martedì 14 agosto 2018

Annullamento serata del 14 Agosto per METEO INCERTO

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ANNULLAMENTO SERATA 14 AGOSTO
PER CONDIZIONI METEO INCERTE !!!


A causa delle attuali condizioni METEO e della grande incertezza in merito

alle possibili condizioni del cielo in serata, è stato deciso l' ANNULLAMENTO
DELLA SERATA prevista presso l'Osservatorio Astronomico di Monteromano.
Vi ricordiamo i prossimi appuntamenti :

Domenica 19 Agosto -- > MATTINA !!!
Apertura Diurna il sole e osservazioni delle stelle di giorno!
Orario 9:30 -12:30

Sabato 1 Settembre

Saturno e Marte nel cielo estivo
Orario 20:30-23:30

Sabato 15 Settembre

Costellazioni autunnali
Orario 20:30-23:00

Sabato 29 Settembre - Serata EXTRA PROGRAMMA !!!

LA NOTTE DEI RICERCATORI
Porte aperte negli osservatori dell'UNIONE ASTROFILI ITALIANI
Orario 20:30-23:00

Sabato 13 Ottobre
Saturno, Luna e addio a Marte
Orario 20:00-23:00

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domenica 24 dicembre 2017

Storia di una notte di ordinaria stellata a Monteromano

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Attori tutti protagonisti: Enrico (nella parte di Direttore dell’Osservatorio), Marco (geologo e fotografo professionista, nella parte del narratore), Dario e Sara (ultimi arrivati nella famiglia Antares ma già attivissimi), il DIEMME da 500 millimetri, il cielo di Monteromano e, last but not least, la passione per il cielo!

Iera (venerdì 22 dicembre, ndr), serata bellissima! Alle 20 c'era un bel cielo stellato verso est-sudest e Orione già si stagliava nel cielo. Il clima era davvero ottimale: inversione termica con 5 gradi abbondanti, bassa umidità e poco vento. Purtroppo durante il viaggio la situazione sembrava volgere al peggio: tra San Martino in Gattara e l'arrivo all'osservatorio, infatti, il cielo si è velato.

Arrivati in Osservatorio facciamo conoscenza con Dario e Sara. Dal momento che non c'è quasi nulla da osservare (a nord solo nuvole, della stella polare neppure l'ombra...) decidiamo di brindare per le festività imminenti con un ottimo panettone al cioccolato e un bicchiere di spumante offerti proprio da Sara e Dario. Poi iniziamo a tirare fuori l'attrezzatura e intanto io e Dario ci inchiacchieriamo subito... Con mia grande gioia, finalmente, trovo un alleato nella mia campagna PRO-RAW... che da mesi mi vedeva come unico alfiere!

Nel frattempo si fanno le 22 e ancora non si vede un fico secco, anche Orione è semi-nascosto. Ma Enrico ci dice di avere fede; a nord si vedono strisce di sereno che avanzano e, si sa, il cielo a Monteromano offre spesso sorprese. Proseguiamo a chiacchierare e a mangiare panettone, fintanto che a un certo punto a nord si comincia ad aprire. Passiamo agli strumenti! La cupola si apre, il bestione DIEMME comincia a prendere vita, Dario comincia a fare scatti di prova con il suo bello strumento.

Io, come al solito, mi incarto nella fase iniziale di messa in polare del mio baracchino. Per una buona mezz'ora cerco di capire per quale diavoleria le stelle vengono tutte strisciate, fino a quando Enrico ha pietà di me e mi fa vedere l'errore marchiano che stavo facendo, e che taccio per pudore. Anzi no, infieriamo pure: complici le velature che nascondevano la Polare e le mie ben note problematiche agli occhi, avevo fatto la polare dell’anno 3000… Vabbé!

Ma la cosa incredibile è stata alzare lo sguardo al cielo, che nel frattempo si era incredibilmente “pulito”, con Orione che splendeva imponente! Faccio partire una sequenza di scatti da compositare con il mio 80-200, e che guarderò poi con calma, e mentre la macchina va avanti in automatico, entro in osservatorio con la full frame, la Nikon D750 e un attacco 42x1. Enrico prova a collegarlo al Borg ma l’attacco non va bene. Si cerca quale altro adattatore da usare e quello della camera CCD sembra fare al caso mio, il che comporta attaccarsi al fuoco diretto della configurazione newtoniana. Enrico ed io facciamo una prima prova. Dopo un breve consulto decidiamo per una posa di 15 secondi a 1600 ISO. Ah però! mica male...

