In caso d'uso (altrove) di queste news è obbligatorio il link alla relativa news qui presente!

venerdì 16 maggio 2008

La Cometa Boattini s'avvicina e aumenta di luminosità!

Una debole cometa scoperta nel novembre scorso nella Vergine dall'italiano Andrea Boattini (quando era di 18° magnitudine!) si sta progressivamente “accedendo” man mano si avvicina lentamente al Sole! La Cometa Boattini (C/2007 W1) è ora diventata visibile ad occhio nudo (seppur debolmente) ma al momento soprattutto per gli appassionati d’astronomia situati nell'emisfero australe. La vediamo qui ripresa in una splendida immagine di Rolando Ligustri, quando si trovava il 6 aprile in vicinanza delle galassie “antennae”. Al momento la cometa sta mostrando poco o nessun segno di una coda e si trova ora nella costellazione dell’Idra (Hydra) bassa nel cielo occidentale dopo il tramonto. Quando la brillante Luna lascierà il cielo serale la prossima settimana, gli abitanti dell’emisfero australe avranno una vista migliore di questo nuovo visitatore celeste. Come riferito sulla Circolare IAU 8945, rilasciata ieri dal Ufficio centrale per i telegrammi astronomici (CBAT) presso lo Smithsonian Astrophysical Observatory di Cambridge, Massachusetts, Alexandre Amorim di Florianopolis, in Brasile, ha constatato che la cometa dai 7,3 primi di grandezza il 30 aprile (in un binocolo 10 x 50) la sua chioma è ora apparsa a lui circa di 12 primi d'arco di diametro. Dall’ 8 maggio David Seargent, Australia, ha notato ad occhio nudo la cometa, stimandola di magnitudine 6,4. Un bel progresso!

Il 15 giugno la Cometa Boattini si muoverà a 41 ° a sud del Sole ed entrerà nel cielo mattutino. Poi il 24 giugno raggiunge il perielio, posto a 0.85 unità astronomiche dal Sole e 0,24 unità astronomiche dalla Terra. La magnitudine allora potrebbe arrivare a 5 o forse qualcosa di meno!
Gli osservatori dell’emisfero Nord avranno la loro possibilità di osservare la cometa di Boattini ai primi di luglio, quando attraverserà il Toro ed entrerà nella costellazione della Balena. Ma allora essa dovrebbe essere diminuita verso la 6° 7° magnitudine.
Ma ogni cometa dopo il perielio può presentare delle sorprese…e aggiungendo il fatto che la cometà sta diventando più luminosa del previsto, le speranze a luglio (quando sarà più alta sull'orizzonte) di poter godere di uno spettacolo imprevisto sono decisamente aumentate!

Nota: Questo oggetto non deve essere confuso con un’altra Cometa Boattini, la C/2008 J1, la seconda scoperta dal bravo astronomi italiano, che è molto minore di luminosità (magnitudine 14) e attualmente si trova nella costellazione della Volpetta.

giovedì 15 maggio 2008

WORLD WIDE TELESCOPE ! News da Microsoft !

La nuova applicazione lanciata da Microsoft si chiama World Wide Telescope - Si scarica gratis e trasforma il desktop in un osservatorio astronomico

Arriva il telescopio virtuale e lo spazio si naviga al computer
di ALESSIA MANFREDI (Articolo da REPUBBLICA.IT)

Arriva il telescopio virtuale e lo spazio si naviga al computer. Il World Wide Telescope

Dove si trova esattamente Saturno? Quali dimensioni ha rispetto alla Terra? C'è davvero un enorme buco nero al centro della Via Lattea? Per scoprirlo e viaggiare nello spazio, ora basta un computer. La nuova guida spaziale lanciata da Microsoft si chiama World Wide Telescope: un'applicazione, per ora disponibile in beta, che mette a disposizione un enorme patrimonio di immagini dai telescopi più importanti della terra o orbitanti, e milioni di dati, creando per appassionati, curiosi o addetti ai lavori, un cielo navigabile e "zoomabile" a portata di clic.

