mercoledì 30 gennaio 2008

Mercurio, finalmente!

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A 3 anni e mezzo dal lancio la missione Messenger è entrata nel vivo dei suoi obiettivi, con il rilascio delle prime immagini del Flyby di Mercurio, avvenuto il recente 14 gennaio. Dalle immagini arrivate appaiono molto evidenti le analogie tra il piccolo pianeta e la nostra Luna, ma anche caratteristiche peculiari. Di sicuro la nuova missione colmerà il buco di immagini lasciato dalla missione Mariner di oltre 30 anni fa, che era riuscita a coprire solamente il 45% della sua superficie, ma ci vorrà tempo per studiare ed interpretare a fondo le immagini inviate dalla sonda! Per ora accontentatevi di questa magnifica foto a colori di Mercurio!


Storia e futuro della Missione Messenger:

3 Agosto 2004 Lancio del Messenger
Agosto 2005 Flyby della Terra
Ottobre 2006 Flyby di Venere
Giugno 2007 secondo Flyby di Venere
Gennaio 2008 primo Flyby di Mercurio
Ottobre 2008 secondo Flyby di Mercurio
Settembre 2009 terzo Flyby di Mercurio
Marzo 2011 -- Entrata in orbita di Mercurio del Messenger

domenica 27 gennaio 2008

Tramonto di fuoco!

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Complice una condizione di cielo velato e situazione di intenso favonio sulla pianura padana occidentale, il tramonto odierno è risultato particolarmente acceso nei colori, regalando uno spettacolo intenso agli abitanti dell'Emilia-Romagna, ma credo anche in altre zone del centro nord.

Vi ho allegato uno scatto panoramico eseguito da Lugo (RA), nel momento dellla massima colorazione del cielo!

Enrico

sabato 26 gennaio 2008

2007 TU24, l'asteroide che sfiorerà la Terra!

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Si chiama 2007 TU24 l'asteroide che martedì 29 gennaio passera' davvero molto vicino alla Terra. Il 29 gennaio questo corpo roccioso del diametro stimato di 150-600 metri passerà a 537.000 km dal nostro pianeta. L'asteroide e' stato scoperto l'11 ottobre scorso nell'ambito del programma della Nasa ''Catalina Sky Survey'', nel quale lavora l'italiano Boattini, lo scopritore dell'asteroide 2007 WD5 che il giorno dopo passera' vicino a Marte.
Si stima che un oggetto di questa taglia tra i 7.000 NEO attualmente conosciuti (NEO sta per Near Earth Objects, oggetti le cui orbite attraversano quella terrestre) si avvicina al nostro pianeta ogni 5 anni, mentre un impatto vero e proprio avviene mediamente ogni 37.000 anni.
Questo passaggio di 2007 TU24 dovrebbe essere il passaggio più ravvicinato fino al 2027 per un oggetto di questa dimensione o superiore.
Le sere del 28 e 29 gennaio l'asteroide sarà talmente vicino da raggiungere magnitudine 10,3; sarà quindi facilmente rintracciabile con uno strumento amatoriale, anche grazie al suo veloce moto apparente tra le stelle. Per rintracciarlo in cielo, consultare il sito:
dove è possibile visionare anche una cartina con il percorso dell'asteroide.
Durante il suo passaggio ravvicinato, 2007 TU24 sarà studiato dai radiotelescopi più grandi del mondo (Goldstone in California e Arecibo in Porto Rico) allo scopo di ricostruire un'immagine tridimensionale dell'oggetto.

giovedì 24 gennaio 2008

Armonie celesti

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In questi giorni, con il cielo finalmente libero da nuvole o da pesanti foschie, è possibile accorgersi di quanto si sono "allungate" le ore di luce rispetto al solstizio d'Inverno. Soprattutto, e questo è l'aspetto più interessante del fenomeno, risulta evidente come l'aumento è più marcato dalla parte della sera.
In pratica, mentre il tramonto del Sole avviene in questi giorni circa 40 minuti più tardi rispetto al giorno del solstizio d'Inverno, la sua levata è anticipata di pochi minuti sempre rispetto alla stessa data.
Questa curiosa "asimmetria" nell'aumento delle ore di luce giornaliere è dovuta alla composizione dei moti propri del nostro pianeta. Di fatto, se ad una certa data, il Sole rimane sopra l'orizzonte un'ora in più rispetto alla data del solstizio d'Inverno (22 o 23 dicembre), questa ora non è equamente divisa tra mattino (con una levata anticipata di 30 minuti) e sera (con un tramonto ritardato di ancora 30 minuti).