Correggiamo leggermente il tiro ed iniziamo una sequenza di 15 scatti. La faccio corta: questa mattina prendo uno scatto singolo (ovviamente RAW) e faccio uno sviluppo con un po' di cura. Eqqueqquà, come diceva un noto personaggio televisivo degli anni '60! Scatto alieno, quasi fossi stato rapito e portato lassù…

Ovviamente di merito del fotografo qui ce n'è ben poco, con un robo così attaccato, ci piace vincere facile! L'unico mio merito è l’aver sviluppato il RAW. Faccio vedere un confronto tra cosa è uscito dalla macchina e cosa ho fatto io con Adobe Lightroom: a destra lo scatto uscito dalla macchina (il JPG) e a sinistra il mio sviluppo del RAW dello stesso file.

Se proprio vogliamo fare i pignoli bisogna ammettere che c'è un forte coma, tipico della configurazione newtoniana, ma la soddisfazione è dimostrare che RAW batte JPG 5-0!
Cieli sereni a tutti,
Marco Gualdrini

mercoledì 22 novembre 2017

SERANTARES al Liceo di LUGO - ONDE GRAVITAZIONALI una scoperta da Nobel

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SERANTARES di DICEMBRE 2017

ATTENZIONE !!!
ANTICIPATA RISPETTO ALLA SOLITA REGOLA DEL SECONDO VENERDI' DEL MESE !!!

Un argomento corposo che ha attirato l'attenzione mondiale per l'importanza che riveste.

ONDE GRAVITAZIONALI
una scoperta da Nobel

relatore ANGELO VENTURELLI
(presidente G.A.ANTARES)


Un'altra ghiotta occasione per approfondire argomenti complessi con semplicità ed il supporto audio visivo su maxi schermo. 

Partecipate e portate altri amici ad avvicinare l'astronomia e la scienza.

Come in tutte le occasioni non mancheranno le consuete rubriche di riepilogo del CIELO DEL MESE e degli eventi in programma.

 

venerdì 10 novembre 2017

Quel suo modo di guardar le stelle - Serata dedicata a Giovanni Battista Lacchini !

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Quel suo modo di guardar le stelle - Serata dedicata a Giovanni Battista Lacchini !

vi ricordiamo il consueto appuntamento con le SerAntares, che questo mese è programmato per il Venerdì 10 novembre dalle 20:45 alle 22:30, come sempre nell'Aula Magna del Liceo di Lugo.

Questo mese avremo l'occasione di celebrare l'astronomo faentino Giovanni Battista Lacchini con la proiezione del docu-film “Quel suo modo di guardar le stelle”, che ci farà scoprire di più sulla vita, la prolifica attività scientifica e la sconfinata e contagiosa passione per l'astronomia del grande astronomo faentino, nell'anno del cinquantesimo anniversario della sua scomparsa.
 
Ad introdurre la serata sarà la nostra Vittoria Lacchini, nipote di Giovanni Battista.

Come di consueto, l'accesso al Liceo sarà gratuito ed aperto a tutti, pertanto sentiatevi liberi di invitare i vostri amici e di aiutarci a spargere la voce!

Trovate l'evento anche su Facebook, a questo indirizzo: https://www.facebook.com/events/1971187293162124/

Cieli sereni!
 

