domenica 1 febbraio 2009

Cassini conferma: laghi di idrocarburi su Titano alimentati da piogge, ed in crescita!

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Le recenti immagini di Titano, inviate dalla sonda spaziale da Cassini della NASA , confermano la presenza di laghi di idrocarburi liquidi, e evidenziano delle variazioni di livello nei laghi, probabilmente portati da precipitazioni di metano. Titano infatti possiede una densa atmosfera, e le temperature della sua superficie sono prossime a quelle del punto triplo del metano, e cioè a valori intorno a -180 °C. A questi valori si può avere la coesistenza delle tre fasi del metano, liquida solida e gassosa, per mettendo quindi di avere un atmosfera dalle dinamiche complesse, in cui possono entrare in gioco le energie dei calori latenti di trasformazione di stato.

Per diversi anni, gli scienziati di Cassini hanno sospettato che le aree scure vicino ai poli nord e sud di Titano, il più grande satellite di Saturno, potessero essere laghi riempiti da idrocarburi liquidi. Un'analisi pubblicata il 29 gennaio sulla rivista "Geophysical Research Letters" con recenti immagini della regione polare sud di Titano, rivela la presenza di nuovi laghi, che non si vedevano nelle immagini di una stessa area fotografata in precedenza. La presenza di ampi sistemi nuvolosi che avevano coperto la zona in passato, suggerisce che i nuovi laghi potrebbero essere il risultato di forti rovesci di "pioggia", e che alcuni laghi di Titano devono quindi essere condizionati nella loro esistenza, distribuzione e dimensione principalmente dalle variazioni stagionali e meteorologiche della luna di Saturno.

Le telecamere ad alta risoluzione di Cassini (Imaging Science Subsystem - ISS) hanno ormai mappato globalmente la superficie di Titano. Una mappa aggiornata di Titano, pubblicata qualche giorno fa dal Cassini Imaging Team, comprende le prime immagini nel vicino infrarosso della principale porzione del "Lake District" (distretto dei laghi) nell'emisfero settentrionale di Titano, fotografato tra il 15-16 agosto 2008. Queste immagini ISS completano le precedenti acquisizioni ad alta risoluzione, ottenute dagli strumenti di Cassini nel visibile, nell'infrarosso, con il Mapping Spectrometer (VIMS) e il RADAR.

Tali osservazioni hanno documentato un maggior accumulo di metano liquido nel nord rispetto all'emisfero sud della luna. E dal momento che il nord si sposta verso l'estate, gli scienziati del team Cassini prevedono la formazione di grandi sistemi di nubi convettive, e un maggior tasso di precipitazioni rispetto alle aree del sud, e queste piogge potrebbero riempire ulteriormente i laghi del nord con grandi quantitativi di idrocarburi liquidi.

Alcuni dei laghi polari del nord posseggono grandi dimensioni. Il mare di Kraken se riempito completamente, arriverebbe ad una superficie di 400.000 chilometri quadrati, diventando quasi cinque volte più esteso del Lago Superiore del Nord America. Tutta l'area scura della regione dei "laghi", come osservata da ISS, riesce a coprire circa 510.000 chilometri quadrati, una superficie quasi il 40 per cento più grande del Mar Caspio, il lago più grande della Terra! Nella foto un esempio delle variazioni stagionali incontrate.

Tuttavia, manca del metano all'appello. Per completare il "ciclo del metano" e cioè un processo che veda l'evaporazione del metano, la sua condensazione e precipitazione nei laghi, la dimensione di questi bacini risulta insufficiente. L'evaporazione dai laghi non riuscirebbe a sostenere da sola il ciclo, portandalo a termine in meno di 10 milioni di anni. La spiegazione data al momento è che devono esistere dei serbatoi sotterranei di metano, che contribuiscono al completamento del ciclo. Cassini potrebbe quindi svelarci ancora dei nuovi segreti, magari esplorando meglio le zone equatoriali, apparentemente prive di laghi di metano.

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