martedì 17 ottobre 2017

NGC 896 (regione HII in Cassiopea)

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Ngc 896 è una regione HII situata nei confini della costellazione di Cassiopea, nei pressi del Doppio Ammasso in Perseo. Si tratta di una nebulosa diffusa associata ad un ammasso aperto, e per poterne cattuarare la debole luce ho dovuto eseguire una esposizione della durata complessiva di 5 ore: 2 ore con il filtro H-Alpha, 1 ora col filtro rosso, 1 ora col filtro verde e 1 ora col filtro blu.
Ngc 896 è costituito da varie sezioni, catalogate come W3 North, W3 Main e W3(OH), la cui massa, sommata assieme, equivale a circa 70.000 masse solari.
La regione di W3 Main, in particolare, è uno dei siti più studiati in cui avviene la formazione di stelle di grande massa, dopo quella di Orione; si tratta di una delle aree più dense e ricche di regioni H II comprese entro il raggio di 2.000 parsec dal Sole.


martedì 12 settembre 2017

Prevista una nuova tempesta geomagnetica per il 13/9

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Grazie al potente flare solare di classe X8 avvenuto il 10 settembre scorso, c’è un 75% di probabilità di tempeste geomagnetiche moderatamente forti (di classe G2) previste per il 13 settembre. Questo flare ha spinto una CME nello spazio e ha accelerato uno sciame di protoni energetici verso la Terra.



Le sottili righe bianche presenti nella foto qui sopra, non sono stelle, ma sono protoni solari che hanno colpito la fotocamera digitale della SOHO: una vera e propria bufera di neve digitale!
Quello che ha reso così "radioattivo" questo flare, ha che fare con la posizione di AR2673 al momento dell'esplosione. Il lembo occidentale del Sole è magneticamente ben collegato alla Terra. Normalmente, le tempeste di radiazione solare sono tenute a bada dal campo magnetico del nostro pianeta e dall'alta atmosfera.  Tuttavia in settembre c'è stato un "evento a terra" (GLE, Ground Level Event). I monitor nell'Artico, nell'Antartico e in numerose altre località ad alta latitudine hanno rilevato un aumento di particelle che raggiungono la superficie della Terra: in termini storici, questo è stato un evento a terra relativamente piccolo - solo un millesimo rispetto all'evento del 23 febbraio 1956, il più grande mai misurato. Tuttavia, ciò non significa che il GLE di questo mese sia trascurabile.I passeggeri che volavano su percorsi ad alta latitudine a 12.000 metri durante la prima ora del GLE, hanno assorbito circa il doppio di radiazioni rispetto alla norma. Il  GLE potrebbe aver minacciato qualche guasto all'elettronica di bordo degli aerei, sebbene nulla a confronto del GLE del 1956, che sarebbe molto impegnativo da gestire per i sistemi moderni. Dato che le misurazioni sono iniziate intorno al 1942, sono stati rilevati 73 eventi di radiazione a livello di terra. L'evento del 10 settembre 2017 è ben lontano da essere il più forte, ma è di particolare interesse perché dimostra la necessità di una vigilanza continua anche durante il minimo solare.

lunedì 11 settembre 2017

Cocoon Nebula (Nebulosa Bozzolo, Ic5146)

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Ic 5146 è una piccola nebulosa diffusa a forma di "Bozzolo", collocata nel Cigno settentrionale a circa 3.300 anni luce da noi, connessa ad una notevole nebulosa oscura, designata come Barnard 168, che corre verso di essa da nord-ovest.
Quest'ultima è visibile al meglio con un binocolo 20x100, mentre per vedere il "Bozzolo"  occorre un telescopio di 25/30cm abbinato ad un filtro Uhc oppure H-beta (no OIII).
Diverse linee scure sono sovrapposte alla nebulosa Cocoon stessa. All'interno del Cocoon si sta sviluppando un ammasso aperto di giovani stelle. Come altre zone di formazione stellari, la Nebulosa Cocoon è allo stesso tempo una nebulosa ad emissione, una nebulosa a riflessione ed una nebulosa ad assorbimento. La stella centrale della nebulosa, che si è formata circa 100.000 anni fa, fornisce ora la fonte di energia per la maggior parte della luce emessa e riflessa della nebulosa. La struttura globulare della Nebulosa Cocoon è rara in questa parte della Via Lattea, dominata da grandi regioni diffuse HII.

