
ASTRO BLOG del Gruppo Astrofili Antares di Romagna, associazione scientifica e culturale ONLUS per lo studio la ricerca e la divulgazione delle scienze astronomiche ed affini, fondato nel 1982 con sede a Cotignola e operativo anche presso il proprio Osservatorio Astronomico di Monteromano (Brisighella-RA) ed anche l'Osservatorio Astronomico "G.Roccati" del Liceo di Lugo di Romagna. www.gruppoantares.com - In caso d'uso (altrove) di queste news è obbligatorio il link alla relativa news qui presente!
giovedì 9 luglio 2009
Il luogo più freddo dell'Universo? E' vicino alla Terra!
lunedì 6 luglio 2009
Qualche considerazione sulla scoperta del terzo tipo di gamma-ray AGN

Nella figura che riporto qui sopra, realizzata dall'amico e collega Gabriele Ghisellini, è riportata l'emissione di radiazione elettromagnetica da diversi tipi di AGN. Si va dalle frequenze radio (1 GHz = 1E+9 Hz) fino ai raggi gamma (1 GeV = 2E+23 Hz), che sono riportate in ascissa, su scala logaritmica. Sull'asse delle ordinate, c'è invece la potenza emessa (luminosità).
Nella parte alta del grafico (le linee di diverso colore) si trovano i blazars: i quasar, che sono i blazar che hanno maggiore potenza, sono nella parte alta del grafico (indicati con le linee nera e rossa). I BL Lac, che sono i blazar di minore potenza, sono invece nella parte intermedia del grafico (linee ciano e blu). Le radiogalassie sono invece con potenza ancora minore e sono quindi nella parte bassa del grafico, in cui sono riportati i punti per le più potenti sorgenti (Centaurus A, M87 e NGC 6251), che però sono sempre meno potenti dei blazars. Mettendo i dati osservativi di PMN J0948+0022 (i punti arancioni) sul grafico, si vede chiaramente che siamo ben al di sopra della regione delle radiogalassie e siamo nel bel mezzo della regione dei blazars, in particolare nella parte "bassa" dei quasar. Quindi, dal punto di vista della potenza emessa nello spettro elettromagnetico sembrerebbe che PMN J0948+0022 sia un quasar, anche se un po' fiacco.
Tuttavia, sappiamo che gli spettri ottici dei quasar presentano delle linee di emissione (in particolare dell'idrogeno e dell'ossigeno) il cui profilo è allargato dal moto intorno alla singolarità spaziotemporale centrale. Dalle caratteristiche di queste linee è stato possibile inferire che ci sono due regioni dove vengono emesse. Una regione più interna, chiamata Broad Line Region (BLR) e una più esterna, la Narrow-Line Region (NLR). La prima è caratterizzata da plasma di elevata densità (>1E+9 cm^-3) e che si muove a velocità maggiori di 2000 km/s (mediamente intorno ai 10000 km/s). La seconda è invece composta di plasma di bassa densità (1E+3 - 1E+6 cm^-3) e velocità minori di 2000 km/s, con valori medi intorno al centinaio di km/s. La differenza nelle velocità del plasma è dovuta alla differente distanza dalla singolarità centrale: la BLR è più vicina e quindi si muove più velocemente, mentre la NLR è più lontana e quindi più lenta.
Ora, la particolarità che distingue PMN J0948+0022 dagli altri quasar è quella di avere le linee emesse dalla BLR più strette, cioè che indicano una velocità di soli 1500 km/s. Uno sarebbe portato a pensare che allora stiamo osservando le linee della NLR e magari quelle della BLR non le vediamo perché oscurate da polvere o da regioni molecolari fredde. Tuttavia, altre caratteristiche nello spettro ottico ci dicono che questa sorgente non è oscurata da alcunché e che le linee di emissione che osserviamo vengono proprio dalla BLR. Nonostante questo, sono più strette del normale.
Quindi, non si tratta di una radiogalassia, né di un quasar come gli altri. PMN J0948+0022 è la prima sorgente di una nuova classe di AGN che emettono raggi gamma: infatti, ne sto scoprendo delle altre man mano che Fermi accumula dati. Queste altre, saranno poi comunicate in successivi articoli.
Con altri colleghi stiamo poi cercando di capire quali sono le conseguenze di questa scoperta sui modelli unificati degli AGN, che non prevedevano questa "sorpresa". Dico esplicitamente che non ho risposte da darvi, come ho anche detto al mio intervento al congresso di Como di fine giugno. E simili dubbi coinvolgono anche altri colleghi seriamente interessati a capire. Come ha detto Annalisa Celotti: "Ma che bestia è?". Già, cos'è? Per adesso, possiamo sicuramente dire che c'è e che è differente da ciò che si conosce oggi. Cercare di dare una risposta a questa domanda sicuramente richiederà tempo e lavoro, ma a questo proposito mi piace ricordare una battuta che Giulio Verne fà dire al Prof. Lindenbrook nel "Viaggio al centro della Terra":
sabato 4 luglio 2009
Giove al telescopio Diemme
Ieri notte verso le 3:30 ho effettuato una osservazione di Giove, sia al fuoco cassegrain che utilizzando il rifrattore guida.
Seeing discreto ma non perfetto, devo dire che ilcassegrain colpisce per la luminosità che regala le emozioni dei colori delle bande di Giove.
Vi allego due scatti fatticon la reflex Nikon D50.
Uno è Giove, sipotrebbe fare di meglio con più calma, e l'altra è il confronto delle sue Lune (Io Europa e Ganimede). Gìà in visuale si vedevano bene le differenze di dimensioni, in fotografia si apprezzano ancora meglio!

Comunque la fine dell'estate sarà sicuramente allietata dalla presenza di Giove, che visto con il 50 cm Diemme risulta altamente spettacolare!
Enrico
venerdì 3 luglio 2009
Storie di Astronomi - Henrietta Leavitt e le Variabili Cefeidi
Henrietta Swan Leawitt, una vera "calcolatrice umana"
Il 4 luglio 1868, 141 anni fa, nasceva una figura fondamentale dell'astronomia moderna, Henrietta Leavitt ricordata come la regina delle Cefeidi, per il suo prezioso lavoro svolto nello studio di questa categoria di stelle variabili. Era sorda, e paradossalmente questa menomazione le consentì una migliore resa nel difficile lavoro di catalogazione delle lastre fotografiche astronomiche. ![]()
Come astronoma la Leavitt iniziò a lavorare nel 1893 quando entrò nel team delle "donne calcolatrici" presso l'Osservatorio di Harvard, così chiamate perchè trascorrevano le giornate a studiare e catalogare le lastre fotografiche. Il team svolse un ruolo fondamentale nella storia dell'astronomia e fu creato da Edward Charles Pickering (1846-1919) che aveva bisogno di manodopera per misurare e catalogare la luminosità delle stelle nelle lastre fotografiche in possesso all'osservatorio. All'inizo il team era fatto da studenti di astronomia, di sesso maschile, che arrotondavano i loro guadagni con le ore trascorse ad esaminare le lastre. Era un lavoro complicato e noioso, che necessitava di una dedizione assoluta e una rigorosità mentale che mancava agli irrequieti e distratti studenti di Pickering. Alla fine Charles, stanco di tanti errori commessi dai suoi ragazzi sbottò: "questo lavoro lo farebbe meglio la mia domestica!". Fu di parola, assunse la sua governante, Williamina Fleming, e la mise a capo di un team al femminile, che mostrò subito le qualità richieste dal tipo di lavoro, aumentando la produzione e la qualità delle analisi ed ad un costo orario inferiore rispetto agli uomini!
L'harem di Pickering (così lo definivano i forse invidiosi colleghi) produsse una ricerca colossale, e Henrietta si distinse per la sua grande concentrazione che le permetteva una enorme precisione sulla catalogazione delle stelle variabili.
La Leawitt si concentrò ben presto della presenza di numerose stelle variabili, del tipo noto come Varibili Cefeidi, che pulsavano a un ritmo regolare, ma tra loro diverso. La prima stella osservata con questa variabilità era stata Delta Cephei, scoperta nel suo comportamento "bizzarro" da John Goodricke nel 1789: un giovane e promettente astronomo, ironia della sorte, anch'esso sordo, brillantissimo ma purtroppo prematuramente scomparso.
Le Cefeidi diventano più brillanti e più deboli di circa una magnitudine in modo piuttosto regolare e con un periodo medio di circa cinque giorni, ma in realtà variabile da pochi giorni fino a qualche settimana. Ora sappiamo il perchè: le cefeidi sono stelle "pulsanti", diventano cioè alternativamente più brillanti e più deboli con la loro superficie che diventa più calda e più fredda e con il cambiamento di dimensioni ed anche del tipo spettrale. La più celebre tra esse è forse la Stella Polare. 
Ma al tempo di Henrietta Leawitt il mistero rimaneva, che correlazione c'era tra queste stelle che variavano in modo simile ma così diverso?
Il problema nasceva dall'incapacità di misurarne le distanze, la parallasse stellare, misurata per la prima volta da Bessel nel 1838: essa non consentiva di misurare quanto fossero lontane gran parte delle cefeidi, cosa necessaria per confrontare le stelle tra di loro, sapendo osì la loro luminosità assoluta. La Leavitt però ebbe una idea geniale: perchè non correlare i periodi delle Cefeidi, ponendole alle medesime distanze? Ma come? Henrietta ebbe l'intuizione di studiare le curve di tutte le cefeidi che riusciva a riconoscere nelle lastre relative alle nubi di Magellano. 
Non era nota la loro distanza, ma era giusto il concetto che rispetto a noi, le cefeidi al loro interno, dovevano trovarsi più o meno alla stessa distanza. Mettendo su di un grafico i risultati del campionamento, la Leavitt si accorse di avere scoperto una relazione lineare e diretta tra periodo e luminosità di una Cefeide! Più luminosa era la Cefeide, più lungo era il suo periodo! Henrietta nel 1912 aveva trovato il modo di misurare le distanze nell'universo! Bastava solo calibrare il metodo, trovare una luminosità assoluta di riferimento di una Cefeide, e grazie al collega Ejnar Hertzsprung (si quello del famoso diagramma) il gioco fu in breve reso possibile: gli astronomi avevano ora un metro per misurare le grandi distanze dell'universo! 
Eh si, proprio in quegli anni era in corso il Grande Dibattito, e la disputa tra Shapley, Hubble e il mondo scientifico di allora, verteva sulla natura di certe nebulose: erano fuori o dentro la nostra via lattea? Ora grazie alla Leavitt bastava scoprire delle eventuali cefeidi in quelle nebulose, misurarne semplicemente il periodo e quindi da esso ricavarne la luminosità assoluta! Da questo valore era facile misurarne poi la distanza, con la luce delle stelle che varia con la regola dell'inverso del quadrato della loro distanza. Hubble tra il 1922 e il 1923 identificò le cefeidi nella nebulosa di Andromeda, che da quel momento divenne la galassia di Andromeda, dopo che ne fu compresa l'enorme distanza da noi, grazie proprio a Henrietta... Grazie a lei Hubble mise poi a punto la sua celebre costante, dimostrando l'espansione dell'universo.![]()
Hubble riconobbe il grande lavoro della Leavitt e disse anche pubblicamente che essa avrebbe meritato il premio nobel, ma il destino crudele aveva già colpito inarrestabile: nel 1921 Harlow Shapley aveva assunto il posto di direttore dell'Osservatorio di Haward, e Henrietta fu messa a capo della sezione che si occupava di fotometria astronomica. Purtroppo la Leavitt si ammalò e morì di cancro proprio alla fine di quell'anno, ancora piuttosto giovane. In un certo senso come Goodricke, legato dallo stesso handicap uditivo, la Leavitt morì prematuramente, troppo in anticipo sulle potenzialità di scienziata che erano in lei, morendo a 53 anni. Ignaro della sua scomparsa, quattro anni dopo la sua morte, il matematico svedese Gösta Mittag-Leffler la propose proprio per il Premio Nobel. La nomination era dovuta alla sua formulazione della relazione periodo-luminosità delle Cefeidi. Tuttavia, poiché era già morta, la Leavitt non poté mai essere nominata... Alla sua memoria le sono stati dedicati un asteroide, il 5383 Leavitt e il cratere Leavitt sulla Luna. Di sicuro però rimane l'eterna gratitudine di noi appassionati di astronomia che grazie al suo lavoro abbiamo una cognizione più precisa di quanto sia grande e meraviglioso l'universo che ci circonda...
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mercoledì 1 luglio 2009
Il telescopio Herschel ci regala una splendida immagine di M51!

L'Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha rilasciato una bellissima immagine della galassia a spirale M51, meglio conosciuta come la Galassia Vortice.
Si tratta di una composizione di immagini scattate dal telescopio spaziale europeo Herschel e del telescopio spaziale Hubble. Infatti l'immagine combina viste della galassia catturate nelle lunghezze d'onda dell'infrarosso e del visibile.
L'immagina è straordinaria e mette in evidenza le regioni polverose e gassose rgioni di M51, dove è in corso il processo di formazione stellare. Un bel biglietto da visita per il telescopio Herschel, la cui risoluzione migliora immagine dopo immagine!
Lanciato nello spazio il 14 maggio, Herschel è infatti ancora nella sua fase di avviamento. L'occhio del telescopio posside una sensibilità compresa tra lunghezza d'onda da 55 a 672 micron. Herschel è il più grande specchio per l'astronomia infrarossa mai lanciato nello spazio. La galassia Whirlpool (M51)si trova relativamente vicina, a circa 35 milioni di anni luce di distanza, e si osserva nella costellazione Canes Venatici, non distantedalla punta del timone dell'Orsa Maggiore.
Eventi del mese - Luglio 2009
7 luglio: Luna piena (ore 11e21 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 411.588 km
Dimensione apparente della Luna: 29'36"
15 luglio: ultimo quarto di Luna (ore 11e53 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 382.534 km
Dimensione apparente della Luna: 31'24"
22 luglio: Luna nuova (ore 04e34 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 358.885 km
28 luglio: primo quarto di Luna (ore 23e59 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 389.755 km
Dimensione apparente della Luna: 31'02"
28-29 luglio: Delta AcquaridiCorpo progenitore: sconosciuto
Date attive: 15 luglio - 19 agosto
ZHR massimo: 16-20 meteore/ora
Illuminazione lunare: 41% con la Luna che sorge alle 13e41 e tramonta alle ore 23e37, mentre la costellazione sorge verso le 23.
Mercurio è poco visibile per tutto il mese. L’1 luglio sfiora M1 (la nebulosa del Granchio) e il 5 luglio M35, ma simili visioni sono quasi impossibili da cogliere perché il piccolo pianeta anticipa di poco il sorgere del Sole. Il 14 luglio si viene a trovare in congiunzione superiore, passando “dietro al Sole”, ricomparendo quindi alla sua sinistra e teoricamente osservabile ad ovest dopo il tramonto. In realtà anche a fine mese la distanza angolare Sole-Mercurio non supererà i 18 gradi, pochi per poterlo osservare anche con orizzonti decisamente liberi.
Venere è ancora visibile per tutto il mese come “stella del mattino. Pur avvicinandosi al Sole non è difficile osservarlo prima dell’alba ad est, almeno 20 gradi sopra l’orizzonte.
Marte si allontana lentamente da Venere; a fine mese anticipa di un’ora il sorgere del più luminoso compagno. Anche se il disco del pianeta rosso supera appena i 5 secondi d’arco, è facilmente rintracciabile ad occhio nudo con magnitudine +1 tra le Pleiadi e le Iadi.
Giove si muove di moto retrogrado (da est verso ovest), tornando verso la coda del Capricorno. Sorgendo già ad inizio mese prima della mezzanotte, domina incontrastato (magnitudine sempre superiore a -2,7) la seconda parte della notte, preparandosi al grandioso spettacolo d’agosto quando sarà all’opposizione il giorno prima di Ferragosto.
Saturno ha ormai dato il meglio di sé. E’ visibile sempre meno e sempre peggio, sempre più basso all’orizzonte dopo il tramonto del Sole.
Urano è visibile verso sud-est nella seconda parte della notte, nella costellazione dei Pesci al confine con l’Acquario; Nettuno per tutto il mese continua ad essere molto vicino al più luminoso Giove. Un’ottima occasione per osservare il più lontano dei pianeti del Sistema Solare, che appare come un piccolo disco azzurro in un telescopio amatoriale.
