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giovedì 7 agosto 2014

Super Tempesta Solare

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La super tempesta solare annunciata con grande enfasi (estiva) da tutte le testate giornalistiche e web continua a occupare lo spazio "question time" che offriamo ai nostri visitatori in osservatorio o negli appuntamenti itineranti che stiamo svolgendo.

Quindi ci troviamo obbligati a rilanciare l'unico comunicato SERIO e affidabile in merito alla questione.

I ricercatori citati da tutti hanno SERIAMENTE ma anche SEMPLICEMENTE pubblicato uno studio che segnala i rischi che TUTTO IL PIANETA corre nel caso in cui venga a verificarsi una tempesta solare di grandi proporzioni.

La sostanza è quindi che :

Prima o poi arriverà, meglio esser pronti.

Come scrive anche INAF (Istituto Nazionale di AstroFisica) "prima o poi arriverà, anche se è impossibile stabilire quando." 

L'eventualità che una super tempesta solare sia capace di mettere in ginocchio linee elettriche e di mandare in tilt i satelliti è una assoluta convinzione dei ricercatori della task force SolarMax. 


Per Mauro Messerotti dell'INAF di Trieste «non ci sono elementi per dire se la tempesta arriverà a breve o fra 100 anni. Sappiamo che si verificherà, l'importante è essere preparati ad affrontare questi eventi estremi»

Pertanto, vorremmo tranquillizzare (per quanto possibile) tutti coloro che hanno letto e ascoltato i proclami degli scaltri giornalisti che come al solito strombazzano a gran voce qualunque cosa possa fare audience specialmente nei periodi MORTI come quelli estivi dove però la gente stesa al Sole è in uso di leggere più frequentemente i giornali mentre sarebbe più consigliabile un buon libro, magari di divulgazione astronomica SERIA e quindi mettere a miglior frutto il proprio tempo libero. 

A buon intenditore... eh?!

giovedì 19 aprile 2012

Onde di ionizzazione e macchie solari... "come funghi"

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ONDE DI IONIZZAZIONE nell'atmosfera terrestre: Ieri, una raffica di C-class flares (Flares di classe C) solari ha trasmesso onde di ionizzazione che hanno attraversato l'alta atmosfera sopra l'Europa. Dave Gradwell di Birr, Irlanda, ha rilevato i disturbi utilizzando un sistema radio VLF di monitoraggio:



La fonte dei flares è una macchia solare del sud dell'emisfero (provvisoriamente numerata AR1463) - una delle tante regioni attive che stanno spuntando in tutto il disco solare. Con il numero di macchie solari in aumento, aumentano anche le probabilità di registrare flares e onde di ioni nei prossimi giorni.



SUNSPOT : Che differenza tra un giorno e l'altro! Il 16 aprile, delle macchie solari del gruppo AR1460 non esisteva praticamente NULLA mentre solo ventiquattro ore più tardi era già due volte più grande del pianeta Terra. Questo filmato del NASA Solar Dynamics Observatory mostra la genesi delle macchie solari in azione:




Il campo magnetico delle macchie solari non è ancora strutturato per generare i brillamenti forti, ma se l'espansione continua di buon passo, potrebbe sviluppare l'instabilità che porta ad esplosioni. I lettori dotati di telescopi solari (non guardate il Sole senza le dovute precauzioni!!!) sono quindi invitati a tenere monitorato il gruppo AR1460.

domenica 11 marzo 2012

Il suono della tempesta solare (e altre news)

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SOLAR FLARE WEEKEND: il gruppo di macchie AR1429 continua la sua attività di eruzione questo fine settimana. Sabato, 10 marzo, ha prodotto un potente flare di classe M8 che ha quasi varcato la soglia della classe X. Durante il flare, dal New Mexico, l'astronomo dilettante Thomas Ashcraft ha registrato una serie di esplosioni radio a 21 e 28 MHz:


Il maestoso fragore dei suoni che avete appena ascoltato (cliccando sul link dell'immagine sopra), molto simile allo scroscio impetuoso di una tormentata cascata di acqua, è causate da onde d'urto che filtrano attraverso l'atmosfera e provenienti dal Sole in seguito dell'esplosione. "C'è una incredibile complessità in forme d'onda", osserva Ashcraft. "Questa è una registrazione di uno degli eventi più turbolenti della natura!"

Inoltre, l'esplosione ha spinto ancora un'altra CME verso la Terra. Secondo una previsione preparato dagli analisti del laboratorio Goddard Space Weather, la nube colpirà la magnetosfera del nostro pianeta il 12 marzo alle 18:03 UT (+/- 7 ore), innescando molto probabilmente un nuovo ciclo di tempeste geomagnetiche.

Dopo aver superato Terra, la CME colpirà anche il Mars Science Lab (MSL) il 13 marzo ed a seguire il pianeta Marte il 14 marzo. Come già ricordato i giorni scorsi, ogni occasione è buona per verificare le rilevazioni che la sonda MSL potrebbe avere la possibilità di registrare mentra la nube la investe.

Pianeti al tramonto: Venere e Giove stanno convergendo per un incontro molto ravvicinato. Il 12 marzo e il 13 i due pianeti più luminosi si trovano in meno di 3° nel cielo occidentale del tramonto. Marek Nikodem fotografato l'approccio il 9 marzo:


"Venere e Giove brillano così chiaramente, sono come diamanti belli del cielo", dice Nikodem (20120309 autore della foto a sinistra). "E 'una vista spettacolare e unica." L'altra foto è presa dalla romagna (R.Baldini)

Mentre la distanza tra loro si restringe, Venere e Giove possono diventare affascinanti. I due pianeti circondati dal crepuscolo blu sono uno spettacolo davvero bello.