 

domenica 10 settembre 2017

Addio AR2673?

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La regione attiva AR2673 si è materializzata con una velocità sorprendente il 3 settembre scorso. Tre giorni dopo ha scatenato la più forte eruzione solare da più di un decennio ad oggi, un'eruzione di classe X9.3 che ha lanciato una CME direttamente sulla Terra. Ma purtroppo questa regione attiva ora è scomparsa dal lato a noi visibile, iniziando un viaggio di due settimane attraverso la parte posteriore del Sole.
Riapparirà fra 14 giorni a partire da oggi? E come sarà?
Domanda a cui si potrà rispondere solo fra un paio di settimane.
Se la regione attiva riapparirà, avrà una nuova numerazione, anche
se in realtà è sempre la stessa.
Ieri il nostro socio Michele Brusa è riuscito ad immortalare un ultimo saluto
che ci ha regalato questa stupenda regione attiva, un getto di plasma che con uno
slancio ha abbandonato il Sole.
Questo grazie ad un flare solare di classe C1.5 avvenuto alle 9:27 locali del 9 settembre.
Immagini elaborate da Roberto Baldini.





I

Nebulosa Bolla (Ngc 7635)

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Soffiato dal vento proveniente da una stella massiccia, questo fantasma interstellare ha una forma sorprendentemente familiare.
Catalogata come NGC 7635, è anche conosciuta più semplicemente come Nebulosa Bolla.
Anche se appare delicata, la bolla di 10 anni luce di diametro manifesta le prove di processi violenti in atto. All'interno della bolla vi è una calda stella di tipo O (SAO 20575), centinaia di migliaia di volte più luminosa e circa 45 volte più massiccia del Sole. Un vento stellare impetuoso e l'intensa radiazione dalla stella ha fatto saltare l'assetto del gas incandescente contro il materiale più denso di una nube molecolare circostante.
L'affascinante Nebulosa Bolla e il complesso di nubi associate si trovano a ben 11.000 anni luce di distanza nella luminosa costellazione di Cassiopea.
Immagine ottenuta in tricromia stretta, applicando un set di filtri OIII, SII ed H-alpha.


giovedì 7 settembre 2017

Iris Nebula (Ngc 7023 in Cepheus)

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La Nebulosa Iris NGC 7023 o anche Caldwell 4 ed LBN487, è una nebulosa a riflessione piuttosto brillante che si trova in Cepheus, una costellazione alta nel cielo notturno dell'estate.
NGC 7023 è la designazione dell'ammasso associato alla nebulosa LBN 487, che è illuminata per riflessione dalla stella SAO 19158 che è di magnitudine 7.
La nebulosa Iris ha una magnitudine integrata di +6.8 e si trova nelle vicinanze della stella variabile T-Cephei (tipo Mira), e piuttosto vicina alla stella variabile Beta Cep (Alphirk) che è di magnitudine media +3.2. La nebulosa dista da noi 1300 anni luce ed ha un diametro di circa 6 anni luce, mentre le dimensioni apparenti sono di 18x18 primi.

Le sue coordinate sono: A.R. 21h 01m 35s, DEC +68° 10


M 92

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La sfortuna di questo bellissimo ammasso globulare è di essere relegato in una zona del firmamento vicina al più maestoso M13. In qualsiasi altra costellazione si fosse trovato, M92 avrebbe rappresentato, di per se stesso, l'attrattiva maggiore.
La sua distanza da noi è pari a 27.000 anni luce che va riducendosi di 120 km ogni secondo.
E' il più settentrionale dei globulari di Messier, e alle nostre latitudini passa prioprio allo zenit: è quindi un oggetto ideale da osservare, le cui componenti esterne possono essere risolte anche con un semplicissimo 114/900.

Le indagini condotte su Messier 92, in particolare sulla composizione delle sue stelle e del suo gas, hanno rivelato che questo ammasso, così come gli altri di questo tipo presenti nella Via Lattea, è assai povero di elementi chimici più pesanti dell’idrogeno e dell’elio. Un indizio che rafforza l’idea secondo la quale gli ammassi globulari, M92 compreso, siano estremamente antichi ed avere età attorno ai 13 miliardi di anni. Ciò  vuol dire che questi giganteschi agglomerati stellari si sarebbero formati appena qualche centinaio di milioni di anni dopo il Big Bang.