4 luglio: Terra all’afelio
Il nostro pianeta si viene a trovare alla massima distanza dal Sole: 152.104.083.116 km.
7 luglio: eclisse di Luna non visibile dalla Romagna (vedere: http://eclipse.gsfc.nasa.gov/OH/OHfigures/OH2009-Fig04.pdf)
10 luglio: congiunzione stretta Giove-Nettuno; i due pianeti si vengono a trovare a poco più di mezzo grado di distanza; osservabili in un’unica inquadratura telescopica.
11 luglio: al quadretto della notte precedente si aggiunge la Luna (fase calante con un disco illuminato all’89%) che si trova poco più di 3 gradi a nord-est di Giove.18 luglio: bellissima configurazione a est prima del sorgere del Sole; la Luna, che transita davanti alle Pleiadi, si viene a trovare 6 gradi sopra a Marte, mentre poco più lontano brillano la rossa Aldebaran, la fulgida Capella e un brillante Venere.
22 luglio: eclisse di Sole non visibile dalla Romagna (vedere: http://eclipse.gsfc.nasa.gov/OH/OHfigures/OH2009-Fig05.pdf e il post di Enrico http://antaresnotizie.blogspot.com/2009/06/eclissi-totale-di-sole-22-luglio-2009.html)27 luglio: Venere transita a poco più di mezzo grado dal resto di supernova M1, meglio nota come nebulosa del Granchio.
Sabato 11 luglio
Serata pubblica Osservatorio Monteromano
“Stelle e miti d’estate”
Sabato 25 luglio
Serata pubblica Osservatorio Monteromano
“Stelle di una notte di mezza estate"
venerdì 26 giugno 2009
Annuncio Celeste (ultima parte) - Lettura guidata all’opera di Galileo Galilei nell’Anno Internazionale dell’Astronomia
Proviamo a rileggere e a commentare alcuni passi di questa opera. Scriveva Galileo:
Grandi cose per verità in questo breve trattato propongo all'osservazione e alla contemplazione di quanti studiano la natura. Grandi, dico, e per l'eccellenza della materia stessa, e per la novità non mai udita nei secoli, e infine per lo strumento mediante il quale queste cose stesse si sono palesate al nostro senso.
[…] Ma quel che di gran lunga supera ogni meraviglia, e principalmente ci spinse a renderne avvertiti tutti gli astronomi e filosofi, è l'aver scoperto quattro astri erranti, da nessuno, prima di noi, conosciuti né osservati, che, a somiglianza di Venere e Mercurio intorno al Sole, hanno le loro rivoluzioni attorno a un certo astro cospicuo tra i conosciuti, ed ora lo precedono ora lo seguono, non mai allontanandosene oltre determinati limiti. E tutte queste cose furono scoperte e osservate pochi giorni or sono con l'aiuto d'un occhiale che io inventai dopo aver ricevuto l'illuminazione della grazia divina.
E più avanti aggiungeva:
[…] poiché ora seguono (i quattro astri medicei, come li chiamava lo stesso Galileo), ora precedono Giove ad uguali intervalli e si allontanano da esso solo ben poco spazio ora verso oriente ora verso occidente, e lo accompagnano sia nel moto retrogrado che nel diretto, a nessuno può nascer dubbio che compiano attorno a Giove le loro rivoluzioni, e nello stesso tempo effettuino tutti insieme con periodo dodecennale il lor giro intorno al centro del mondo.
L’esistenza di quattro oggetti che orbitano attorno a Giove era la prova incontrovertibile che non tutti gli oggetti celesti girano intorno alla Terra. Se quelle lune tanto distanti orbitano intorno a Giove, ignorando la Terra, è difficile pensare che questa sia davvero il centro dell’Universo.

Il telescopio e il metodo scientifico furono le potenti armi utilizzate da Galileo per affermare la rivoluzione copernicana e abbattere la visione aristotelica del cosmo. Le sue osservazioni lo convinsero che Aristotele si sbagliava e che la ragione stava dalla parte di Copernico!
Purtroppo le sue ricerche scientifiche sconfinavano nel territorio della teologia… ma questo è un altro capitolo della storia, a cui dedicheremo un post a breve.
Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi. – Marcel Proust




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