martedì 24 ottobre 2017

IC 405

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All'interno del bellissimo pentagono dell'Auriga si trova una piccola associazione di sei stelle che è chiamata da alcuni astrofili il "Piccolo Delfino". Esso ricorda in modo impressionante la costellazione del Delfino, anche se ad una scala notevolmente più piccola, ed è visibile ad occhio nudo in serate buone come un gruppetto serratissimo di stelle. Gli astri che lo compongono sono 16, 17-AR, 18,, 19 e IQ Aur (attorno alla quinta, sesta grandezza), più un altro di settima.
A circa 1° NO dal "Piccolo Delfino" si trova una stella di sesta magnitudine molto famosa: la AE Aurigae. Come si comprende dalla sua denominazione, essa è soggetta a variazioni di luminosità. Queste variazioni sono di piccola ampiezza ed avvengono in modo imprevedibile e casuale. Si tratta, comunque, di una variabile anomala per molti aspetti.
Il suo spettro è O9.5Ve e si trova ad una distanza di 1630 anni luce da noi. La sua luminosità è paragonabile allo splendore di quasi 1.000 Soli (magnitudine assoluta -2,5).
Attorno ad AE Aur, si trova una bella nebulosità sia a riflessione che ad emissione: la parte ad emissione si estende per 30'x19', l'altra è contenuta in un disco di 30' di diametro.
Il diametro totale di questa nube gassosa, illuminata dalla potente luce di AE Aur, raggiunge la decina di anni luce. Ciò che osserviamo al giorno d'oggi, comunque, è il risultato di un "incontro" casuale fra del gas interstellare e la AE Aur. Questa stella, infatti, è animata da un moto proprio notevolissimo (0,03"/anno, pari ad 80 Km/s) e sembra essere scaturita in epoca remota (2,7 milioni di anni fa) dalla zona attorno alla nebulosa M42, in Orione.
E' tuttora avvolto dal mistero il motivo dinamico che possa aver scagliato questa stella al di fuori della costellazione d'Orione, facendole percorrere parecchi gradi, fino al centro dell'Auriga.
Un'ipotesi abbastanza plausibile è che la AE Aur si trovasse all'interno di uno stretto sistema binario ed avesse una velocità orbitale molto alta. In seguito all'esplosione in supernova della compagna, si sarebbe trovata senza il vincolo imposto dalla gravitazione ed avrebbe proseguito tangenzialmente con la stessa velocità di cui era dotata prima, in direzione dell'Auriga.
Queste stelle fuggitive o "Runaway Stars" vennero studiate da Blaauw per la prima volta.
La nebulosa IC 405, quindi, si troverebbe casualmente lungo la traiettoria della AE Aur ed al suo passaggio avrebbe iniziato a splendere, un po' come i fari di una macchina illuminano la nebbia altrimenti invisibile.
Fotograficamente la nebulosa IC 405 rivela dettagli diversi a seconda dei filtri impiegati.
Col filtro blu si nota maggiormente il lungo filamento che accompagna la stella come uno strascico in direzione SSE.
Da un esame spettroscopico effettuato nel 1958 dall'astronomo Herbig, si vide che questo particolare è in realtà dovuto a polveri mescolate con pochissimo gas ed emette luce, quindi, per riflessione.
Usando invece un filtro rosso o meglio ancora H-alpha, l'aspetto della nebulosa cambia radicalmente, rendendo visibili filamenti molti belli ed intrecciati insieme estendersi per 30' dalla AE Aurigae.
Essendovi delle nubi di polveri proprio a ridosso di AE Aur, si conferma il carattere puramente transitorio dell'astro, perché altrimenti la sua energia avrebbe già dissolto completamente quelle polveri rendendo la nebulosa di tipo esclusivamente ad emissione.


Proboscide di Elefante

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Vdb 142 è una piccola nebulosa oscura, visibile nella costellazione di Cefeo.
Si individua verso l'area centrale del grande complesso nebuloso noto come IC 1396, pochi primi d'arco ad ovest dell'ammasso aperto associato alla nebulosa; nonostante le sue ridotte dimensioni, si evidenzia con una discreta facilità, a causa della sua profonda oscurità e per la sua forma, che le ha conferito il soprannome di "Proboscide di Elefante".




lunedì 23 ottobre 2017

Nebulosa Rosetta

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La Nebulosa Rosetta (nota anche con la sigla di catalogo Ngc 2237) è un'ampia regione H II di forma rozzamente circolare situata ai confini di una nebulosa molecolare gigante, nella costellazione dell'Unicorno.
L'estensione apparente è di 80'x60' e la luminosità specifica è così bassa da rendere la "Rosetta" un oggetto elusivo e visualmente molto difficile.
Nella foto si possono identificare numerosissime zone scure, talora rotonde, talora allungate o irregolari, che sembrano aprire dei buchi nella nella luce della nube gassosa.
Essi sono dei globuli di Bok, cioè delle associazioni di gas e polveri che risaltano per contrasto con lo sfondo luminoso e che forse daranno origine per contrazione a nuove stelle.
Il loro diametro apparente è inferiore al 1' d'arco (in media 0,4 pc), mentre la nebulosa, nel suo insieme, copre una estensione di 60 anni luce. La massa complessiva della  nebulosa Rosetta è di circa 140.000 Soli