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domenica 22 febbraio 2015

Doppia serata fotografica al monte....

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Viste le buone previsioni meteo  per la serata, potevamo osare e riprendere qualche oggetto “difficile”, più o meno esteso e luminoso. Matteo aveva fatto , una lista di possibili candidati (io avevo le idee più chiare), da scegliere poi in base alla configurazione di ripresa.
Arrivati on site ed appostati con tutto l’occorrente, cominciano esperimenti sull’accoppiata migliore per fotografare, vale a dire quale telescopio unito a quale dispositivo di cattura. Dopo circa un’ora, la scelta di Matteo è ricaduta sul rifrattore@444 mm accoppiato con la ccd Atik 11000 (raffreddata a -15°C) in dotazione all’associazione, io ho optato per la solita accoppiata astrografo 200-800 e reflex sony a 57 .  Dato che la combinazione scelta da Matteo ha un grande campo di ripresa (poco più di 5° in diagonale) la scelta per il tipo di oggetto è caduta sulla nebulosa Cono (NGC2264), visibile nella costellazione dell’Unicorno, a sinistra di Orione; questa nebulosa ad emissione si trova sulla linea immaginaria che partendo da Bellatrix prosegue oltre Betelgeuse, ad una distanza angolare da quest’ultima di poco superiore a quella che separa le due stelle del Cacciatore.
Facendo io foto "veloci" senza autoguida , ho puntato telescopio e reflex su parecchi oggetti .
Il risultato visibile sotto è la somma di 8 serie di foto riprese nei tre colori principali (R-G-B) e nella banda Ha per un totale di circa 2 ore e 40 minuti della spettacolare nebulosa cono .
Qui sotto , proponiamo il magico tripletto del Leone , tre galassie visibili nella stessa inquadratura ,  sono 60 da 1 min 1600 iso   le galassie sono M66M65 e NGC 3628.questo gruppo di galassie dista circa 35 milioni di al da noi
Di seguito , l'ammasso della vergine ( detto anche "gli occhi"...chissà perché..) , che conta circa 1500 galassie ..ma nella nostra foto...contatele voi...sempre 60 foto da 1 min 1600 iso
riproponiamo la coppia M 81-82 , con l'ospite NGC 3077 , 60 foto da 1 min 1 1600 iso . 
le galassie del grande carro , distano circa 12 milioni di al da noi e sono visibili come macchioline , anche con telescopi amatoriali .
Ora , la bellissima galassia M 33 o galassia triangolo ,  ripresa già bassa e tramontante.....33 foto da 1 min a 1600 iso .  questa galassia a spirale , ospite della costellazione del triangolo , dista da noi circa 3 milioni di al . 

Non poteva mancare uno scatto alle scintillanti pleiadi , ancora dominanti nel cielo della prima parte della serata . 45 scatti a 1600 iso. questo giovane ammasso aperto , nella costellazione del toro , dista da noi 440 al circa . 
Ic 405 o stella fiammeggiante è l'ultima foto che vi proponiamo . Oggetto insolito , nell'auriga , dove si può ricavare sicuramente di più , ma impressionante è il campo stellare...a 1630 al da noi , immortalata con 60 scatti  da 1 minuto a 1600 iso.
Come potete ben vedere ingrandendo le foto fatte al newton , spostandosi dal centro foto , le stelle si deformano sensibilmente , è un difetto tipico dei telescopi newton , migliorabile o eliminabile con degli appositi correttori......quindi in attesa che l'associazione ci passi un buon correttore di coma  :) :) , o arrivi giù dal cielo....per migliorare sempre le foto....vi salutiamo e alla prossima.


Alfredo e Matteo

sabato 18 maggio 2013

Il Tripletto del Leone

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Raggiungendo l’osservatorio con la calda luce della nostra stella ancora presente, ho potuto effettuare con la necessaria tranquillità il setup dei telescopi rifrattore e Cassegrain.

Ora si poneva davanti a me un grande dilemma: cosa osservare nell’attesa dell’arrivo di Diletta?
Dopo un battito di ciglia ecco la risposta… Giove! Sì, devo ammettere che un’elevazione di circa 15°, soprattutto nelle vicinanze del Sole, non aiuta certo la visione (la luce che proviene dal pianeta si trova a dover attraversare più atmosfera rispetto a quando l’oggetto si trova sulla perpendicolare dell’osservatore) ma la tentazione di vedere il gigante gassoso del sistema solare, forse per l’ultima volta fino a fine anno, era troppo forte: con un ingrandimento di circa 80 volte, il telescopio rifrattore riportava un’immagine sufficientemente stabile da distinguere le caratteristiche bande colorate ma essendo il pianeta immerso nelle luci del tramonto, i colori erano appena visibili.
Affacciandomi dalla cupola per vedere se appariva già qualche stella, ho notato un punto molto luminoso che di lì a poco sarebbe tramontato dato che era a non più di 5° dall’orizzonte. Venere emetteva gli ultimi bagliori prima di sparire alla vista. La visuale ingrandita dal telescopio non è servita a far vedere la fase del pianeta (simile a quella della Luna) dato che l’immagine era disturbata dagli eccessivi movimenti dell’atmosfera ma è stata una sorpresa trovare questo pianeta poco prima che tramontasse. Sua principale caratteristica è avere una temperatura media superficiale di circa 450°C, dovuta ai tipi di gas presenti nell’atmosfera… quando si dice effetto serra! Inoltre ha un’albedo molto elevata, in pratica un’alta percentuale della luce che lo colpisce viene riflessa, in questo caso il 65%.
La Luna, inquadrata subito dopo dal telescopio, dava bella mostra della sottile falce: crateri e ombre erano ben visibili sulla sua superficie, evidenziati dalla luce radente del Sole.
Diletta mi ha poi raggiunto, dando un’occhiata veloce al nostro satellite ed aiutandomi a decidere quale oggetto fotografare. Consultando carte stellari ed il cielo stesso, la scelta è caduta sul Tripletto del Leone nell’omonima costellazione. Nella foto visibile sotto potete vedere il gruppo di tre galassie a spirale composto da NGC3628 in alto, M66 in basso a sinistra - entrambe alla distanza di 35 mln di anni luce circa e M65 visibile poco più a destra rispetto a M66, distante da noi 22 mln di anni luce.
Nella parte destra della somma di scatti è visibile NGC3593. Questi oggetti hanno una magnitudine apparente compresa fra 9 e 11.


Tripletto Leone (8 fotogrammi totale 64 minuti @ 200 ISO - Borg 600mm + riduttore)
 
Poco dopo la mezzanotte non rimaneva che visionare lui, il signore degli anelli del cielo, ovvero Saturno la cui caratteristica principale, gli anelli appunto, è costituita da frammenti di ghiaccio e roccia che ruotano attorno al pianeta all’altezza dell’equatore.
Al Cassegrain con ingrandimento di 180x, il pianeta appariva leggermente mosso, ma restando qualche minuto all’oculare era possibile intravedere per qualche attimo la divisione di Cassini.
Quanto prima io o Alfredo provvederemo a pubblicare le foto di un dettaglio lunare e Saturno.
Ciao!

Matteo e Diletta