martedì 9 dicembre 2014

Pericolo in aumento per gli astronauti ?

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CRESCE IL PERICOLO per gli astronauti? Il successo del volo di test della NASA della Orion, avvenuto il 5 dicembre scorso, annuncia una rinnovata capacità di inviare astronauti nello spazio. Tuttavia, un articolo appena pubblicato sulla rivista Space Weather, fa notare un pericolo crescente per i futuri esploratori dello spazio profondo: i raggi cosmici.

Il titolo dell'articolo, scritto da Nathan Schwadron dell'Università del New Hampshire e colleghi di altri sette istituti, pone una domanda provocatoria : "
Il peggioramento dei raggi cosmici galattici nell'ambiente preclude l'esplorazione umana dello spazio profondo?"

Utilizzando i dati del rivelatore di raggi cosmici a bordo del Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA, gli autori concludono che, mentre l'aumento di flusso di raggi cosmici "non è un ostacolo assoluto per le missioni di lunga durata (considerando ad esempio, quelle per la Luna, un asteroide, o Marte), ma costituisce sicuramente un fattore significativo di rischio e quindi un peggioramento che limita la durata della missione."

Questo grafico mostra il numero di giorni che un astronauta di 30 anni può trascorrere nello spazio interplanetario prima di raggiungere il limite di esposizione a radiazioni:

Secondo quanto si evince, per l'anno 2014, un maschio di 30 anni che vola in una navicella spaziale con una schermatura in alluminio da 10 g/cm2 potrebbe trascorrere circa 700 giorni nello spazio prima di raggiungere la propria dose limite di radiazioni.  

Lo stesso astronauta nei primi anni 1990 avrebbe invece potuto trascorrere fino a 1.000 giorni nello spazio.

 

QUINDI ? Cosa sta succedendo? 

I raggi cosmici si stanno intensificando. I raggi cosmici galattici sono una miscela di fotoni ad alta energia e particelle subatomiche accelerate a velocità prossime a quelle della luce da eventi violenti, come avviene nelle esplosioni di supernovae.  
 
Gli astronauti sono protetti dai raggi cosmici in buona parte dal Sole: i campi magnetici solari e il vento solare si combinano creando uno 'scudo poroso' che para e devia le particelle maggiormente energetiche al di fuori del sistema solare. 

Il problema è che, come sottolineano le note degli autori, "​il Sole e il suo vento solare mostrano ​attualmente ​densità e intensità di campo magnetico estremamente basse, ​rappresentando condizioni ​mai presentate ​sin​ da quando è iniziata l​'era spaziale.
 

​Come risultato di questa decisamente bassa attività solare, abbiamo anche osservato il più alto flusso di raggi cosmici nell'era spaziale."
 

L'azione di schermatura del Sole è più forte durante il massimo solare e più debole durante il minimo solare, da cui deriva il ritmo di 11 anni nel grafico della durata della missione. Al momento stiamo vivendo un massimo solare e questo dovrebbe essere quindi un buon momento per gli astronauti per volare ma in realtà non lo è. Il massimo solare del 2011-2014 è il più debole degli ultimi cento anni e ciò sta permettendo ad un numero anormalmente elevato di raggi cosmici di penetrare il sistema solare.

Questa situazione potrebbe peggiorare se, come alcuni ricercatori sospettano, il Sole entrerà in una fase di lungo termine del ciclo solare caratterizzata da massimi relativamente deboli e ​minimi ​profondi ed estesi​. In un tale futuro, i campi magnetici solari deboli svolgerebbero un lavoro decisamente ​scarso​ nel controllo dei raggi cosmici, riducendo ulteriormente il numero di giorni durante i quali gli astronauti potranno viaggiare ​lontano​
dalla Terra.

Per saperne di più su questa interessante ricerca potete leggere l'articolo completo nell'edizione online di Space Weather.​ [in inglese]




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