sabato 18 aprile 2009

Primo Saturno al fuoco del Cassegrain!

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In attesa di elaborazioni migliori, vi anticipiamo uno scatto dello scorso 14 aprile, fotografato da Franco Ballardini con reflex Canon e regolato nei livelli con Photoshop dal sottoscritto.

Il Cassegrain ci ha davvero stregato! ;-)

Enrico

giovedì 16 aprile 2009

Serata ANTARES al Liceo Scientifico di Lugo!

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Oggi abbiamo i GPS che ci dicono dove ci troviamo con un’incertezza di pochi metri, e la cosa sembra quasi naturale. Ma non è sempre stato così. Fino a pochi secoli fa, soprattutto in mare, ci si poteva perdere e rischiare di morire per insufficienza di cibo o naufragando contro gli scogli. Il problema della latitudine si poteva risolvere abbastanza facilmente; ma la misura della longitudine sembrava impraticabile!
La conferenza di Enrico (vedere la locandina allegata) tratta appunto l'appassionante storia di come è stato risolto il problema del calcolo della longitudine, il tutto condito da un enorme premio, l'equivalente di svariati milioni di euro di oggi, offerto dal Parlamento inglese all'inizio del XVIII secolo. Gli inglesi, infatti, dominavano i mari e quindi avevano un estremo bisogno di calcolare con precisione la posizione delle loro navi.
Astronomi famosi come Galileo, Cassini, Huygens, Newton e Halley hanno cercato invano una soluzione "astronomica" al problema della misura della longitudine utilizzando la posizione della Luna o delle stelle fisse e una serie di tavole numeriche. Fu però un orologiaio autodidatta, l’inglese John Harrison, a trovare la soluzione…
Volete sapere come è andata? Vi aspettiamo domani sera, venerdì 17 aprile, nell'aula magna del Liceo Scientifico di Lugo.

L'ingresso è libero e aperto a tutti... per cui non potete mancare!

lunedì 13 aprile 2009

Misurato il confine tra lo spazio esterno e l'atmosfera terrestre

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Un gruppo di ricercatori dell'Università di Calgary, in Canada, mediante uno strumento denominato Supra-Thermal Ion Imager è riuscito ad individuare il punto di confine fra l'atmosfera terrestre e lo spazio esterno, dove i venti dell’alta atmosfera lasciano il posto ai violenti flussi di particelle cariche provenienti dallo spazio. Il confine fra la nostra atmosfera e lo spazio esterno si colloca per a 118 chilometri di quota.
Lo strumento, costato quasi mezzo milione di dollari, era stato lanciato nel gennaio 2007 a bordo del razzo JOULE2 ed ha viaggiato a 200 chilometri di altitudine, spostandosi più volte attraverso la linea di confine fra atmosfera e spazio.
Fino ad oggi i dati relativi a questa regione di confine erano estremamente scarsi, dato che essa è situata troppo in alto per essere raggiunta da palloni sonda e troppo in basso per i satelliti.
"I risultati ottenuti ci permettono anche di calcolare i flussi di energia nell'atmosfera che possono essere utili per comprendere meglio le interazioni fra lo spazio e il nostro ambiente, come il raffreddamento e il riscaldamento del clima della Terra, e come il clima spaziale influisce sui satelliti, le comunicazioni, la navigazione e i sistemi elettrici", ha concluso David Knudsen, che ha diretto la ricerca e firmato un articolo pubblicato sul Journal of Geophysical Research.

Mirate la potenza di Fermi!

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(credits: NASA/DOE/Fermi LAT Collaboration)



La Collaborazione Fermi ha rilasciato una serie di animazioni che mostrano il cielo "fotografato" quotidianamente dal satellite nel corso dei primi tre mesi di operazioni (vedi anche questo post e questo). Il cielo è mostrato in coordinate galattiche: sul lato destro c'è l'emisfero nord e sul sinistro c'è quello sud. Il piano galattico, ricco di emissione gamma diffusa, è quindi ai bordi delle immagini e non disturba la visione. Le sorgenti che appaiono e scompaiono sono blazars, che emettono blob di plasma a velocità relativistiche, che a loro volta emettono raggi gamma osservati da Fermi. La strana "bisciolina" che si vede scorrere in basso a destra nell'emisfero nord è il Sole! Ci sono poi anche le pulsar, che hanno emissione gamma persistente.
E' la prima volta che si osserva un cielo così ai raggi gamma, con questa risoluzione temporale e con questo dettaglio. Ancora una volta, Fermi ci regala un nuovo modo di osservare l'Universo intorno a noi.