La spiegazione sta nel fatto che se è vero, come lo è, che il 22 dicembre è stato il giorno con minor numero di ore di luce, non è affatto vero che quel giorno è stato anche quello in cui il Sole è sorto più tradi e, contemporaneamente, tramontato prima! Alle nostre latitudini (perché il fenomeno dipende anche dalla latitudine geografica) il giorno in cui il Sole sorge più tardi (si parla di levata ritardata) è il 2 gennaio, per cui sono trascorsi poco più di 20 giorni da quella data; è per questo motivo che l'altra mattina mio padre se ne è uscito con l'espressione "Un fà mai dé" (non fa mai giorno, per quelli non avvezzi al romagnolo...). Invece il giorno in cui il Sole tramonta prima (si parla di tramonto anticipato) è il 10 dicembre, per cui sono già trascorsi oltre 40 giorni. Forse è anche per questo motivo che si continua a ritenere il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia...


Naturalmente a rovescio, il fenomeno avviene anche in prossimità del solstizio d'Estate; la levata anticipata avviene il 15 giugno mentre il tramonto ritardato cade il 26 giugno.

Non so voi, ma nell'armonia e nella regolarità dei moti celesti vedo la Bellezza, la stessa bellezza che ispira un verso di Shakespeare o di Whitman. Parafrasando il professor Keating dell'Attimo Fuggente, non guardiamo il Cielo perché è divertente ma perché apparteniamo alla razza umana. E la razza umana è piena di passione!

martedì 15 gennaio 2008

Cercando Dio nell’ Universo – un grande astronomo tra scienza e fede (Titolo originale God’s Universe) di Owen Gingerich casa editrice Lindau

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Essere chiamato alla recensione di un libro che parla di scienze e fede, proprio quando infuria la polemica per la presenza del Pontefice Benedetto XVI all’inaugurazione dell’anno accademico all’Università Sapienza di Roma non è assolutamente compito facile!
Come non facile è riuscire a conciliare una discussione costruttiva tra i diversi approcci metodologici che contraddistinguono ragione e religione: più di una volta si sono esse scontrate in contrapposizioni dogmatiche, sia nelle proprie convinzioni teologiche, che anche in quelle assolutamente ateistiche.
Il libro di Gingerich si muove al confine tra queste due contrapposizioni mantenendosi sorprendentemente equidistante. Astronomo di grande esperienza, profondo conoscitore di Copernico e quindi dei primi conflitti tra scienza moderna e fede, Gingerich si dichiara fin dall’inizio schiettamente convinto di un universo con una finalità ultima, teologica, ma senza cercare di imporre il proprio pensiero, sempre muovendosi in uno spirito di ricerca di confronto costruttivo e di apertura alle idee degli altri. E allora il libro conduce il lettore, in modo semplice e chiaro, attraverso pillole di astronomia, geologia e biologia, in un percorso affascinante, che inevitabilmente induce a farsi domande profonde sul ruolo dell’uomo nel cosmo e sul fatto che la sua evoluzione sia o meno un risultato di una sommatoria di processi casuali, o “costretta” da un disegno predeterminato.
E’ molto interessante seguire Gingerich nell’analisi riguardante il concetto di mediocrità che la rivoluzione copernicana ha involontariamente generato nelle scienze astronomiche: non essere per la Terra al centro del Sistema Solare, né il sole al centro della Via Lattea, né la nostra Galassia in posizione privilegiata nell’universo, ha determinato un palese ridimensionamento del ruolo dell’uomo nel cosmo, rendendo marginale e periferica la sua presenza e conseguentemente mettendo in dubbio l’esistenza di un Progetto Divino. Gingerich contrappone però questa mediocrità cosmica alla sorprendente complessità biologica della macchina umana: “il numero di interconnessioni sinaptiche (nel nostro singolo cervello) supera altrettanto abbondantemente il numero di stelle della nostra Via Lattea”, aprendo quindi inevitabile il conflitto tra un evoluzionismo ateo e causale (le mutazioni sono processi spontanei e casuali?) che non riesce a spiegare a livello probabilistico il risultato finale di una macchina umana così complessa e in grado di farsi delle domande sul senso di questa giostra meravigliosa che è l’Universo.

La partita è ancora aperta.

