ASTRO BLOG del Gruppo Astrofili Antares di Romagna, associazione scientifica e culturale ONLUS per lo studio la ricerca e la divulgazione delle scienze astronomiche ed affini, fondato nel 1982 con sede a Cotignola e operativo anche presso il proprio Osservatorio Astronomico di Monteromano (Brisighella-RA) ed anche l'Osservatorio Astronomico "G.Roccati" del Liceo di Lugo di Romagna. www.gruppoantares.com - In caso d'uso (altrove) di queste news è obbligatorio il link alla relativa news qui presente!

lunedì 8 febbraio 2010

Lo Shuttle Endeavour è in orbita



Spettacolare lancio da Cape Canaveral
Lunedì, 08 Feb 2010 10:15:21

Lancio perfetto questa mattina. Lo shuttle Endeavour è partito nuovamente per agganciare la stazione spaziale ISS e aggiungere un altro modulo e la "famosa" cupola realizzati in Italia dalla ALENIA.

La missione STS-130 si preannuncia anch'essa come le precedenti, come una missione da record oltre ad essere considerata secondo le dichiarazioni dei vari resposnabili, "particolarmente complessa". Ma ce ne sono forse di non complesse?! Stiamo parlando di una missione nello spazio!



Jean-Jacques Dordain, directore generale dell'ESA, ha dichiarato che si tratta di un evento importante, molto importante in quanto lo shuttle è carico di tecnologia europea.

L'equipaggio di Endeavour è composto da George Zamka (Comandante), Terry Virts Jr. (Pilota), Nicholas Patrick (Mission Specialist), Robert Behnken (Mission Specialist), Stephen Robinson (Mission Specialist) e Kathryn Hire (Mission Specialist).

L'Orbiter trasporta sulla Stazione il "Node 3", ovvero il terzo modulo di connessione pressurizzato battezzato "Tranquillity" e la Cupola a quest'ultimo connessa.

L'infisso in alluminio è stato "scolpito" in un pezzo solo da un unico blocco di metallo. Composta da sette finestre, oltre che godere di un panorama unico e mozzafiato, renderà possibile controllare le attività esterne alla Stazione.

La Cupola ospiterà una delle due "Robotic Workstation" presenti nella ISS per le manutenzioni e le operazioni di servizio esterne.

La missione STS-130 durerà 13 giorni, durante i quali saranno effettuate tre "passeggiate spaziali". Se desiderate vedere la TIMELINE della missione cliccate sul seguente LINK : TIMELINE STS-130 ENDEAVOUR

sabato 6 febbraio 2010

Le scelte di Obama

Come era stato anticipato dalle indiscrezioni dei giorni scorsi, l’Amministrazione Obama ha modificato drasticamente le priorità della NASA, cancellando il programma Constellation, che entro il 2020 avrebbe dovuto riportare l’uomo sulla Luna.


Due considerazioni personali.
La prima, breve, anche perché il ragionamento porterebbe inevitabilmente ad indagare le miserie dell’animo umano. Sono dell’opinione che si è persa l’ennesima occasione per sviluppare un grande progetto che, come lo fu a suo tempo il Progetto Apollo, avrebbe potuto essere da traino per la ricerca nei prossimi 10-12 anni. E invece, nella necessità di contenere le spese, è sempre la ricerca scientifica a dover cedere il passo. Mi viene da aggiungere con rassegnata amarezza, mentre gli investimenti per gli armamenti crescono inesorabilmente…
Seconda considerazione. Da noi la notizia è passata come un semplice taglio alla missione che avrebbe dovuto riportare l’uomo sulla Luna entro il 2020; anche il presidente democratico Obama taglia la ricerca!
Ma la verità è che se da una parte il presidente propone di cancellare Constellation, un progetto in cui non sembrava credere davvero nessuno, dall'altra ha chiesto di aumentare il budget della NASA di ben 6 miliardi di dollari nel quinquennio 2011-2015. E in generale, ha chiesto un aumento del 5.9% della spesa per la ricerca scientifica.


