lunedì 21 maggio 2007

La Luna occulta Saturno

0 COMMENTA LA NOTIZIA
Domani, martedì 22 maggio, si ripete un bellissimo fenomeno astronomico: il nostro satellite naturale che occulta Saturno. A fianco una simulazione di come si presenta, durante la serata, il sistema Saturno, con i suoi satelliti principali, guardando in un telescopio con 80 ingrandimenti circa.

L'occultazione avrà inizio alle ore 21 33e40, quando gli anelli saranno "toccati" dal bordo non illuminato della Luna. Alle ore 21 33e49 inizierà ad essere occultato il pianeta, che "sparirà" completamente alle ore 21 34e28.

Il pianeta inanellato riapparirà completamente alle ore 22 40e38 dalla parte illuminata della Luna, che ha una fase di circa il 40%.

N.B. Immagini e orari (in tempo locale) sono ricavati mediante il software Starrynight.

venerdì 18 maggio 2007

Un anello di materia oscura

0 COMMENTA LA NOTIZIA
Una delle prove indirette dell'esistenza della materia oscura è l'esistenza stessa dei cluster di galassie. Fritz Zwichy, nel 1933, studiando i moti delle galassie di alcuni ammassi, scoprì che per mantenere in equilibrio queste enormi strutture occorreva una massa molto maggiore di quella osservata. In pratica, la velocità delle galassie sembra essere troppo grande e gli ammassi dovrebbero disgregarsi in breve tempo se non ci fosse una quantità enorme di massa non visibile a tenere legate gravitazionalmente le galassie stesse.


E' notizia di alcuni giorni fa che un gruppo di ricercatori della NASA e dell'ESA è riuscito a individuare grazie allo Hubble Space Telescope un anello di materia oscura nel cluster ZwCl0024+1652 (nell'immagine), distante 5 miliardi di anni luce.

Formata probabilmente da qualche tipo di particella elementare non ancora conosciuta, la materia oscura è totalmente invisibile dal momento che non emette radiazione elettromagnetica. Tuttavia interagisce gravitazionalmente con la materia e la radiazione, e la sua presenza può essere desunta osservando il modo in cui distorce la traiettoria dei raggi di luce provenienti da galassie poste molto più lontano lungo la linea di vista. Come nelle lenti gravitazionali.

"Questa è la prima volta che abbiamo rilevato la materia oscura come dotata di una struttura propria, differente da quella dei gas e delle galassie presenti nel cluster", ha osservato James Jee, uno dei membri del team. "La materia oscura è già stata osservata in altri cluster di galassie, però mai così nettamente separata dalle nubi di gas caldo e dalle galassie. Osservando una struttura di materia oscura che non è tracciata da gas caldi e galassie, possiamo studiare quanto differentemente essa si comporti rispetto alla materia normale."


Vedere l'articolo: http://hubblesite.org/newscenter/archive/releases/2007/17/full/


Secondo i ricercatori, il cluster ZwCl0024+1652 dovrebbe essersi formato circa 2 miliardi di anni fa, in seguito alla collisione di due cluster di dimensioni inferiori, una circostanza che potrebbe aver concorso a conferire una struttura più evidente alla materia oscura presente nei cluster genitori (nell'immagine la ricostruzione simulata della collisione fra due piccoli cluster nella vista da sopra, a sinistra, e nella linea di vista dalla Terra, a destra).

lunedì 14 maggio 2007

Il pianeta extrasolare più caldo

0 COMMENTA LA NOTIZIA
A poche settimane dalla scoperta del pianeta extrasolare più simile alla Terra da parte degli astronomi dell'ESO, gli scienziati della NASA rispondono con l'identificazione del pianeta extrasolare più caldo.
HD 149026b, questo il nome del pianeta, "è una specie di carbone ardente nello spazio", così si è espresso Joe Harrington, il coordinatore del gruppo che ha fatto la scoperta grazie ai sensibili occhi dello Spitzer Telescope, il telescopio spaziale infrarosso.
Il pianeta, che ruota in appena 2,9 giorni terrestri attorno ad una stella che si trova a 256 anni-luce dalla Terra nella costellazione di Ercole, ha dimensioni simili a quelle di Saturno e un nucleo di 70-90 masse terrestri.
La singolarità principale è data però dalla sua temperatura superficiale che, grazie a misurazioni dirette (riuscite peraltro solo per altri tre dei 230 pianeti extrasolari attualmente noti), è risultata arrivare addirittura a circa 2.000°C. Secondo i ricercatori, HD 149026b assorbe pressoché integralmente tutta la radiazione che proviene dalla sua stella. In pratica la sua superfice appare più nera del carbone, una cosa finora mai riscontrata per un pianeta.
Strani mondi...

