ASTRO BLOG del Gruppo Astrofili Antares di Romagna, associazione scientifica e culturale ONLUS per lo studio la ricerca e la divulgazione delle scienze astronomiche ed affini, fondato nel 1982 con sede a Cotignola e operativo anche presso il proprio Osservatorio Astronomico di Monteromano (Brisighella-RA) ed anche l'Osservatorio Astronomico "G.Roccati" del Liceo di Lugo di Romagna. www.gruppoantares.com - In caso d'uso (altrove) di queste news è obbligatorio il link alla relativa news qui presente!

domenica 8 novembre 2009

Un angolo di paradiso

La strada che porta alla torre di Oriolo è una delle preferite nei miei giri in bicicletta. Perché la salita finale non è troppo dura, e questo non è da trascurare per un ciclista della domenica come me, ma soprattutto perché sembra una strada "senza tempo". Poche pedalate e ti ritrovi immerso nelle prime bellissime colline tra Faenza e Forlì, circondato da piccole vallate dove il fragore della nostra civiltà sembra non essere ancora arrivata.

E il respiro si fa meno affannato anche se le rampe finali sono le più dure.

In queste giornate tardo autunnali la vallata si sta accendendo in un’incredibile varietà di colori, trasformando la strada senza tempo in un piccolo angolo di paradiso.

giovedì 5 novembre 2009

Arcobaleno a mezzogiorno

Per ragioni prospettiche è sempre difficile vedere un arcobaleno a mezzogiorno: il sole di solito rimane troppo alto per illuminare la pioggia a quell'ora, ma essendo novembre il sole questa volta era a soli 29° di altezza, e sul cielo a nord di faenza si è formato un bellissimo arcobaleno. L'arco rimaneva un po' schiacciato causa del sole che si trovava relativamente alto sull'orizzonte ma era completo e ricco di colori. Ho eseguito una foto panoramica con il cellulare, e questo è il risultato! Comunque sia, rimane sempre uno dei fenomeni del cielo più affascinanati!

martedì 3 novembre 2009

Luna domani mattina, 4 Novembre


Chi è mattiniero, ed armato di binocolo può riuscire a vedere questa interessante congiunzione: Luna e Pleiadi. Dipenderà poi anche dal meteo, sembra sia ancora sereno a quell'ora, ma da ovest avanzeranno veloci le nubi!

Buone osservazioni!

domenica 1 novembre 2009

Eventi del mese - Novembre 2009

Questi i principali eventi astronomici del mese di novembre 2009.

Luna
2 novembre: Luna piena (ore 20e13 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 373.679 km
Dimensione apparente della Luna: 32'11"
9 novembre: ultimo quarto di Luna (ore 16e55 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 373.790 km
Dimensione apparente della Luna: 32'47"
16 novembre: Luna nuova (ore 20e13 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 393.522 km
24 novembre: primo quarto di Luna (ore 22e39 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 400.856 km
Dimensione apparente della Luna: 29'58"
Piogge meteoriche
3 novembre: Tauridi
Corpo progenitore: cometa Encke.
Date attive: 20 ottobre - 30 novembre.
ZHR massimo: 5 meteore/ora.
In realtà lo sciame delle Tauridi ha due radianti diversi, ma vicini, (nord-Tauridi e sud-Tauridi) e si può assimilare ad un'unico sciame.
Illuminazione lunare: 99% con la Luna che precede appena appena le Pleiadi per tutta la notte; decisamente fastidiosa!
17 novembre: Leonidi
Corpo progenitore: cometa Temple-Tuttle.
Date attive: 15 - 20 novembre.
ZHR massimo: 20 meteore/ora.
Illuminazione lunare: assente. Le Leonidi offrono frequenze di apparizioni anche molto elevate e possibilità di bolidi.




Da citare anche le alfa-Monocerodi, con il massimo al 21 novembre. Solitamente poco attivo (ZHR massimo=5 meteore/ora), ha di recente offerto burst di grande intensità (400 meteore/ora) anche se solo per pochi minuti.
Pianeti
Mercurio è in pratica inosservabile. Il 5 novembre è in congiunzione superiore con il Sole e successivamente diviene astro della sera. Tuttavia anche a fine mese, complice una linea pianeta-Sole decisamente poco verticale, risulta una manciata di gradi sopra l’orizzonte quando il Sole tramonta.
Venere si avvia a concludere il periodo di visibilità mattutina. A inizio mese anticipa di un’ora circa le luci del giorno ma a fine mese lascia pochi minuti alla sua osservazione, per altro bassissima sull’orizzonte.
Marte è visibile sempre prima, aumentando le ore di visibilità. Ospite della costellazione del Cancro, a fine mese sorge prima delle 22. Il disco sfiora i 10 secondi d’arco per cui è possibile distinguere alcuni dettagli sulla sua superficie.
Giove già ad inizio mese è vicino al meridiano quando inizia ad imbrunire. Appare sempre come un notevole “stellone” in direzione sud, ma ormai ha dato il meglio di sé dal momento che a fine mese tramonta prima delle 22.
Saturno è angolarmente già molto distante dal Sole ad inizio mese, trovandosi nella costellazione della Vergine, tuttavia la sua magnitudine e la sua dimensione apparente sono scarse, dal momento che l’opposizione di marzo 2010 è ancora lontana.
Urano è visibile per tutta la prima parte della notte nella costellazione dell’Acquario appena sotto la testa occidentale dei Pesci.
Nettuno torna ad avvicinarsi a Giove, grazie soprattutto al più veloce moto diretto (da ovest verso est) del gigante del Sistema Solare. A fine mese si ritrova a meno di 3 gradi più ad est di Giove e ne condivide le condizioni di visibilità nella coda del Capricorno.
Altri fenomeni
1-2 novembre: Marte sorge poco dopo le 22e30 del 1 novembre immerso nell’ammasso del Presepe (M44) e vi rimane l’intera notte.
1 novembre: verso le 23e30 Giove tramonta a sud-ovest mentre a est-nordest sorge Marte e pochi minuti dopo a sud-est appare Sirio; l’inverno sta arrivando!
8 novembre: poco dopo le 22, tra est e nordest, sorgono Marte, Luna (fase calante al 58%) nelle prossimità dell’ammasso aperto del Presepe.
15 novembre: verso sudest, poco prima del sorgere del Sole, congiunzione tra Venere e una sottilissima falce lunare (fase calante al 3%); assolutamente necessario un orizzonte libero e limpidissimo.
23 novembre: congiunzione Luna (fase crescente al 39%), Giove e Nettuno (vedere immagine).

Attività Antares
Venerdì 13 novembre: Serantares
Liceo Scientifico di Lugo
1609-2009 da Galileo al telescopio spaziale Hubble

venerdì 30 ottobre 2009

ANTARES alla FIERA DI SAN ROCCO A FAENZA

Fiera di San RoccoAbbiamo allestito, su esplicito invito degli organizzatori, uno stand in collaborazione (ormai consolidata) con SMS-METEOCENTER / METEOROMAGNA (METEOCENTER-CENTRO DI CALCOLO E DI RICERCA METEO-CLIMATOLOGICO E AMBIENTALE) PRESSO IL PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI DI FAENZA per segnalare la nostra "presenza" sul territorio non solo locale.

Come Associazione operiamo oramai da oltre 15 anni fuori da ogni connotazione campanilistica, al punto da aver aggiornato anche la frase di supporto al nostro LOGO con "(omissis) ...e la divulgazione delle Scienze Astronomiche ed Affini in ROMAGNA".

La partecipazione a Faenza ci mette un pò in difficoltà dato il livello raggiunto dagli impegni incessanti da inizio anno, tuttavia "ogni lasciata è persa" e quindi ci proviamo anche in questa occasione!



APERTURA PALAZZO ESPOSIZIONI
Dalle 9.00 di mattina alle 19.00


ORARI DI SVOLGIMENTO DELLA FIERA
Dalle 9.00 di mattina alle 22.00

L'antichissima Fiera di Faenza che affonda le sue radici nel XIII° secolo, si svolge nello stesso periodo dell'anno e negli stessi luoghi in cui è nata oltre sette secoli fa.
Organizzata da Accademia Medioevale di Faenza, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, Provincia di Ravenna, Comune di Faenza, Circoscrizione Centro Sud, con la collaborazione dei Circoli Rione Verde, Dopolavoro Ferroviario, S.P. Damiani, Torricelli, Villa Franchi e Pro Loco, è tornata all'antico splendore, diventando uno degli appuntamenti di prestigio della Romagna.

La superficie su cui si sviluppa la Fiera è quasi un terzo del centro storico della città, strade, piazze, vicoli, parcheggi, parchi, circoli…Ogni prima domenica di novembre la zona più antica di Faenza si anima accogliendo decine di migliaia di visitatori.
Le rievocazioni storiche con i mestieri, dedicati all'antica Fiera Medioevale, sono concentrati soprattutto nella piazzetta di S.M. Foris Portam, con l'accampamento medioevale, i combattimenti, e altre situazioni storiche, calano i visitatori nell'atmosfera magica di altri tempi.

Nella via Cavour si snoda il grande mercato ambulante. E poi…strade dedicate agli hobbisti, agriturismi, prodotti di stagione, vino, all'arte nelle varie espressioni, la collettiva di pittura, l'associazionismo, lo sport, i concessionari di auto e moto, il parco Tassinari con la Fiera degli animali e il tiro con l'arco storico, la piazzetta della Penna con i giochi per i più piccoli, le mostre di vario genere nei Circoli aderenti alla Fiera, la Dixie Band, gli sbandieratori con tamburi e chiarine…raduno di camperisti e motociclisti, e ancora una miriade di iniziative che si aggiungono ad ogni nuova edizione.
Leggendo quanto sopra si comprende il perché:
La Fiera di San Rocco... non è sufficiente un giorno intero per visitarla.

info@accademiamedievale.it

giovedì 29 ottobre 2009

E alla fine si vide la bandiera!

Lanciata il 18 giugno di quest’anno e dopo essersi inserita in orbita attorno alla Luna appena cinque giorni dopo, la sonda NASA Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) si è poi posizionata a soli 50 km di altezza. Da questa orbita è in grado di riprendere immagini del suolo lunare di incredibile definizione!
Già nello scorso mese di luglio LRO aveva iniziato a mostrarci i luoghi della superficie lunare dove si erano posati i moduli di discesa delle varie missioni Apollo (vedi post), ma grazie all’abbassamento della quota e a condizioni di irraggiamento solare ottimali, la sonda ha ottenuto recentemente immagini di impressionante dettaglio.
Il sito osservato è quello dell’allunaggio del modulo lunare Challenger, missione Apollo 17, con gli astronauti Eugene Cernan e Jack Schmitt a passeggiare sul suolo del nostro satellite mentre Ron Evans orbitava nel modulo di comando. Siamo nel dicembre del 1972, 37 anni fa!


Nella prima immagine sono chiaramente visibili le tracce lasciate dagli astronauti, l'esperimento SEP (Surface Electrical Properties) che ha consentito agli scienziati di caratterizzare le proprietà elettriche della regolite verso est, mentre più in basso si vede il rover lunare, l'LRV (Lunar Roving Vehicle), parcheggiato per l’eternità. Ad ovest si distingue invece il set di esperimenti ALSEP (Apollo Lunar Surface Experiments).

La seconda immagine, che è stata “leggermente stirata”, raggiunge il dettaglio di 50 centimetri per pixel. Lo stadio di discesa del modulo lunare copre ben otto pixel e si possono intuire le gambe su cui è appoggiato al suolo. E meraviglia delle meraviglie: più in alto è visibile la bandiera!

Ci scusino i negazionisti e i sostenitori della bufala se non si contano le stelle, ma ci stanno lavorando… ;-))

La natura dello spaziotempo

Illustrazione del possibile effetto sui fotoni della struttura granulare dello spaziotempo.
Credits: NASA/Sonoma State University/Aurore Simonnet


La meccanica quantistica e la teoria della relatività sono i pilastri della fisica moderna. La prima tratta delle questioni su scale piccolissime, mentre la seconda studia che succede a velocità prossime a quelle della luce. Il problema è che però non si riescono a fondere in un'unica teoria. I tentativi fatti sino a oggi sono sempre falliti. Si pensa che quando si arriva alle cosiddette dimensioni di Planck, cioè lunghezze inferiori a 1.6 x 10^-35 m, tempi inferiori a 5.4 x 10^-44 s, e energie superiori a 1.2 x 10^19 GeV, queste due teorie debbano fondersi in un'unica teoria. Varie soluzioni sono state proposte, che si condensano intorno a 2 gruppi, che pure hanno diverse formulazioni: stringhe e quantum gravity. Nella prima si assume che le unità elementari dell'Universo siano delle stringhe, per mezzo delle quali è possibile descrivere qualunque cosa. A seconda di come vibrano, si hanno particelle elementari differenti, come le corde di un violino o di una chitarra possono dare differenti note. Nella seconda, come dice il nome stesso, si cerca di quantizzare la gravità, come si è fatto nel passato per le altre interazioni (elettromagnetica, nucleare forte e debole). Chi ha ragione?

In questi casi, la scienza ricorre alle osservazioni e agli esperimenti, ma il problema è che non si può costruire un laboratorio sulla terra capace di arrivare alle energie di Planck (e non ci riesce neanche il moderno LHC). Ci si è quindi buttati sulle osservazioni astronomiche. Infatti, si pensa che i fotoni di alta energia (raggi gamma) provenienti da sorgenti cosmiche come i blazars e i Gamma-Ray Bursts (GRB), avendo una lunghezza d'onda molto piccola o un'energia molto grande, possano in qualche modo risentire di una eventuale struttura granulare (quantizzata) dello spaziotempo. Anche se l'effetto singolo è minuscolo, se sommato con tutti gli effetti che si possono ottenere durante un tragitto di miliardi di anni luce, potrebbe risultare in una quantità misurabile. Alcune teorie suggeriscono un ritardo, altre un anticipo sui tempi previsti dai meccanismi di emissione per queste sorgenti. In altre parole, la granularità dello spaziotempo comporterebbe una violazione della costanza della velocità della luce, conosciuta in termini tecnici come dispersione della velocità dei fotoni, una violazione dell'invarianza di Lorentz (Lorentz Invariance Violation). In particolare, le eccezionali prestazioni del satellite Fermi, possono essere all'altezza desiderata (il Large Area Telescope LAT opera nella banda di energia 0.1-300 GeV).

Così infatti è stato: lo scorso 10 maggio è scoppiato un GRB (indicato con 090510, redshift 0.903), che è stato osservato con Fermi. In particolare, la cosa che ha colpito subito è che c'era un fotone di alta energia, 31 GeV, emesso quasi 1 secondo dopo (0.829 s) lo scoppio del GRB. In ritardo, ma non sufficiente secondo le teorie attuali che predicono questa violazione della Lorentz Invariance. In altre parole, se volessimo attribuire questo ritardo a tutti i costi alla granulazione dello spaziotempo, occorrerebbe una energia di Planck maggiore di quella prevista. Quindi, qualcosa non torna nelle teorie precedenti e questa è la prima misura di questo genere che consente di porre un serio dubbio su certe teorie. Dico su certe, perché in altre varianti della gravità quantistica (per esempio la loop quantum gravity) questo effetto di dispersione della velocità dei fotoni non è previsto. Ma intanto possiamo comunciare a buttare nel cestino un po' di carta... I risultati di questa osservazione sono stati pubblicati oggi sulla prestigiosa rivista Nature, nella sezione Advanced Online Publication (si veda anche la press release di Nature e della NASA).

C'è anche da dire che parte di questi 0.829 s di ritardo potrebbe essere dovuto al fatto che la componente di alta energia si genera dopo lo scoppio del GRB, per l'interazione della componente principale (prompt) con l'ambiente circostante (tesi proposta dai colleghi e amici Ghirlanda, Ghisellini e Nava). Rimane tuttavia un ritardo rispetto ai modelli astrofisici, ma ancora non sufficiente se dovuto a una dispersione di velocità dei fotoni. Anzi, la discrepanza è anche maggiore rispetto al caso precedente.

Quindi, comunque la si metta, sta di fatto, che lo spaziotempo resta ancora un continuum e la velocità della luce nel vuoto una costante. La relatività è salva, ma continua a sbattere contro la meccanica quantistica. Chi riuscirà a trovare la soluzione a questo enigma? Quando sapremo cosa sono veramente lo spazio e il tempo?