Un libro da leggere con attenzione e prendere come esempio in un periodo che si presenta così sterile in ogni campo, ricco di conflitti ideologici e dell’incapacità dell’ascolto dell’altro.


NOTA DELLA REDAZIONE:
L'editore ci ha contattati offrendoci la possibilità di distribuire il libro in occasione delle nostre SeraAntares e ad un prezzo speciale, particolarmente conveniente. Chi di voi fosse interessato sia alla trattazione durante una serata pubblica, sia all'eventuale acquisto, è pregato di contattarci all'indirizzo email che trovate in testata del blog. Raggiungendo un numero minimo di interessati provvederemo a farci inviare un certo quantitativo di copie a prezzo agevolato.

lunedì 14 gennaio 2008

Da riscrivere la storia della Via Lattea?

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Si sa; le verità scientifiche sono continuamente da aggiornare se non da rivedere completamente. Così anche per l'Astronomia, anzi forse ancor di più per questa scienza che viene continuamente riscritta alla luce delle osservazioni più recenti.
Studi pubblicati recentemente sembrano mettere in discussione ciò che si sapeva sulla nostra galassia, la Via Lattea.
Il primo importante risultato è da ascrivere all'astrofisica italiana che ha guidato un gruppo di ricercatori internazionali. Lo studio, coordinato da Daniela Carollo dell'INAF Osservatorio Astronomico di Torino ha esaminato 20.000 stelle dell'alone galattico. L’analisi ha permesso di individuare per la prima volta due popolazioni stellari nell’alone della nostra Galassia con proprietà profondamente diverse tra loro.



L’illustrazione indica come la struttura più esterna della Via Lattea, l’alone, sia in realtà formata da due diverse componenti che ruotano in direzioni opposte. La parte più interna (l'ovale arancione) ruota nella stessa direzione di rotazione del Sole attorno al centro galattico, ma molto più lentamente. La parte più esterna (la sfera azzurra) ruota in direzione opposta ad una velocità doppia. L’alone interno è più appiattito e si estende fino a circa 50.000 anni luce dal centro della Galassia. L’alone esterno è sferico e le stelle che lo compongono si trovano a distanze di oltre 65.000 anni luce. Probabilmente riflettono, contrariamente a quanto si pensava, modi e tempi di formazione assai diversi.
La seconda scoperta ha invece preso corpo con le misure della camera ACS del telescopio spaziale Hubble; le velocità lineari delle due Nubi di Magellano, due bellissime galassie nane che impreziosiscono il cielo australe, sono circa 100 km/s maggiori di quanto si pensasse, dell'ordine di 350-380 km/s. Un gruppo di astronomi dell'Harvard Smithsonian Center for Astrophysics, mediante complesse simulazioni numeriche al computer, sostiene che la Piccola e la Grande Nube di Magellano non sono affatto satelliti della Via Lattea ma sono semplicemente galassie di passaggio, formatesi altrove, e che per la prima volta si avventurano nei pressi della nostra galassia prima di perdersi nelle profondità del Gruppo Locale. In altri termini la velocità delle Nubi di Magellano è troppo elevata e superiore alla velocità di fuga dalla Via Lattea per cui la loro orbita non è chiusa ma parabolica, se non addirittura iperbolica. A meno che la massa della Via Lattea non sia decisamente superiore a quella stimata attualmente, materia oscura compresa! E la corrente di Magellano (Magellanic stream), quella scia di idrogeno che le due galassie nane si stanno lasciando alle spalle, non sarebbe l'effetto delle forze di marea gravitazionale generate dalla Via Lattea, ma potrebbe essere semplicemente l'interazione fra le due piccole galassie e l'alone della nostra galassia.

venerdì 11 gennaio 2008

SerAntares questa sera al Liceo Scientifico di Lugo

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Questa sera, come tutti i secondi venerdì del mese, torna il classico appuntamento... con le stelle!
Dopo la bella serata in esterno all'Osservatorio di Monteromano per osservare le Geminidi, questa sera si ritorna al classico. Ritrovo quindi nell'aula magna del Liceo Scientifico di Lugo "Gregorio Ricci Curbastro", dove alle ore 20e45 il dottor Enrico Montanari racconterà la sua recente vacanza in Norvegia, dove è riuscito a vedere forse il più bel fenomeno atmosferico: l'aurora boreale.
Oltre alla conferenza, news astronomiche, approfondimenti e previsioni del tempo.
Siete tutti invitati! A dopo.