GUARDA LE IMMAGINI

Ci sono voluti più di sei anni a Redmond per mettere a punto l'occhione virtuale, un super browser che apre la porta sullo spazio e trasforma il desktop in un osservatorio astronomico. Per usarlo ci vuole un computer che utilizzi gli ultimi sistemi operativi Microsoft - Windows XP o Vista - e l'applicazione è disponibile gratuitamente dal sito. A differenza di altre simili, come Google Sky, l'interfaccia è stato creato in modo da essere ottimizzato per l'esplorazione spaziale.

Si parte e ci si trova in una specie di film interattivo: il cielo - con stelle, pianeti e costellazioni - si può esplorare con la luce naturale, a raggi infrarossi o X. Si zooma sull'oggetto che si vuole vedere più da vicino e si possono anche scegliere le immagini che si preferiscono, tra quelle catturate da Hubble, dall'osservatorio Chandra, o della Nasa, che insieme a diverse istituzioni scientifiche ha partecipato al progetto. Si può selezionare anche la prospettiva, da diversi punti della terra, navigando nel passato di stelle e galassie o dando un'occhiata a come appariranno in futuro.

A questa enorme enciclopedia visiva si aggiungono poi astronomi ed esperti, che, attraverso percorsi guidati, spiegano ad esempio come stelle e pianeti si condensano nella Via Lattea, scortano in un giro virtuale nelle galassie di milioni e milioni di anni fa, o magari fanno vedere le lune di Giove che orbitano intorno al pianeta.

Tutto in un unico posto: "La Nasa raccoglie ogni giorno immagini spettacolari da molti telescopi. Ma avere una singola applicazione che permette di averle tutte a disposizione, vedendo come si relazionano le une alle altre dà un'incredibile opportunità di indagare ed esplorare", dice l'astronomo Robert Hurt, che lavora al telescopio Spitzer della Nasa.

E Bill Gates spera che il telescopio virtuale diventi un'occasione per ispirare i più giovani a esplorare astronomia e scienza, oltre che aiutare i ricercatori a comprendere meglio l'universo, guardandolo un po' più da vicino.

(15 maggio 2008)

GIOVE-B - Satellite europeo di navigazione

La notte del 27 aprile l'ESA ha compiuto un ulteriore passo avanti verso il dispiegamento del sistema globale di navigazione satellitare europeo Galileo, grazie al lancio perfettamente riuscito del secondo elemento del sistema satellitare Galileo dell'ESA, il satellite GIOVE-B (Galileo In-Orbit Validation Element), che trasporta l'orologio atomico più preciso mai lanciato nello spazio.


Il satellite GIOVE-B è stato inserito in un'orbita di media altitudine attorno alla Terra con un razzo Soyuz/Fregat, partito dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan grazie all'operatore di lancio Starsem.
Il decollo è avvenuto alle 04:16 ora locale del 27 aprile (00:16 ora solare dell'Europa Centrale).

L'ultimo stadio del Fregat ha eseguito una serie di manovre per raggiungere un'orbita circolare a un'altitudine di circa 23.200 km, con un'inclinazione di 56 gradi rispetto all'Equatore, prima di effettuare in sicurezza l'inserimento del satellite in orbita circa 3 ore e 45 minuti più tardi. I due pannelli solari che generano l'elettricità necessaria all'alimentazione sono stati correttamente dispiegati alle 05:28CEST.

Questo satellite di 500 kg è stato realizzato da un team industriale europeo guidato da Astrium GmbH. Thales Alenia Space si è occupata dell'integrazione e del collaudo a Roma.

Due anni dopo il grande successo della missione GIOVE-A, questo ultimo satellite segnerà la continuità nella dimostrazione di tecnologie fondamentali per i carichi utili dei futuri satelliti operativi di Galileo.

Il 7 maggio il satellite GIOVE-B ha iniziato a trasmettere i segnali di navigazione. Forse la definizione di “giornata storica” è un po’ logora, ma certamente è stata una giornata importante, a lungo attesa dell’Europa.

Facciamo il punto della situazione.

Dopo il lancio, GIOVE-B ha completato le manovre di assestamento in orbita e il 7 maggio ha iniziato a trasmettere dati che vengono raccolti in varie strutture, come per esempio il GIOVE-B Control Centre della Telespazio, Fucino, il Galileo Processing Centre, presso il centro ESTEC dell’ESA, in Olanda, la stazione di terra dell’ESA di Redu, in Belgio, e la Rutherford Appleton Laboratory (RAL) Chilbolton Observatory del Regno Unito. Redu e Chilbolton sono grandi antenne che ci danno la possibilità di controllare la bontà del segnale ricevuto in tempo reale. E siamo tutti soddisfatti, al momento.