giovedì 9 aprile 2009

Nuova cometa visibile nei nostri cieli: ecco la Yi-SWAN (C/2009 F6)

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Una piccola cometa di 8a grandezza sta "veleggiando" attraverso Cassiopeia, spostandosi lentamente verso Perseo. La nuova visitatrice del Sistema Solare, chiamata Cometa Yi-SWAN, dovrebbe essere alla portata di piccoli telescopi per la maggior parte del mese di aprile e di maggio 2009. Tuttavia una luna luminosa renderà le osservazioni un po' complicate, almeno fino alla seconda metà del mese di aprile.
(nella foto un immagine di E. Guido, G. Sostero, e P. Camilleri ottenuta con un telescopio remoto nel New Mexico, USA)
Fino adesso gli osservatori descrivono la cometa come un bagliore diffuso di pochi primi d'arco. Nessuno ha ancora evidenziato una coda, ma la cosa potrebbe cambiare nei prossimi giorni, dal momento che il bagliore della Luna si ridurrà.
A causa della sua alta declinazione la Cometa Yi-SWAN è teoricamente visibile per tutta la notte a partire da metà latitudini settentrionali: un esempio di cometa Circumpolare. Ma a dire il vero sono meglio favoriti i mattinieri che avranno la cometa abbastanza alta nei momenti che precedono l'alba.

Alcuni momenti interessanti-
Sabato sera, 11 aprile, la cometa passa a solo 0,4 ° a sud di Schedar (α Cassiopeiae), e quindi possono essere a basso ingrandimento, nel campo visivo di un telescopio. Giovedì notte, tra il 23-24 aprile, la cometa passerà a solo 1,2° a sud del doppio ammasso in Perseo.

La scoperta
L'astrofilo Coreano Dae-am Yi è stata la prima persona a notare la cometa il 26 marzo: ha ottenuto due immagini dell'oggetto con una Canon 5D e un obiettivo da 90 mm.
Indipendentemente, Rob Matson aveva segnalato il 4 aprile di aver trovato una possibile cometa SWAN in alcune immagini pubblicate sul sito web della missione SOHO.
Riconoscendo che gli oggetti erano lo stesso, gli astronomi CBAT hanno annunciato la la scoperta della Cometa Yi-SWAN (C/2009 F6). I Calcoli preliminari indicano un orbita molto inclinata (85, 7 ° sull'eclittica) con il perielio previsto per l'8 maggio, quando la cometa sarà a 1,27 unità astronomiche (190 milioni di km) dal sole e il 50% più lontana dalla Terra.

Effemeridi
Data RA 2000 Dec. Elong. Mag. Const.
0h UT h m ° ' °
Apr 8 0 08.8 +55 17 50 8.5 Cas
Apr 10 0 25.4 +55 48 49 8.5 Cas
Apr 12 0 42.3 +56 12 48 8.5 Cas
Apr 14 0 59.5 +56 28 47 8.5 Cas
Apr 16 1 16.6 +56 36 47 8.4 Cas
Apr 18 1 33.7 +56 36 46 8.4 Cas
Apr 20 1 50.5 +56 29 45 8.4 Per
Apr 22 2 07.0 +56 13 44 8.4 Per
Apr 24 2 23.0 +55 51 43 8.4 Per
Apr 26 2 38.5 +55 23 42 8.4 Per
Apr 28 2 53.3 +54 49 41 8.4 Per
Apr 30 3 07.4 +54 10 40 8.4 Per
Mag 02 3 20.9 +53 26 39 8.4 Per
Mag 04 3 33.6 +52 38 38 8.4 Per
Mag 06 3 45.7 +51 48 37 8.5 Per
Mag 08 3 57.1 +50 54 36 8.5 Per

sabato 4 aprile 2009

Altri indizi di materia oscura

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L'universo sembra contenere molta più materia di quanta ne riusciamo a vedere. La materia oscura è stata postulata fin dagli anni '30 del secolo scorso per rendere conto della enorme massa mancante nell'universo, invisibile in quanto non produce alcun tipo di onda elettromagnetica, eppure tradisce la sua presenza attraverso gli effetti gravitazionali che produce su stelle e galassie.
Vedere in proposito i post:


Si tratta di un'ipotesi che, pur in presenza di svariate evidenze osservative, non riesce ancora a chiarire la vera natura della materia oscura, ricerca questa nella quale sono impegnati numerosi fisici, cosmologi e astrofisici di tutto il mondo. Proprio recentemente altri due indizi sull'esistenza della materia oscura si sono aggiunti a quelli già noti da tempo.

