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giovedì 18 giugno 2015

New Horizons - The final countdown!

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La storia delle esplorazioni spaziali da parte dell'uomo ebbe inizio il 04 Ottobre 1957, quando l'Unione Sovietica mandò in orbita lo Sputnik 1, primo satellite artificiale intorno alla Terra, lanciato da quel cosmodromo di Bajkonur in Kazakhstan che negli anni ha visto il lancio di moltissime missioni spaziali (anche la Expedition 42 di Samantha Cristoforetti!).
Oggi, quasi 58 anni dopo quella storica data, l'esplorazione spaziale sta per raggiungere un nuovo strabiliante traguardo: mi riferisco alla sonda spaziale New Horizons, sviluppata dalla NASA al fine di raggiungere ed esplorare il pianeta nano Plutone e il suo satellite maggiore, Caronte, ai confini del Sistema Solare!

Traiettoria della sonda New Horizons nel suo viaggio verso Plutone (e oltre)


Ma, in attesa del momento tanto agognato, facciamo un po' di storia della missione: il 19 Gennaio 2006 alle 14:00 EST (20:00 ora italiana) la sonda viene lanciata dalla base di Cape Canaveral in Florida;

Fotografia di 132524 APL
il 7 Aprile dello stesso anno alle 10 UTC (12:00 ora italiana) la sonda supera l'orbita di Marte (velocità di crociera 21 km/s, distanza dal Sole 243 milioni di km) e fotografa l'asteroide “132524 APL”;

il 4 Settembre 2006 la camera della sonda inizia a fotografare Giove e nel Dicembre inizia a studiare il gigante gassoso e le sue lune, monitorando l'attività vulcanica di Io, studiando la “piccola macchia rossa” di Giove e migliorando il tracciamento delle orbite delle lune gioviane.
Animazione che mostra pennacchi
 vulcanici sulla luna gioviana Io
L'avvicinamento a Giove non è casuale: la sonda infatti sfrutterà l'immenso effetto gravitazionale del pianeta per approfittare dell'effetto fionda gravitazionale che le permetterà di aumentare la propria velocità di crociera e soprattutto la sua traiettoria di volo, in modo da essere in grado di raggiungere il proprio obiettivo. Il 28 Febbraio 2007 (05:43:40 UTC) è il momento in cui la “fionda” lancia la sonda a 25 km/s; 

il 27 Giugno 2007 la sonda entra in ibernazione, in attesa di riattivarsi quando sarà più vicina a Plutone; l'8 Giugno 2008 supera l'orbita di Saturno, il 18 Marzo 2011 quella di Urano, il 25 Agosto 2014 quella di Nettuno;

La prima immagine a colori del sistema Plutone-Caronte
il 6 Dicembre la sonda si “risveglia” dal torpore e ricomincia a comunicare con la Terra: ciò gli consente di inviare sulla Terra, a partire dal 14 Aprile 2015, le prime immagini “ravvicinate” e a colori del lontanissimo pianeta nano e della sua luna principale, prime di una lunga serie di scatti che ci riveleranno sempre più dettagli della superficie di Plutone (che a quanto pare è di un bel colore beige;

Immagine composta da foto scattate in quatro giorni diversi che ci mostra dettagli mai visti prima della superficie di Plutone e delle sue differenti "facce" dovute alla sua rotazione
il 14 Luglio 2015 la sonda raggiungerà il suo obiettivo, il sistema Plutone-Caronte, situato a quasi 5 miliardi di km dal Sole, e oltre a inviare foto ravvicinatissime del pianeta si occuperà di scansionare la sua atmosfera, in modo da mapparne la superficie, scoprirne le composizioni chimiche e caratterizzarne l'atmosfera;

successivamente, la sonda entrerà nella fascia di Kuiper e cercherà di studiarne alcuni elementi; si prevede che la sua missione terminerà nel 2026.

Inutile sottolineare l'importanza che questa missione ha per la conoscenza del nostro Sistema Solare e per il grandissimo valore simbolico che ha per la conquista dello spazio da parte dell'uomo: è incredibile pensare a quanti passi avanti sono stati compiuti da quando nel 1232 i cinesi adoperarono a fini bellici le prime frecce a razzo, per poi nei secoli affinare sempre di più una tecnologia che ci ha consentito di vedere immagini del nostro pianeta “dall'alto”, mondi inesplorati, i primi passi e balzi sulla Luna, e ora stiamo per raggiungere Plutone, degna conclusione di un percorso meraviglioso.
Tra meno di un mese si chiuderà idealisticamente un epoca, quella dell'esplorazione del nostro sistema Solare, e chissà che non si possa aprire una nuova fase esplorativa, che possa portare l'uomo a calpestare nuovi suoli!

In chiusura, una curiosità sulla sonda New Horizons: essa trasporta con sé parte delle ceneri di Clyde Tombaugh, l'astronomo statunitense che nel 1930 scoprì Plutone, morto il 17 Gennaio del 1997. Un degno tributo per colui che compì questa straordinaria scoperta!

Se volete restare informati sulla missione, ecco alcuni link utili:
http://pluto.jhuapl.edu/index.php (sito NASA dedicato alla missione New Horizons)
http://app.plutosafari.com/ (sito dedicato alla missione sviluppato da SkySafari4, che ha prodotto anche la medesima app per smartphone Android e Apple: cercate “pluto safari” nello store!)
https://www.facebook.com/new.horizons1 (pagina Facebook ufficiale della missione)
https://www.youtube.com/user/NASANewHorizons (canale Youtube ufficiale della missione)


Dario


domenica 6 maggio 2007

Giove visto dalla New horizons

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Avevamo lasciato la missione Nuovi Orizzonti (New Horizons) in prossimità del flyby con Giove, operazione che doveva dare una spinta sostanziosa alla sonda per compiere più velocemente il lungo tratto di spazio che la separa da Plutone e Caronte, il vero obiettivo della missione. Qualche giorno fa i responsabili della missione hanno rilasciato alcune interessanti immagini di questo passaggio ravvicinato:



La prima, che vedete qui a sinistra, è una bella immagine della macchia rossa, non la famosa grande macchia rossa (GRS Great Red Spot), ma la seconda macchia (LRS = Little Red Spot) comparsa di recente (fine 2005) sul gigante liquido-gassoso.
La seconda immagine è quella riportata qui in basso, e che mostra una particolare ripresa di Io, fotografata in controluce, quindi immortalando il suo lato non illuminato.



Da notare l'attività vulcanica con in alto a destra il pennacchio del vulcano Tvashtar, 'sorpreso' in eruzione! Gli altri punti luminosi sono i crateri dei vulcani Pelè, Reiden e Marduk che formano un triangolo al centro, leggermente in basso, mentre il grosso punto luminoso verso l'alto è un vulcano...sconosciuto! Io si dimostra quindi uno dei luoghi più dinamici di tutto il sistema solare!

Interessante è il confronto con le immagini della sonda Galileo (qui in basso) dove si vede chiarmaente che dopo 8 anni un particolare del satelitte è decisamente mutato!
Le immagini della New Horizons sono state scattate ad una distanza di circa 2 milioni e ottocentomila chilometri. Altre immagini interessanti le potete trovare nella galleria del sito dedicato alla missione: