mercoledì 30 gennaio 2008
Mercurio, finalmente!
domenica 27 gennaio 2008
Tramonto di fuoco!

sabato 26 gennaio 2008
2007 TU24, l'asteroide che sfiorerà la Terra!
giovedì 24 gennaio 2008
Armonie celesti
In pratica, mentre il tramonto del Sole avviene in questi giorni circa 40 minuti più tardi rispetto al giorno del solstizio d'Inverno, la sua levata è anticipata di pochi minuti sempre rispetto alla stessa data.
Questa curiosa "asimmetria" nell'aumento delle ore di luce giornaliere è dovuta alla composizione dei moti propri del nostro pianeta. Di fatto, se ad una certa data, il Sole rimane sopra l'orizzonte un'ora in più rispetto alla data del solstizio d'Inverno (22 o 23 dicembre), questa ora non è equamente divisa tra mattino (con una levata anticipata di 30 minuti) e sera (con un tramonto ritardato di ancora 30 minuti).
La spiegazione sta nel fatto che se è vero, come lo è, che il 22 dicembre è stato il giorno con minor numero di ore di luce, non è affatto vero che quel giorno è stato anche quello in cui il Sole è sorto più tradi e, contemporaneamente, tramontato prima! Alle nostre latitudini (perché il fenomeno dipende anche dalla latitudine geografica) il giorno in cui il Sole sorge più tardi (si parla di levata ritardata) è il 2 gennaio, per cui sono trascorsi poco più di 20 giorni da quella data; è per questo motivo che l'altra mattina mio padre se ne è uscito con l'espressione "Un fà mai dé" (non fa mai giorno, per quelli non avvezzi al romagnolo...). Invece il giorno in cui il Sole tramonta prima (si parla di tramonto anticipato) è il 10 dicembre, per cui sono già trascorsi oltre 40 giorni. Forse è anche per questo motivo che si continua a ritenere il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia...
Naturalmente a rovescio, il fenomeno avviene anche in prossimità del solstizio d'Estate; la levata anticipata avviene il 15 giugno mentre il tramonto ritardato cade il 26 giugno.
Non so voi, ma nell'armonia e nella regolarità dei moti celesti vedo la Bellezza, la stessa bellezza che ispira un verso di Shakespeare o di Whitman. Parafrasando il professor Keating dell'Attimo Fuggente, non guardiamo il Cielo perché è divertente ma perché apparteniamo alla razza umana. E la razza umana è piena di passione!
martedì 15 gennaio 2008
Cercando Dio nell’ Universo – un grande astronomo tra scienza e fede (Titolo originale God’s Universe) di Owen Gingerich casa editrice Lindau
Essere chiamato alla recensione di un libro che parla di scienze e fede, proprio quando infuria la polemica per la presenza del Pontefice Benedetto XVI all’inaugurazione dell’anno accademico all’Università Sapienza di Roma non è assolutamente compito facile!Come non facile è riuscire a conciliare una discussione costruttiva tra i diversi approcci metodologici che contraddistinguono ragione e religione: più di una volta si sono esse scontrate in contrapposizioni dogmatiche, sia nelle proprie convinzioni teologiche, che anche in quelle assolutamente ateistiche.
La partita è ancora aperta.
Un libro da leggere con attenzione e prendere come esempio in un periodo che si presenta così sterile in ogni campo, ricco di conflitti ideologici e dell’incapacità dell’ascolto dell’altro.
NOTA DELLA REDAZIONE:
L'editore ci ha contattati offrendoci la possibilità di distribuire il libro in occasione delle nostre SeraAntares e ad un prezzo speciale, particolarmente conveniente. Chi di voi fosse interessato sia alla trattazione durante una serata pubblica, sia all'eventuale acquisto, è pregato di contattarci all'indirizzo email che trovate in testata del blog. Raggiungendo un numero minimo di interessati provvederemo a farci inviare un certo quantitativo di copie a prezzo agevolato.
lunedì 14 gennaio 2008
Da riscrivere la storia della Via Lattea?
Studi pubblicati recentemente sembrano mettere in discussione ciò che si sapeva sulla nostra galassia, la Via Lattea.
Il primo importante risultato è da ascrivere all'astrofisica italiana che ha guidato un gruppo di ricercatori internazionali. Lo studio, coordinato da Daniela Carollo dell'INAF Osservatorio Astronomico di Torino ha esaminato 20.000 stelle dell'alone galattico. L’analisi ha permesso di individuare per la prima volta due popolazioni stellari nell’alone della nostra Galassia con proprietà profondamente diverse tra loro.

L’illustrazione indica come la struttura più esterna della Via Lattea, l’alone, sia in realtà formata da due diverse componenti che ruotano in direzioni opposte. La parte più interna (l'ovale arancione) ruota nella stessa direzione di rotazione del Sole attorno al centro galattico, ma molto più lentamente. La parte più esterna (la sfera azzurra) ruota in direzione opposta ad una velocità doppia. L’alone interno è più appiattito e si estende fino a circa 50.000 anni luce dal centro della Galassia. L’alone esterno è sferico e le stelle che lo compongono si trovano a distanze di oltre 65.000 anni luce.
Probabilmente riflettono, contrariamente a quanto si pensava, modi e tempi di formazione assai diversi.La seconda scoperta ha invece preso corpo con le misure della camera ACS del telescopio spaziale Hubble; le velocità lineari delle due Nubi di Magellano, due bellissime galassie nane che impreziosiscono il cielo australe, sono circa 100 km/s maggiori di quanto si pensasse, dell'ordine di 350-380 km/s. Un gruppo di astronomi dell'Harvard Smithsonian Center for Astrophysics, mediante complesse simulazioni numeriche al computer, sostiene che la Piccola e la Grande Nube di Magellano non sono affatto satelliti della Via Lattea ma sono semplicemente galassie di passaggio, formatesi altrove, e che per la prima volta si avventurano nei pressi della nostra galassia prima di perdersi nelle profondità del Gruppo Locale. In altri termini la velocità delle Nubi di Magellano è troppo elevata e superiore alla velocità di fuga dalla Via Lattea per cui la loro orbita non è chiusa ma parabolica, se non addirittura iperbolica. A meno che la massa della Via Lattea non sia decisamente superiore a quella stimata attualmente, materia oscura compresa! E la corrente di Magellano (Magellanic stream), quella scia di idrogeno che le due galassie nane si stanno lasciando alle spalle, non sarebbe l'effetto delle forze di marea gravitazionale generate dalla Via Lattea, ma potrebbe essere semplicemente l'interazione fra le due piccole galassie e l'alone della nostra galassia.
venerdì 11 gennaio 2008
SerAntares questa sera al Liceo Scientifico di Lugo