Osservazioni del telescopio spaziale
Una recente osservazione condotta con il telescopio spaziale Hubble ha permesso a un gruppo di astronomi di avanzare un'ipotesi circa la presenza di grandi quantità di materia oscura attorno a galassie nane. Le galassie nane si trovano all'interno dell'ammasso del Perseo, a circa 250 milioni di anni luce. La loro forma quasi perfettamente sferica mal si concilia con altre due caratteristiche osservate: la loro piccola massa e la loro presenza proprio nel centro dell'ammasso, dove le intense forze gravitazionali esercitate dalle numerose galassie di grande massa non ne dovrebbero permettere l'esistenza. Il cannibalismo fra galassie, con le più grandi che deformano e poi inglobano le più piccole, è un fenomeno molto comune nel centro degli ammassi. Ecco allora che gli astronomi, per spiegare la forma sferica di queste galassie di piccola massa, hanno ipotizzato che in realtà esse possano essere avvolte da grandi quantità di materia oscura, che pur non rilevabile nelle osservazioni, ne fa aumentare la massa fino a garantirne la sopravvivenza. Insomma, queste galassie nane sarebbero immerse in un guscio di materia oscura che le ha protette dalla voracità delle galassie più grandi.
L'esperimento PAMELA
PAMELA è attualmente l'esperimento più ambizioso per la ricerca di antimateria nei raggi cosmici. Nato dalla collaborazione tra l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e le agenzie spaziali italiana e russa, è stato lanciato nel 2006 a bordo di un satellite russo per rispondere ad alcuni dei più grandi quesiti della cosmologia. Perché nell’Universo esiste una forte asimmetria tra materia e antimateria, con una nettissima prevalenza della prima? Secondo la teoria del Big Bang, l’una e l’altra si sarebbero formate in quantità uguali, annientandosi a vicenda in lampi di pura energia. Come mai, a un certo punto, si è creato una squilibrio e la materia che oggi forma le stelle, i pianeti, noi stessi e tutto ciò che conosciamo, ha avuto la meglio?
Questo strumento studia i raggi cosmici e, in particolare, la loro componente di antimateria. I raggi cosmici sono particelle accelerate a velocità vicine a quella della luce, probabilmente in seguito agli effetti di esplosioni di supernovae lontane o di altri fenomeni violenti nel cosmo; sono formati soprattutto da protoni, nuclei di atomi di elio, o più pesanti, ed elettroni. Tuttavia, tra le particelle più rare si trovano anche particelle di antimateria, identiche alle particelle di materia ma con carica opposta, e tra queste, in particolare, antielettroni, chiamati anche positroni, e antiprotoni.
I risultati recentemente pubblicati su Nature evidenziano un’anomalia nel rapporto tra il numero di positroni e il numero di elettroni rivelati. Questa abbondanza di positroni può trovare una spiegazione plausibile in un segnale di materia oscura. L’ipotesi è che le particelle di materia oscura presenti nella nostra galassia, interagendo fra loro, si annichilino o decadano, producendo sciami di particelle secondarie di alta energia e, in particolare, coppie protone-antiprotone ed elettrone-positrone che Pamela sta intercettando.
"Questi dati - specifica Picozza, coordinatore dell'esperimento - insieme a quelli pubblicati sul rapporto tra antiprotoni e protoni a febbraio su Physical Review Letters, sono uno dei più importanti contributi di questi ultimi anni alla conoscenza del mistero della materia oscura, permettendo di restringere in modo molto significativo il campo delle ipotesi sulla sua natura."
Tuttavia ancora molto c'è da scoprire!

