studi, sono state elaborate molte teorie, che - eliminando quelle più strampalate - si sono poi ridotte a due: impatto di una cometa o di un asteroide. I sostenitori della prima ipotesi si sentivano rafforzati dal fatto che non erano mai stati ritrovati frammenti del corpo originario, che quindi doveva essersi completamente vaporizzato in atmosfera. Non si riusciva a pensare a un asteroide, anche se dal punto di vista astrofisico sembrava l'unica ipotesi plausibile.

Ora, sembra che una traccia dell'impatto - precisamente un cratere - sia stato ritrovato dalla spedizione italiana Tunguska99. Dopo anni di studi sui dati raccolti da quella spedizione, Luca Gasperini et al. hanno raggiunto la conclusione che il lago Cheko potrebbe essere il residuo del cratere generatosi in seguito all'impatto di un pezzo dell'asteroide originario. L'articolo è stato pubblicato sulla rivista Terra Nova.

Le analisi dei dati sonar rivelano che il lago Cheko ha una forma a imbuto, in fondo al quale si trova un "qualcosa" che riflette le onde soniche. Questo "qualcosa" è compatibile sia con i resti del corpo cosmico che ha causato l'impatto, che con la compressione di materiale terrestre in seguito alle pressioni generate durante la formazione del cratere. Il dilemma potrà essere risolto andando là con una nuova spedizione a scavare sul fondo del lago.

Maggiori informazioni sul sito dell'Università di Bologna. Si veda anche la news apparsa su Nature.

sabato 23 giugno 2007

Ai confini delo spazio e del tempo

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L'annuncio è del 7 giugno; gli astronomi del Canada-France-Hawaii Telescope, posto sulla sommità del Mauna Kea, hanno scoperto il quasar più lontano!
Vedere a tal proposito: http://www.cfht.hawaii.edu/News/Quasars07/
Quel puntino rosso e insignificante ripreso nell'immagine a fianco è il quasar CFHQS J2329-0301, un enorme buco nero galattico che si sta "abbuffando" con grandi quantità di gas e polveri circostanti. La caduta di questo materiale verso il buco nero viene trasformata con grande efficienza in energia, tanto che il quasar può risultare oltre cento volte più luminoso dell'intera galassia ospite.
Il precedente record apparteneva al quasar SDSS J1148+5251, scoperto come dice il nome dalla Sloan Digital Sky Survey nel 2003; il quasar presentava un redshift delle righe spettrali pari a 6,42.
CFHQS J2329-0301, catturato dalla fantastica MegaCam, un sensore elettronico costituito dal'assemblaggio di ben 40 CCD, mostra invece uno spostamento delle righe spettrali di 6,43 misurato grazie al telecopio Gemini Sud, con il suo enorme specchio da 8 metri.
Un guadagno piccolo piccolo, ma a queste distante ci si trova proprio ai confini dello spazio e del tempo; il quasar in oggetto si trova a quasi 13 miliardi di anni luce di distanza e si è formato quando l'Universo aveva poco più di 800 milioni di anni!
Ricordiamo infine che l'oggetto celeste in assoluto più lontano mai osservato è la galassia IOK-1, scoperta dal telescopio giapponese Subaru; la galassia ha un redshift pari a 6,964.

venerdì 22 giugno 2007

VII Congresso di Archeoastronomia

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Si terrà a Roma dal 28 al 29 settembre 2007, il VII Convegno Annuale della Società Italiana di Archeoastronomia dal titolo: Il Cielo e l’Uomo: problemi e metodi di Astronomia Culturale
(Archeoastronomia, Etnoastronomia, Storia dell’Astronomia)
. Maggiori informazioni al sito della conferenza:

http://www.merate.mi.astro.it/archeo/page0008.htm

giovedì 21 giugno 2007

Inquinamento luminoso: a ottobre il VII Simposio Europeo

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Si terrà a Bled (Slovenia) il 5 e 6 Ottobre 2007, il Settimo Simposio Europeo per la protezione del cielo notturno. Maggiori informazioni al sito web della conferenza:

Il solstizio d'Estate

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Oggi è il solstizio d'Estate, un giorno che riveste un passaggio fondamentale nello scorrere del tempo e nel susseguirsi delle stagioni (vedi post del 17 gennaio). Nell'immagine l'alba del solstizio 2005 a Stonehenge.
Nel suo passaggio al meridiano, il Sole raggiunge la massima altezza sopra l'orizzonte (circa 70°) e rimane sopra l'orizzonte, alle nostre latitudini, quasi 15 ore e mezza; in pratica la notte dura appena 8 ore e mezza.
E' l'apoteosi della "metà chiara dell'anno" (vedi post del 21 marzo); da domani le giornate inizieranno ad accorciarsi, inizialmente di appena 3 secondi poi sempre di più fino ai circa 3 minuti all'equinozio d'Autunno, dove luce e buio si equivarranno!
E' questo anche un periodo che testimonia gli antichi rapporti fra l'Uomo e il Cielo.
Durante la prima parte della notte campeggia verso sud-ovest la costellazione della Vergine, la Spigolatrice, con la sua stella più luminosa, Spica; mentre alto sopra l'orizzonte Il Pastore, con la sua stella principale, Arturo, conduce per il cielo i "septem triones", i sette buoi del Grande Carro.
Giugno, Zogn per noi romagnoli, è il culmine della stagione primaverile, la stagione della rinascita. Giungono a maturazione i primi frutti, il grano inzia ad ingiallire (cita un antico proverbio, tradotto letteralmente dal dialetto: "per San Barnaba - l'11 giugno- il grano perde il piede; secca di notte quanto di giorno") e si ritorna a celebrare i matrimoni.
Infine legata al solstizio d'Estate è l'altrettanto antica festività di San Giovanni Battista, che viene sei mesi esatti dopo la festa di San Giovanni Evangelista del 27 dicembre, cinque giorni dopo il solstizio d'Inverno. La notte tra il 23 e il 24 giugno era piena di valenze astrali e credenze superstiziose. I defunti scorazzavano dappertutto, dal momento che i giorni ”si fermavano” incominciando ad accorciarsi. Le popolane e i popolani cercavano di praticare l’arte divinatoria attraverso la rugiada, la guaza:
Guaza d'San Zvan/ cla è bona pr' corp e pr' e' gran!

Cygnus X-1 osservato per la prima volta alle altissime energie

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Cygnus X-1 è un buco nero con una massa pari a circa 10 volte quella del Sole (appartiene quindi alla categoria dei buchi neri di massa stellare). Fu il primo del suo genere a essere identificato: già i primi esperimenti effettuati negli anni sessanta con razzi alla ricerca di sorgenti cosmiche nella banda X avevano mostrato una emissione puntiforme molto intensa nella costellazione del Cigno, da cui appunto il nome Cyg X-1 (cioè, prima sorgente X nella costellazione del Cigno). Nel 1972, Bolton, Webster e Murdin identificarono una stella supergigante azzurra (HD226868) e, studiandone le perturbazioni gravitazionali, identificarono come sorgente della radiazione X un oggetto di circa 10 masse solari, ben oltre il limite massimo per una stella di neutroni (3 masse solari), facendone così il primo buco nero nella nostra Galassia a essere identificato come tale.

Cyg X-1 è ancora oggi una delle sorgenti più studiate, anche se l'emissione di alta energia misurata arrivava al massimo a circa 1 MeV (megaelettronvolt = 1 milione di eV). Negli ultimi anni, sono state proposte delle teorie secondo cui, buchi neri di massa stellare possono emettere raggi gamma di alta energia, nelle bande GeV (gigaelettronvolt = 1 miliardo di eV) - TeV (teraelettronvolt = 1000 miliardi di eV), ma non si era ancora trovata evidenza di questa emissione.

L'evidenza è giunta oggi grazie alle osservazioni effettuate lo scorso autunno dal telescopio Cerenkov MAGIC, in cui è presente una forte partecipazione italiana. L'evento è capitato alla fine di settembre 2006, quando il satellite INTEGRAL - che effettua un monitoraggio regolare del piano galattico - ha rilevato un improvviso e forte aumento dell'emissione di raggi X da parte di Cyg X-1. L'immediato allarme trasmesso alla comunità astrofisica (si veda Turler et al.) ha consentito di puntare gli strumenti sulla sorgente e MAGIC è riuscito a misurare per la prima volta emissione TeV da un buco nero di massa stellare, proprio in corrispondenza del picco di attività X misurata da INTEGRAL. I risultati sono stati inviati per la pubblicazione alla rivista The Astrophysical Journal Letters lo scorso 11 giugno (si veda il preprint Albert et al.).

Tuttavia, a fronte una solida misura di raggi gamma associati a Cyg X-1, sembra che le teorie attuali non siano in grado di spiegare in modo soddisfacente cosa è stato osservato, per cui ci sarà molto da pensare nei prossimi anni.