giovedì 3 luglio 2008

Là dove nessun uomo è mai stato...

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L'ultimo numero di Nature, uscito oggi, dedica la copertina ai risultati sull'attraversamento dell'eliosfera da parte del Voyager 2 lo scorso agosto 2007, a 30 anni dal lancio. Il Voyager 1 aveva compiuto lo stesso attraversamento circa 4 anni prima, ma alcuni suoi strumenti non erano operativi (gli analizzatori di plasma), per cui le informazioni inviate erano molto limitate. Invece, il Voyager 2 aveva gli strumenti ancora attivi e ha potuto effettuare per la prima volta alcune misure in situ del plasma nella regione più di confine del Sistema Solare. I risultati arrivano oggi sulle pagine della rivista Nature in 5 articoli. Una prima importante novità è che l'eliosfera è asimmetrica: il Voyager 1 attraversò il confine a 94 UA, mentre il Voyager 2, che seguiva una diversa traiettoria, l'ha trovato a 84 UA. I ricercatori pensano che questo sia un effetto di distorsione dovuto al campo magnetico intestellare. Inoltre, gli analizzatori di plasma del Voyager 2 hanno misurato una considerevole quantità di atomi provenienti dall'esterno dell'eliosfera che entrano nel Sistema Solare, vengono ionizzati dall'onda d'urto che segna il confine della zona di influenza del Sole e acquisiscono un'energia maggiore rispetto alle altre particelle termiche circostanti. Infine, l'onda d'urto che separa l'eliosfera dallo spazio interstellare è molto più complessa di quanto si pensasse e si "aggiorna" su tempi scala di ore.
Ma la domanda forse più interessante e che resta aperta è senza dubbio questa: e ora che dati ci regalerà ancora il Voyager 2? Cosa troverà al di là dell'eliosfera?
Segnalo anche un video sul sito di Nature:

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