E in Italia? In Italia, per motivi semplicemente politici (ma sarebbe meglio dire, bassamente politici) un politico di professione insulta la senatrice a vita e premio Nobel per la medicina Rita Levi Montalcini; in Italia, sempre per motivi politici, una ex soubrette televisiva ed ora deputata si reputa in grado di giudicare le capacità scientifiche del direttore generale del CERN Luciano Maiani e insulta il premio Nobel per la fisica Sheldon Glashow, che lo difende.
In Italia la ricerca è dimenticata.
“Quando il saggio indica la Luna, lo stolto guarda il dito.” E i nostri politici cosa guardano?

martedì 2 febbraio 2010

Il guardiano di Monteromano

Chissà dove andremo! - si chiedevano dei piccoli fiocchi di neve che cadevano in un giorno d'inverno.
Io voglio finire su di un tetto insieme ai miei compagni, così chiacchiereremo un po' prima di sciorglierci!
Io invece vorrei coprire un albero di Natale; li guardavo sempre da quassù!
Ed io vorrei cadere sulla coda di un gatto per farlo arrabbiare!
Ed io vorrei diventare una piccola parte di un pupazzo di neve!
Io vorrei finire sulla mano di un bimbo!
(Favola di Maria Bucciero)

Il Generale Inverno si fa sentire quest'anno, non c'è che dire...
E ha lasciato un suo luogotenente a guardia dell'Osservatorio di Monteromano!

Grazie di cuore a Noemi, Vera e Lele.

lunedì 1 febbraio 2010

Eventi del mese - Febbraio 2010

Questi i principali eventi astronomici del mese di febbraio 2010.
Luna
6 febbraio: ultimo quarto di Luna (ore 00e48 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 387.127 km
Dimensione apparente della Luna: 31'34"
14 febbraio: Luna nuova (ore 03e51 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 409.805 km
22 febbraio: primo quarto di Luna (ore 01e41 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 380.750 km
Dimensione apparente della Luna: 32'13"
28 febbraio: Luna piena (ore 17e37 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 359.016 km
Dimensione apparente della Luna: 33'44"
Pianeti
Mercurio
è stella del mattina per tutto il mese, anche se solo per i primi giorni di febbraio è possibile osservarlo sufficientemente alto sopra l’orizzonte a est, poco prima del sorgere del Sole, a causa della sfavorevole inclinazione dell’eclittica. Già da metà mese si avvicina rapidamente alla nostra stella.
Venere, divenuta da poco stella della sera, è difficilmente osservabile perché ancora troppo vicina al Sole. Solo verso fine mese, allontanatosi sufficientemente dalla nostra stella, sarà individuabile verso ovest-sudovest grazie ad una magnitudine che riesce comunque ad attirare l’attenzione: -3,91!
Marte, avendo da pochi giorni passato l’opposizione è ancora protagonista in cielo. Per tutto il periodo si muove di moto retrogrado (da est verso ovest) dalla costellazione del Cancro verso i Gemelli. La sua magnitudine diminuisce rapidamente, passando da -1,25 di inizio mese a -0,62 di fine febbraio.
Giove è ancora visibile brevemente nella luce del tramonto di inizio mese. Nella seconda metà di febbraio si avvicina rapidamente al Sole divenendo inosservabile. Il 28 febbraio è in congiunzione superiore.
Saturno si muove con lento moto retrogrado (da est verso ovest) nella costellazione della Vergine. Ormai è praticamente osservabile per tutta la notte, dal momento che tra poco più di un mese sarà all’opposizione.
Anche per Urano il periodo di visibilità sta volgendo al termine. Ancora rintracciabile a sud della testa occidentale dei Pesci ad inizio mese, andrà a perdersi progressivamente nella luce del tramonto con l’avvicinarsi di marzo.
Nettuno è del tutto inosservabile, dal momento che si trova in congiunzione superiore con il Sole il 15 febbraio.
Altri fenomeni
2 febbraio: Luna (fase calante all’83%) e Saturno (magnitudine +0,73) sorgono insieme ad est poco prima delle ore 22.
3 febbraio: Luna (fase calante al 71%) e Spica sorgono insieme ad est circa alle ore 23e40.
8 febbraio: congiunzione Venere-Nettuno subito dopo il tramonto; purtroppo la vicinanza del Sole (poco meno di 7 gradi…) rende quasi impossibile l’osservazione.
12 febbraio: bellissima congiunzione Luna-Mercurio poco prima del sorgere del Sole; il nostro satellite si presenta con una sottilissima falce calante (fase al 3%) a poco meno di 2 gradi dal pianeta più piccolo. Visione mirabile con un buon binocolo, anche se occorrono orizzonti decisamente liberi dal momento che il Sole sorge appena un’ora dopo (vedere immagine a fianco).
17 febbraio: congiunzione Giove-Venere verso sudovest-ovest, appena dopo il tramonto; anche in questo caso l’osservazione è resa difficile dalla vicinanza del Sole ai due pianeti più luminosi del Sistema Solare. Infatti il Sole tramonta alle 17e47 mentre i due pianeti tramontano appena 45 minuti più tardi.
21 febbraio: la Luna (falce crescente al 47%) transita molto vicina alle Pleiadi, sfiorando Merope.
25 febbraio: congiunzione non troppo stretta tra Luna (fase crescente all’89%) e Marte; il pianeta rosso si trova nella costellazione del Cancro mentre il nostro satellite naturale galleggia sul confine con i Gemelli.
27 febbraio: curiosa congiunzione Nettuno-Mercurio tra est-sudest poco prima dell’alba; il pianeta più vicino al Sole e quello più lontano si vengono a trovare a meno di 2 gradi di distanza. Osservazione resa assai difficile dalla vicinanza del Sole e dell’orizzonte!

