martedì 3 giugno 2008

60 anni fa il "Big Eye"!

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Il 3 giugno del 1948 veniva inaugurato il mitico Grande Occhio, il Big Eye di Monte Palomar, il telescopio che ha scritto le pagine più entusiasmanti dell'astronomia fino agli anni '90. E' stato fino al 1975 il telescopio ottico più grande, grazie al suo specchio primario del diametro di 200 pollici (5,08 metri!), superato in dimensione (ma non in efficienza, è bene precisare...) dal Bolshoi Telescop Altazimutal'nyi, il riflettore altazimutale russo dotato di uno specchio del diametro di 6 metri.
La sua realizzazione si deve alla tenacia e all'intrapprendenza manageriale di George Hale, che ottenne i finanziamenti dalla Fondazione Rockefeller (6 milioni di dollari) per avviare il progetto nel 1928. Dopo i tentativi falliti della General Electric nel fondere l'enorme specchio, ci provò la fonderia Corning che scelse di usare il vetro pyrex. Dopo opportuni preparativi ed un primo tentativo non riuscito, il secondo disco di vetro risultò perfetto. Siamo nel 1934. Il raffreddamento dai 3.000°C alla temperatura ambiente richiese 10 mesi ed alcuni anni di lavorazione a Pasadena, per produrre prima un profilo sferico con raggio di curvatura di 34 metri e poi un profilo parabolico con la precisione del decimillesimo di millimetro. Quando venne inaugurato il 3 giugno 1948, George Hale era morto da 10 anni. Lo specchio è sostenuto da un traliccio lungo 17 metri e l'intera struttura pesa 400 tonnellate ed è ospitata in una cupola del diametro di 42 metri. Così gigante eppure così docile; gli astronomi che lo hanno utilizzato lo hanno denominato "the perfect machine".
Verso la fine degli anni '90, con lo sviluppo dell'ottica attiva prima e dell'ottica adattiva poi, sono stati realizzati telescopi con specchi di dimensioni superiori, tipicamente di 8 metri (Very Large Telescope, Gemini Nord e Sud, Subaru), molto più leggeri, precisi e con grande potere risolutivo. Ma il Grande Occhio di Monte Palomar rimarrà per sempre il simbolo del grande telescopio terrestre.

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