Uno degli aspetti più rilevanti è che GIOVE-B trasmette secondo la modalità MBOC (multiplexed binary offset carrier), sul quale si sono accordati Unione Europea e Stati Uniti nel luglio 2007. Tecnicamente si tratta della scelta di un’opportuna forma d’onda per trasportare il segnale, ma nella pratica significa semplicemente che i satelliti del sistema di navigazione europea Galileo e quelli della futura generazione del sistema GPS statunitense parleranno lo stesso linguaggio.

Dunque, almeno in teoria, un ricevitore potrà utilizzare sia i dati di Galileo che quelli del GPS III. La stabilità dei segnali di GIOVE-B è poi garantita dal funzionamento di un orologio atomico che si basa su un maser passivo a idrogeno.

GIOVE-B

GIOVE-B

Al di là dei dettagli tecnici, questo significa che Galileo sarà più preciso dell’attuale GPS e che fornirà indicazioni affidabili anche in luoghi difficili, come per esempio gli interni o i centri cittadini. In che modo?

In generale la qualità del segnale dipende dall’ambiente intorno al satellite in orbita e dal percorso compiuto dal segnale per arrivare fino al ricevitore. Per esempio la presenza di molti edifici vicini, specialmente se piuttosto alti, determina una serie di eco e di interferenze che ne degradano la qualità: ne sanno qualcosa coloro che usano il GPS in centri cittadini come New York, per fare un esempio.

Il problema, almeno in linea di principio, è che per esser identificati con esattezza da un sistema di navigazione satellitare occorre essere individuati da almeno quattro satelliti contemporaneamente. Nei centri cittadini o negli interni, a causa delle interferenze, ciascun satellite è in grado di determinare la distanza tra satellite e ricevente in modo meno accurato. Poiché la determinazione finale della posizione in modo preciso dipende dalle quattro diverse misure di distanza, le incertezze su queste misure determina un errore maggiore sul risultato finale.

C’è anche un altro ostacolo da superare legato alle interferenze: in prossimità della frequenza usata dal segnale di navigazione satellitare, esistono altre frequenze usate per altri servizi. La scelta fatta sul segnale hanno dovuto tener conto di tutto ciò e con un discreto successo, visto che Galileo permette una risoluzione, cioè una indeterminazione massima, dell’ordine del metro contro le decine di metri del GPS. Inoltre l’altissima stabilità degli orologi atomici a bordo dei satelliti, come ho già detto, rende affidabili nel tempo le caratteristiche del segnale stesso.

Galileo Zigzag
La tecnologia del sistema Galileo applicata alla vita quotidiana

A che punto siamo, dunque, con lo sviluppo di Galileo dopo il lancio di GIOVE-B?

GIOVE B-fa parte della fase di convalida in orbita del sistema progettato a terra. Come accennavo, la bontà del segnale dipende anche dall’ambiente in cui i satelliti si trovano a operare. I 30 satelliti che compongono la costellazione Galileo sono distribuiti a gruppi di 10 su tre orbite diverse, ciascuna delle quali inclinata di circa 56° rispetto all’equatore. Le tre orbite hanno una quota di circa 23mila km e su ciascuna orbita i satelliti sono equispaziati.

Questa scelta è la migliore per l’operatività complessiva del sistema, tuttavia l’ambiente spaziale che caratterizza le varie orbite rimane da studiare in dettaglio. Il problema, per esempio, è che le cariche elettriche presenti possono dar luogo a correnti che modificano, peggiorandolo, il segnale. Gli studi su questo tipo di fenomeni non può che essere fatto sfruttando i due satelliti già in orbita.

Allo stesso modo, GIOVE-B sarà fondamentale per mettere alla prova concreta la comunicazione fra satellite per la navigazione e navigatori veri e propri. Se questa fase, come ci attendiamo, sarà soddisfacente, passeremo a quella successiva, che prevede entro il 2010, il lancio di quattro satelliti operativi utilizzati per la validazione del segmento spaziale di base di Galileo e il relativo segmento terrestre. Una volta completata la fase di validazione in orbita (IOV), verranno lanciati e resi operativi i rimanenti satelliti necessari a raggiungere la piena capacità operativa (FOC), che prevede il dispiegamento di una costellazione di 30 satelliti identici.

Payload fairing of the Soyuz-Fregat launcher

Il lanciatore Soyuz-Fregat con a bordo GIOVE-B
Perché la Commissione Europea ha voluto così fortemente questo programma satellitare? Certamente non solo per fornire di navigatori satellitari le auto, no?

In primo luogo, con Galileo, l'Europa è indipendente da USA e Russia per questo tipo di servizi. Non solo: a differenza di quello erogato da quei due paesi, Galileo sarà totalmente sotto controllo di istituzioni non militari, anche se – ovviamente – anche i militari potranno accedervi come utenti. In questo modo il servizio di posizionamento globale sarà garantito e non soggetto a decisioni esterne.

Questo ci permetterà di estendere il servizio a sistemi ad altissimo valore aggiunto: gli aerei, le navi, i trasporti stradali su grande e piccola scala. Un esempio banale: integrando il posizionamento con la conoscenza del traffico cittadino in tempo reale, permetterà al navigatore satellitare di indicare le soluzioni migliori per evitare ingorghi o rallentamenti. Significa meno tempo speso in automobile, più sicurezza e risparmio di carburante.

Analogamente, gli aerei potranno essere assistiti nelle operazioni di decollo e atterraggio anche in remoto, con elevatissima affidabilità e certezza del servizio. A queste applicazioni dirette, possono seguirne moltissime altre, come per esempio servizi per la pesca, per l’agricoltura, per l'edilizia.

Sta arrivando il momento in cui ci aspettiamo che chi sa fiutare affari scateni la propria fantasia per offrire servizi al cittadino di altissima qualità e di grande impatto. Un esempio: è già stato
realizzato un navigatore satellitare per non-vedenti, che complementi le capacità dei cani guida, per esempio attraverso il sonoro.

(articoli/intervista realizzati da ESA)

venerdì 9 maggio 2008

Appuntamento con le Stelle al Liceo Scientifico di Lugo!

Per chi non c'era sabato sera all'Osservatorio di Monteromano...,
per chi c'era ma non si stanca mai di guardare il cielo...,
questa sera, al Liceo Scientifico "Gregorio Ricci Curbastro" di Lugo, ultima serata dedicata alle stelle prima della pausa estiva.
L'appuntamento è per le ore 20e45 nell'aula magna per poi salire sul tetto dell'edificio dove è sistemato l'osservatorio astronomico "Giovanni Roccati", dotato di un telescopio con uno specchio Marcon da 45 cm.
Menù ricco questa sera: una bella e non troppo fastidiosa falce lunare appena sotto Castore e Polluce, un Marte ormai lontano nella costellazione del Cancro e Saturno vicino a Regolo, nel Leone. Sarà interessante soprattutto osservare la bella "infilata" dei satelliti principali di Saturno (vedere la simulazione ottenuta con StarryNight).
Le previsioni meteo sembrano buone e il cielo promette ottime condizioni, per cui intervenite numerosi!!

Come dicevo, sarà l'ultimo incontro prima della pausa estiva; si riprenderà il 10 ottobre. Nel frattempo entrerà in piena attività l'Osservatorio di Monteromano con le sue serate di apertura al pubblico, il cui calendario è scaricabile in due formati (word e pdf) all'indirizzo http://www.gruppoantares.com/antares/

martedì 6 maggio 2008

06-05-2008: la Luna incontra Mercurio


Stasera spettacolo in cielo con sottile falce di Luna che si è presentata al tramonto a fianco del pianeta Mercurio.
Vi allego un paio di scatti effettuati in pieno centro di Lugo (vedi inquinamento), con Nikon D50 e teleobiettivo 180 mm f:3,2 a 200 ISO, dove si nota il pianeta più vicino al Sole accanto al nostro satelitte.


Domani si replica, ma la Luna sarà un po' più distante...

Buona notte!


Enrico

mercoledì 30 aprile 2008

Eventi del mese - Maggio 2008

Questi i principali eventi astronomici del mese di Maggio 2008.



Luna
6 maggio: Luna nuova (ore 14e17 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 352.511 km
12 maggio: primo quarto di Luna (ore 05e46 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 384.806 km
Dimensione apparente della Luna: 31'28"
20 maggio: Luna piena (ore04e11 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 405.365 km
Dimensione apparente della Luna: 29'33"
28 maggio: ultimo quarto di Luna (ore 04e56 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 381.743 km
Dimensione apparente della Luna: 31'26"


Pioggie meteoriche
5 maggio: Eta Acquaridi
Corpo progenitore: cometa di Halley
Date attive: 24 aprile - 20 maggio
ZHR massimo: solitamente 35-40 meteore/ora che potrebbero essere il doppio quest'anno
Illuminazione lunare: 1% con la Luna che sorge alle 05e24 (tempo locale)
Vedere il post di Enrico: http://antaresnotizie.blogspot.com/2008/04/le-meteore-della-cometa-di-halley-tempo.html

Pianeti
14 maggio: Mercurio alla massima elongazione est
Il pianeta più interno del Sistema Solare si trova a sinistra rispetto al Sole, ad una distanza di 22° e sarà quindi visibile ad ovest dopo il tramonto del Sole con magnitudine +0,51


Altri fenomeni
10 maggio: la Luna occulta Marte
L'occultazione inizia alle 14e05 e termina alle 15e17 (tempo locale) quindi avviene in pieno giorno
Tramontato il Sole è possibile osservare una bellissima congiunzione Marte, Luna e Praesepe
Fase lunare 33%, magnitudine di Marte +1,31

12 maggio: congiunzione Luna, Regolo e Saturno
27 maggio: la Luna passa a poco più di 1' da Nettuno
Il passaggio ravvicinato avviene alle 04e42 (tempo locale)
E' un'ottima occasione per inquadrare nell'oculare di un telescopio il pianeta più lontano del Sistema Solare, avendo come riferimento il nostro satellite

Attività Antares
3 maggio: serata pubblica all'Osservatorio di Monteromano
"Marte, Saturno e il cielo primaverile"
24 maggio: serata pubblica all'Osservatorio di Monteromano
"Marte incontra il Praesepe (M44)"


9 maggio: Serantares al Liceo Scientifico di Lugo
"Luna, Marte e Saturno, aspettando il cielo estivo - Osservazioni al telescopio"
Seguirà locandina

By Daniela e Angelo

Le meteore della cometa di Halley: tempo di Eta Aquaridi

La notte tra il 5-6 Maggio è il momento migliore per osservare lo sciame meteorico delle Eta Aquaridi, che prendono il nome prorio dalla stella Eta della costellazione dell' Aquario, l'astro più vicino al radiante dello sciame e cioè il punto nel cielo da dove sembrano partire tutte le scie delle meteore.
Alle ore 18:30 UT e cioè le 20:30 locali, è previsto il massimo ma a quell'ora l'acquario non sarà visibilie ed è quindi necessario aspettare le ore succesive, quelle precedenti all'alba (diciamo dalle 02:00 in poi) per compiere l'osservazioni. Fortunatamente il minimo delle Eta Aquaridi è piuttosto ampio e quindi c'è possibilità di osservare lo sciame anche dalle nostre longitudini.



E' proprio la cometa di Halley la responsabile di questo sciame, la nostra cara compagna di viaggio che da secoli periodicamente viene a trovarci ogni 76 anni circa. L'orbita della cometa viene in pratica ad intersecare l'orbita della Terra (nel 1910 la terrà attraversò la coda della cometa!) e quindi ogni anno ai primi di maggio, quando il nostro pianeta torna all'incrocio con l'orbita della cometa, si assiste allo spettacolo delle polveri lasciate dalla cometa che si scontrano, ad alta velocità e vaporizzando in una scia di luce, con l'atmosfera terrestre.

Quest'anno le Eta Aquaridi potrebbero raddoppiare il loro ZHR, cioè il tasso orario zentitale, il numero di meteore (o se volete più volgarmente "stelle cadenti"), che di solito si posiziona sulle 40 meteore/ora ed è invece previsto tra le 70-80 meteore/ora.
Sembra infatti che ci sia una ciclicità di 12 anni in questo sciame, probabilmente per una risonanza gravitazionale con il pianeta Giove.
Una curiosità: le Eta Aquaridi hanno la caratteristica di lasciare scie persistenti, di svariati secondi, in pratica un esempio delle popolari "stelle filanti". Vi auguriamo una proficua osservazione!