Attività Antares
Venerdì 12 febbraio: Serantares
Liceo Scientifico di Lugo
Il Cielo invernale-Osservazioni al telescopio

(Seguirà locandina)
By Daniela e Angelo

venerdì 29 gennaio 2010

Stasera e domani mattina la Luna Piena più grande del 2010

Stasera, per chi avrà la fortuna di avere il cielo sgombro da nubi, segnaliamo la Luna Piena più grande di tutto il 2010. Rispetto alle normali notte di plenilunio il nostro satellite apparirà più grande di circa il 12% in più, dato che la Luna si troverà in prossimità del perigeo. Il nostro satellite darà quindi spettacolo in cielo, e specialmente quando sarà basso all'orizzonte ad est, poco dopo il tramonto, e domani mattina poco prima dell'alba ad ovest, ci accorgeremo forse delle sue dimensioni "maggiorate". Ricordiamo anche che stasera Marte si vedrà a circa 7° a nord-nord est dalla Luna, riconoscibile per il suo colore giallastro, mentre l'altra stella luminosa verso sud-est sarà Sirio, la stella più luminosa del cielo, nella costellazione del Cane Maggiore.

sabato 16 gennaio 2010

Betelgeuse ripreso con un dettaglio senza precedenti


Utilizzando una tecnica di interferometria, un team internazionale guidato da un astronomo dell' l'Observatoire de Paris ha ottenuto una immagine senza precedenti della superficie di Betelgeuse, la supergigante rossa nella costellazione di Orione. L'immagine rivela la presenza di due giganteschi punti luminosi la cui dimensione è equivalente alla distanza Terra-Sole (circa 150 milioni di km) e che ricoprono larga parte della superficie della stella. Si tratta di una prima, chiara indicazione della presenza del fenomeno della convezione, in una stella diversa dal Sole. Questo risultato ci permetterà di comprendere meglio la struttura e l'evoluzione delle stelle supergiganti.

Betelgeuse è una stella molto diversa dal nostro Sole, dato che risulta 600 volte più grande come dimensione, e irradia circa 100.000 volte più energia della nostra stella. Però un'anologia c'è, e cioè una superficie con macchie chiare e scure, e quindi zone più calde ed aree più fredde. Queste strutture sarebbero dovute principalmente al fenomeno della convezione, e cioè il trasporto di calore verso l'esterno con correnti di materia.

Betelgeuse è sicuramente un buon obiettivo per le tecniche interferometriche, perché le sue dimensioni e luminosità elevate la rendono piuttosto facile da osservare. Utilizzando contemporaneamente i tre telescopi del Infrared Optical Telescope Array (IOTA) con interferometro, situati sul Monte Hopkins in Arizona, il team ha ottenuto un gran numero di misurazioni di precisione. Queste hanno permesso di ricostruire l'immagine della superficie della stella grazie a sofisticate tecniche. L'immagine finale rivela la superficie delle stelle con dettagli senza precedentim con le due zone luminose che si mostrano chiaramente vicino al centro della stella.