Vedere: http://www.spitzer.caltech.edu/Media/releases/ssc2007-09/release.shtml

Mercurio ha un nucleo ancora fluido

0 COMMENTA LA NOTIZIA
Si è sempre ritenuto che Mercurio fosse formato da un nucleo ferroso circondato da un mantello di silicati. Per le piccole dimensioni del pianeta, il nucleo dovrebbe essersi solidificato già da molto tempo.
Uno studio durato cinque anni sembra invece dimostrare che Mercurio possiede un nucleo ancora fluido. La tecnica è stata presa in prestito dalla cucina: per sapere se un uovo messo a bollire è già sodo o meno, i cuochi osservano la regolarità del suo movimento dopo avergli impresso una piccola rotazione.
Gli astronomi hanno bombardato il pianeta con segnali radar per rilevarne successivamente l'eco da tre postazioni radiotelescopiche differenti, distanti quasi quattromila chilometri l'una dall'altra: l'antenna da 70 metri dell'Osservatorio di Goldstone in California, l'Osservatorio di Arecibo, a Portorico, e un terzo situato in West Virginia.
E' risultato che le librazioni orizzontali, le oscillazioni dello spin rotatorio del pianeta indotte dalla gravità solare su un oggetto non perfettamente sferico come Mercurio, risultano doppie rispetto a quelle che si aspetterebbe da un corpo completamente solido mentre sono in accordo con il modello di un nucleo fluido e non costretto a ruotare come il suo guscio. Il fatto che il nucleo di Mercurio sia ancora fluido depone per la presenza in esso di un elemento più leggero, come lo zolfo, che concorra ad abbassare la temperatura di fusione del nucleo stesso.
Per chiarire questo e tanti altri misteri che ancora circondano Mercurio, bisognerà aspettare che la sonda Messenger della NASA partita nel 2004, inizi a orbitare attorno al pianeta a partire dal 2011.

Scoperta una coda di ferro nella cometa McNaught

0 COMMENTA LA NOTIZIA
Nel mese di gennaio 2007 la cometa C/2006 P1 (McNaught) è diventata la più luminosa dall'apparizione della Ikeya-Seki (nell'immagine una ripresa fatta dallo stesso scopritore Robert McNaught). La cometa è stata monitorata anche dall'Heliospheric Imager a bordo della sonda STEREO. Nelle immagini ottenute dalla sonda è stata per la prima volta identificata una coda composta da ferro atomico. La scoperta è stata effettuata da un team guidato da Marco Fulle dell'Osservatorio Astronomico di Trieste (la coda di ferro nell'immagine sotto è la striscia più debole a sinistra di tutte le "strie", le striature ricche di polveri e più evidenti).
Vedere l'articolo all'indirizzo: http://www.astronomia-euganea.it/cara/irontail.pdf


La temperatura calcolata suggerisce che gli atomi del ferro provengano dall'evaporazione di grani di troilite (FeS) che può avvenire a temperature maggiori di 680°K, compatibili con i valori attesi per la chioma della cometa. La troilite sembra essere un composto abbondante nelle comete, in molti meteoriti e probabilmente sulla superficie di Mercurio.

giovedì 10 maggio 2007

Serata "ANTARES" al Liceo Scientifico di Lugo

0 COMMENTA LA NOTIZIA
Venerdì 11 maggio, come tutti i secondi venerdì del mese dalle ore 20e45, serata dedicata all'Astronomia al Liceo Scientifico "Gregorio Ricci Curbastro" di Lugo.

Il dottor Enrico Montanari, geologo e direttore dell'Osservatorio di Monteromano gestito dal Gruppo Astrofili "Antares", terrà una conferenza sui vulcani del Sistema Solare. Si spazierà quindi dai grandi vulcani terrestri ai numerosi vulcani attivi su Io (vedere in proposito il post "Giove visto dalla New Horizons") per arrivare ai grandi vulcani spenti di Marte, tra cui il Monte Olimpo, la più grande montagna del Sistema Solare.

Sarà questo l'ultimo appuntamento prima della pausa estiva; gli incontri verrano ripresi il 12 ottobre 2007.

Intervenite numerosi... e ricordate che l'ingresso è libero.

mercoledì 9 maggio 2007

Una supernova decisamente super!

0 COMMENTA LA NOTIZIA
La Nasa ha annunciato di aver avvistato la supernova più luminosa mai registrata nella storia, cento volte più potente rispetto a una tipica supernova. La violenta esplosione, rilevata sia dai telescopi a terra, sia dal telescopio orbitante Chandra X-Ray, è stata definita "veramente mostruosa". La supernova, catalogata come SN 2006gy, era stata scoperta il 18 settembre 2006 e solo le osservazioni protratte nel tempo hanno potuto stimare l'inconsueta luminosità (nell'immagine ottica del Lick Observatory in alto a destra, la supernova appare più luminosa del nucleo della galassia ospite). L'esplosione è avvenuta nella galassia NGC 1260 (nell'immagine grandangolare a sinistra), situata nel Perseo a circa 238 milioni di anni luce dalla Terra.
Si tratta di una supernova di tipo II, cioé della morte di una stella supermassiccia, un evento denominato supernova per instabilità di coppia; la produzione di coppie elettrone-positrone (elettrone positivo) e la loro collisione con i nuclei atomici e con i raggi gamma più energetici riduce drasticamente la pressione interna del nucleo stellare che rapidamente e drammaticamente collassa. Questo meccanismo può avvenire in stelle di 130-250 masse solari, una classe stellare decisamente estrema.

Vedere:
http://chandra.harvard.edu/photo/2007/sn2006gy/