N.B.
Se provate ad osservarle mandateci i vostri commenti e le vostre foto!

venerdì 25 aprile 2008

Hannes Alfven, pioniere della fisica del plasma (1908-1995)

(Hannes Alfven, pioniere della fisica del plasma, 1908-1995)

In questo anno, 2008, ricorrono parecchi anniversari. Oggi, leggendo le pagine di Nuovo Orione (maggio 2008), la mia attenzione è caduta su un trafiletto di Giuseppe Palumbo (pag. 28) che ricorda il centenario della nascita di Hannes Alfven, premio Nobel per la fisica nel 1970 per i suoi studi sulla magnetoidrodinamica e fisica del plasma. Il plasma è il quarto stato della materia, dopo solido, liquido e gassoso, e anche lo stato più comune della materia nell'Universo. Di plasma sono le stelle; i dischi di accrescimento protostellari, protoplanetari, intorno a singolarità spaziotemporali e stelle di neutroni; i getti relativistici emessi dalle singolarità; il vento solare; la magnetosfera terrestre; le fasce di van Allen e si potrebbe continuare ancora e ancora. Un particolare tipo di onde che si generano nei plasmi sono chiamate oggi onde di Alfven.

Per me, Alfven riveste un'importanza particolare nella mia formazione, dato che, ai tempi della prima laurea, mi sono formato proprio sui suoi libri e ho conseguito il titolo di "dottore" proprio con una tesi sulla magnetoidrodinamica. In particolare, il libro Cosmic Electrodynamics me lo sono letto e riletto tante volte da perderne il conto. La scoperta di Alfven che più mi ha affascinato è il congelamento delle linee di campo magnetico nei plasmi. Quando la conducibilità elettrica di un plasma ha valori così grandi da tendere all'infinito, succede che il campo magnetico rimane congelato col plasma e entrambi si muovono insieme come un unico fluido.

Qualche anno più avanti, ho avuto occasione di applicare i concetti imparati sui libri di Alfven alle mie ricerche nel settore della planetologia, quando studiavo la fisica dei plasmi meteorici e l'interazione con le onde radio (problema affrontato nella mia tesi per la seconda laurea), gli impatti di piccoli asteroidi nell'atmosfera terrestre o gli impatti iperveloci di meteoroidi con i satelliti artificiali. E ancora oggi, in astrofisica delle alte energie, la conoscenza di fisica del plasma è per me fondamentale.

Un grazie quindi all'opera di Alfven, da cui ho imparato molto, che mi è stata utilissima per capire e proporre soluzioni a altri tipi di problemi scientifici, e da cui ho ancora molto da imparare.

giovedì 24 aprile 2008

Un'altra Nova scoperta da Nishiyama e Kabashima in Sagittario!

Otto giorni dopo la scoperta di una Nova nel Cigno, i dilettanti giapponesi Koichi Nishiyama e Fujio Kabashima hanno fatto di nuovo centro!La loro ultima nova si trova nella costellazione del Sagittario. Quando sono riusiti a catturare la luce della stella il 18 aprile, con lo stesso obiettivo da 105 mm fotocamera che avevano utilizzato in precedenza,la Nova Sagittarii 2008 era solo di 9a magnitudine.

Le osservazioni successive hanno mostrato che la stella ha incrementato di 0,7 magnitudini al giorno e l'astrofilo Alexandre Amorim di Florianopolis, in Brasile, riporta che una visibilità al limite dell'occhio nudo, con magnitudo 6,5 registrato lo scorso martedì notte.

Dove si trova la nova? Le sue coordinate sono: ascensione retta 18h 06.0m, declinazione -27 ° 14 '(equinozio 2000.0), in pratica A pochi gradi a nord dell'asterismo del "beccuccio" della teiera, o se preferite sopra la punta della freccia.
I nostri complimenti vanno a ancora a Ernesto Guido e Giovanni Sostero di Remanzacco, che hanno permesso di confermare questa scoperta il aprile 19, e sono gli autori della foto riportata sul sito di Sky and Telescope.

Intanto segnaliamo che la nova del Cigno scoperta ad inizio mese ha perso di smalto, e si è indebolita di circa 3 magnitudini.