mercoledì 1 aprile 2009

Eventi del mese - Aprile 2009

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Questi i principali eventi astronomici del mese di aprile 2009.
Luna
2 aprile: primo quarto di Luna (ore 16e33 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 365.220 km
Dimensione apparente della Luna: 32'49"
9 aprile: Luna piena (ore 16e55 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 388.082 km
Dimensione apparente della Luna: 31'13"
17 aprile: ultimo quarto di Luna (ore 15e35 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 407.201 km
Dimensione apparente della Luna: 29'47"
25 aprile: Luna nuova (ore 05e22 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 373.360 km
Piogge meteoriche
21-22 aprile: Liridi; le date attive vanno dal 19 al 25 aprile.
Corpo progenitore: cometa C/1861 Thatcher; frequenza massima 16-30 meteore/ora.
Siccome il radiante si trova in una costellazione tipicamente estiva (vedere immagine), sarà sufficientemente alto solo nella seconda parte della notte.
La Luna è poco fastidiosa (disco illuminato inferiore al 20%) e comunque sorge dopo le 4e30 (tempo locale).
Pianeti
Mercurio, passato a sinistra del Sole proprio il 31 marzo, sarà “stella della sera” per tutto il mese, ritardando giorno dopo giorno il tramonto rispetto alla nostra stella. Il giorno 26 aprile il piccolo pianeta raggiungerà la massima elongazione est (quasi 20°) dal Sole e, complice un angolo favorevole fra eclittica e orizzonte, sarà facilmente rintracciabile con magnitudine 0,34 verso ovest-nordovest.
Venere è visibile per tutto il mese come “stella del mattino” e si allontanerà dai 10 gradi di inizio mese agli oltre 38 gradi di separazione angolare dal Sole a fine mese. A quel punto sarà facilmente osservabile verso est-sudest, anche se non troppo alto sopra l’orizzonte (dal momento che ad est l’eclittica sale lentamente rispetto la linea d’orizzonte). Il giorno 24 aprile si trova in congiunzione con Marte, con quest’ultimo poco meno di 4 gradi più in basso.
Marte si allontana lentamente a destra del Sole e durante il mese passa da 28° ad appena 34° di distanza angolare dalla nostra stella. In questi mesi il disco di Marte è veramente piccolo trovandosi ad oltre 300 milioni di km dal nostro pianeta. Difficile da osservare.
Giove impreziosisce con la sua luminosa presenza una zona di cielo piuttosto povera di stelle, tra l’Acquario e il Capricorno, a cui ufficialmente appartiene. A fine mese anticipa di un paio d’ore il sorgere del Sole.
Saturno è ben osservabile per quasi tutta la notte, sempre sotto le zampe posteriori del Leone, tra il Sestante e la Vergine. Tuttavia la sua luminosità si riduce progressivamente dalla magnitudine 0,58 di inizio mese alla magnitudine 0,74 di fine aprile.
Urano è “stella del mattino”, anche se di difficile osservazione ad est-sudest poco prima del sorgere del Sole; Nettuno segue Giove di pochi gradi, nella coda del Capricorno. Per niente facile da osservare.
Altri fenomeni
1 aprile: Sirio, la stella invernale per eccellenza e la stella più luminosa di tutto il cielo, tramonta attorno alla mezzanotte; la primavera sta avanzando!
9 aprile: la Luna e Spica sorgono insieme a poco più di 3 gradi di distanza verso le 20e30 e si fanno compagnia per l’intera notte!
19 aprile: congiunzione fra una Luna calante (disco illuminato al 35%) e Giove a sud-est poco prima del sorgere del Sole (ore 06e00 tempo locale).
22 aprile: congiunzione multipla ad est-sudest; Venere, Marte, Luna (fase calante al 10%) e Urano disposti a quadrato a poco più di 4 gradi l’uno dall’altro. Bella configurazione, non semplice da osservare nel chiarore dell’aurora (vedi immagine).
26 aprile: congiunzione a ovest-nordovest fra Luna (fase crescente al 3%), Mercurio e Pleiadi. Il quadro è davvero suggestivo ma anche questa configurazione non è di facile osservazione; bassa sull’orizzonte e ancora immersa nella luce del crepuscolo (vedi immagine).



Attività Antares
Venerdì 17 aprile: Serantares
Liceo Scientifico di Lugo
"Il Longitude Act"
Tra Astronomia e complotti a caccia del mistero del XVII secolo

(seguirà locandina)


By Daniela e Angelo