domenica 24 dicembre 2017

Storia di una notte di ordinaria stellata a Monteromano

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Attori tutti protagonisti: Enrico (nella parte di Direttore dell’Osservatorio), Marco (geologo e fotografo professionista, nella parte del narratore), Dario e Sara (ultimi arrivati nella famiglia Antares ma già attivissimi), il DIEMME da 500 millimetri, il cielo di Monteromano e, last but not least, la passione per il cielo!

Iera (venerdì 22 dicembre, ndr), serata bellissima! Alle 20 c'era un bel cielo stellato verso est-sudest e Orione già si stagliava nel cielo. Il clima era davvero ottimale: inversione termica con 5 gradi abbondanti, bassa umidità e poco vento. Purtroppo durante il viaggio la situazione sembrava volgere al peggio: tra San Martino in Gattara e l'arrivo all'osservatorio, infatti, il cielo si è velato.

Arrivati in Osservatorio facciamo conoscenza con Dario e Sara. Dal momento che non c'è quasi nulla da osservare (a nord solo nuvole, della stella polare neppure l'ombra...) decidiamo di brindare per le festività imminenti con un ottimo panettone al cioccolato e un bicchiere di spumante offerti proprio da Sara e Dario. Poi iniziamo a tirare fuori l'attrezzatura e intanto io e Dario ci inchiacchieriamo subito... Con mia grande gioia, finalmente, trovo un alleato nella mia campagna PRO-RAW... che da mesi mi vedeva come unico alfiere!

Nel frattempo si fanno le 22 e ancora non si vede un fico secco, anche Orione è semi-nascosto. Ma Enrico ci dice di avere fede; a nord si vedono strisce di sereno che avanzano e, si sa, il cielo a Monteromano offre spesso sorprese. Proseguiamo a chiacchierare e a mangiare panettone, fintanto che a un certo punto a nord si comincia ad aprire. Passiamo agli strumenti! La cupola si apre, il bestione DIEMME comincia a prendere vita, Dario comincia a fare scatti di prova con il suo bello strumento.

Io, come al solito, mi incarto nella fase iniziale di messa in polare del mio baracchino. Per una buona mezz'ora cerco di capire per quale diavoleria le stelle vengono tutte strisciate, fino a quando Enrico ha pietà di me e mi fa vedere l'errore marchiano che stavo facendo, e che taccio per pudore. Anzi no, infieriamo pure: complici le velature che nascondevano la Polare e le mie ben note problematiche agli occhi, avevo fatto la polare dell’anno 3000… Vabbé!

Ma la cosa incredibile è stata alzare lo sguardo al cielo, che nel frattempo si era incredibilmente “pulito”, con Orione che splendeva imponente! Faccio partire una sequenza di scatti da compositare con il mio 80-200, e che guarderò poi con calma, e mentre la macchina va avanti in automatico, entro in osservatorio con la full frame, la Nikon D750 e un attacco 42x1. Enrico prova a collegarlo al Borg ma l’attacco non va bene. Si cerca quale altro adattatore da usare e quello della camera CCD sembra fare al caso mio, il che comporta attaccarsi al fuoco diretto della configurazione newtoniana. Enrico ed io facciamo una prima prova. Dopo un breve consulto decidiamo per una posa di 15 secondi a 1600 ISO. Ah però! mica male...

Correggiamo leggermente il tiro ed iniziamo una sequenza di 15 scatti. La faccio corta: questa mattina prendo uno scatto singolo (ovviamente RAW) e faccio uno sviluppo con un po' di cura. Eqqueqquà, come diceva un noto personaggio televisivo degli anni '60! Scatto alieno, quasi fossi stato rapito e portato lassù…

Ovviamente di merito del fotografo qui ce n'è ben poco, con un robo così attaccato, ci piace vincere facile! L'unico mio merito è l’aver sviluppato il RAW. Faccio vedere un confronto tra cosa è uscito dalla macchina e cosa ho fatto io con Adobe Lightroom: a destra lo scatto uscito dalla macchina (il JPG) e a sinistra il mio sviluppo del RAW dello stesso file.

Se proprio vogliamo fare i pignoli bisogna ammettere che c'è un forte coma, tipico della configurazione newtoniana, ma la soddisfazione è dimostrare che RAW batte JPG 5-0!
Cieli sereni a tutti,
Marco Gualdrini

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