venerdì 17 agosto 2007

Mirabile Mira!

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Image Credit: NASA/JPL-Caltech/C. Martin (Caltech)/M. Seibert (OCIW).


Mira Ceti non smette di soprendere. La stella Omicron della Costellazione della Balena è conosciuta sin dalla fine del XVI Secolo, quando l'astronomo David Fabricius (1564-1617) ne scoprì le notevoli variazioni di luminosità. Secondo le stime più recenti, Mira ha variazioni di magnitudine in V da 2.0 a 10.1, circa 8 magnitudini in un lasso di tempo di quasi 1 anno (372 giorni). Si può quindi osservare a occhio nudo quando è al massimo della sua luminosità e poi vederla scomparire oltre il limite della percezione umana, quando raggiunge il minimo.

In questi giorni Mira è nuovamente alla ribalta grazie alle immagini che ci ha regalato il satellite GALEX (Galaxy Evolution Explorer, NASA), che opera nell'ultravioletto. Il satellite sta effettuando una survey di tutto il cielo alle frequenze ultraviolette e, nel corso di alcuni puntamenti, è venuto a puntare la costellazione della Balena. Analizzando le immagini della regione di Mira è arrivata la sorpresa, rivelando per la prima volta una coda di materiale lunga ben 13 anni luce.

Si tratta di materiale espulso dagli strati superficiali della stella negli ultimi 30'000 anni e disperso nello spazio interstellare, che forma una coda, come una cometa, grazie al fatto che Mira ha un moto proprio con velocità di circa 130 km/s. Nelle immagini in ultravioletto si nota anche il fronte dell'onda d'urto derivante dall'impatto di Mira col gas interstellare che permea la Via Lattea.

In questo periodo Mira non è visibile a occhio nudo, ma la sua magnitudine risalirà sino a tornare visibile verso Novembre. Maggiori informazioni su come osservare Mira si possono trovare al sito AAVSO. Attenzione, però: la coda si vede solo alle frequenze ultraviolette, inaccessibili da Terra (il che spiega anche perché una cosa così evidente sia sfuggita per tanto tempo agli astronomi e astrofili).

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