L'analisi della luminosità delle zone chiare mostra una variazione di 500° rispetto alla temperatura media della stella che è pari a 3.227 ° C. La più grande delle due strutture ha una dimensione pari al quarto del diametro stella: questo segna una netta differenza con il Sole, dove le celle convettive sono molto più fini e raggiungono a malapena 1/20 del raggio solare (circa 2-3 raggi della Terra). Queste caratteristiche sono però compatibili con l'idea di macchie luminose prodotte dalla convezione. Questo processo potrebbe svolgere un ruolo importante nella spiegazione del fenomeno di perdita di massa che avviene nel gigantesco pennacchio di gas che viene espulso da Betelgeuse.

Fonte notizia:

venerdì 15 gennaio 2010

Primo spettro diretto di un pianeta extrasolare

Nuova impresa del Very Large Telescope (VLT), il complesso di 4 telescopi giganti con specchi primari da 8 metri gestito dall’ESO a Cerro Paranal, sulle Ande cilene, che per primo ha ottenuto il primo spettro diretto di un pianeta extrasolare.

Lo spettro della luce proveniente da una sorgente è come un'impronta digitale. Lo spettro della luce proveniente da un pianeta fornisce informazioni chiave riguardo agli elementi chimici presenti nella sua atmosfera, informazioni dalle quali è possibile comprendere meglio come si è formato il pianeta e, in un prossimo futuro, evidenziare segni della presenza di vita. I ricercatori hanno ottenuto lo spettro di un pianeta extrasolare gigante che orbita attorno alla luminosa e giovanissima stella HR 8799. Il sistema si trova a circa 130 anni luce dalla Terra La stella centrale ha una massa 1,5 volte quella del Sole e ospita un sistema planetario composto da tre pianeti giganti, con masse comprese fra 7 e 10 volte quella di Giove. I pianeti sono da 20 a 70 volte più distanti dalla loro stella di quanto lo sia la Terra dal Sole; il sistema poi mostra anche due cinture di oggetti minori, simili alla cintura degli asteroidi e a quella di Kuiper.
Questa è la prima volta che si ottiene direttamente lo spettro di un pianeta che orbita attorno ad una stella simile al nostro Sole. Fino ad ora si erano ottenuti spettri solo mediante il telescopio spaziale e per differenza fra lo spettro del sistema stella+pianeta con lo spettro della stella durante l’eclisse del pianeta. Naturalmente questo metodo può essere applicato unicamente quando l'orbita del pianeta extrasolare si presenta di taglio, cosa che si verifica per una piccola frazione dei sistemi planetari extrasolari. Questo spettro, invece, è stato ottenuto da un telescopio a terra e mediante osservazioni dirette sul pianeta stesso.
La scoperta è stata resa possibile dallo strumento NACO, che lavora nell’infrarosso e utilizza al meglio l’ottica adattiva, una tecnica che permette di spingere il potere risolutivo di questi telescopi giganti oltre quello del telescopio spaziale stesso! “È come cercare di capire di cosa è fatta una candela, osservandola da una distanza di due chilometri mentre si trova vicina a una accecante lampada da 300 Watt” ha orgogliosamente commentato Markus Janson, primo autore della pubblicazione.
I nuovi dati ottenuti mostrano che l'atmosfera che avvolge il pianeta è ancora poco compresa. "Le strutture spettrali osservate non sono compatibili con i modelli teorici correnti.", spiega il coautore Wolfgang Brandner. "Dobbiamo prendere in considerazione una descrizione più dettagliata delle nubi di polvere atmosferiche, o accettare che l'atmosfera ha una composizione chimica diversa da quella che ci si aspettava." Gli astronomi sperano di poter presto mettere le mani sulle impronte digitali degli altri due pianeti giganti così da poter confrontare, per la prima volta, gli spettri di ben tre pianeti appartenenti allo stesso sistema. Questo farà capire meglio i processi che portano alla formazione di sistemi planetari come il nostro.