domenica 22 marzo 2009

Astronomia a Casa del Diavolo

Il tuo giudizio : 
... potrebbe sembrare un'esclamazione un pò colorita ma in realtà non lo è. Si tratta invece di un'affermazione ben precisa ovvero del fatto che ad Alfonsine è stata fatta una donazione/lascito di uno strumento di circa 30 anni fa realizzato dalle officine Spada di Verona e con ottiche ZEN e che ora è stato dislocato presso la fattoria denominata Casa del Diavolo e famosa in ambito storico cinematografico per aver ospitato il set di un famoso film "L'Agnese va a morire".

A parte la storia dello strumento e della famiglia che ne ha stabilito la donazione al Comune (dei quali ci riserviamo di parlare in un secondo momento), è giusto spendere un paio di parole in merito al "gesto". Così come accadde molti anni fa a Lugo, uno strumento vecchio ma pregno di passione, con la sua donazione riesce a suscitare entusiasmo e voglia di avvicinarsi all'astronomia.

Oltre alla lodevole intenzione di riaprire gli occhi dello strumento dormiente va quindi supportata l'onda di interesse e di slancio che potrà accrescere il numero di persone che potranno finalmente avvicinare il proprio sguardo sull'universo.

Ieri sera, un pò forzosamente, è stata organizzata una serata di "inaugurazione" dello strumento il quale ha visto per ora, come prima operazione assistita dal Gruppo Antares, solo la rialluminazione degli specchi eseguita pochi giorni fa. Presso Casa del Diavolo abbiamo quindi mostrato in modo abbastanza inusuale e molto "ruspante" lo strumento allestito praticamente senza alcuna manutenzione ovvero nello stato in cui si trovava al momento della donazione e collocato su un carretto a ruote per poterlo poi riparare in una rimessa in attesa di un alloggio dove collocarlo in pianta stabile.

L'aspettativa suscitata dalll'entusiastico comunicato inserito in circolazione già da tempo, nonostante non fosse stato concordato più di tanto con noi, ha portato ben 60-70 persone a partecipare alla serata più che altro g-astronomica. Al termine della cena siamo arrivati io e Mirco Villa (coadiuvato dal figlio Alessio) e successivamente da Enrico Bezzi per verificare davanti ai presenti l'effettivo funzionamento delle ottiche pur sapendo che si sarebbe trattato di una pura formalità tecnica e soprattutto simbolica per quanto riguardava l'utilizzo dello strumento per il pubblico.

A parte la collocazione di fortuna sul carretto, va detto che lo strumento è fermo da 30 anni e non vi è ancora stato il tempo materiale di verificare motorizzazione e parte meccanica, pertanto per poterlo utilizzare in puntamento è stato necessario fare operazioni con chiavi inglesi e questo dovrebbe già dimostrare il lavoro che ancora è necessario per renderlo effettivamente operativo.

A parte tutto ciò la serata è stata convertita rapidamente (e il freddo vento che ci ha accompagnati era buon consigliere nel velocizzare tale decisione) in una serata di "infarinatura" o introduzione che dir si voglia al riconoscimento delle costellazioni grazie all'ausilio degli oramai famosi laser verdi di cui disponiamo. I presenti infreddoliti e in alcuni casi un pò sprovveduti a livello di abbigliamento hanno gradito la presentazione e alcuni hanno anche potuto osservare in modo frugale dall'oculare del telescopio verificandone l'effettivo "funzionamento". In breve la serata è andata esaurendo l'entusiasmo inaugurale ma i presenti hanno potuto mantenere lo stimolo nei confronti dell'iniziativa grazie anche alle nostre spiegazioni delle potenzialità che lo strumento racchiude e che potranno essere "distillate" se sarà opportunamente restaurato nella sua completezza.

Riteniamo che lo strumento sia valido e funzionale per essere collocato in Fattoria e, come tutti gli strumenti "vecchi", ha caratteristiche decisamente interessanti da sfruttare (è pur sempre un 300 mm !!!).

In definitiva, abbiamo aiutato a dissodare un terreno che si preannuncia fertile ma per farlo rendere andrà coltivato con cura. In attesa quindi di rapportarci con l'Amm. Comunale di Alfonsine per conoscere con maggior precisione intenzioni, progetti, disponibilità e quant'altro, gustiamoci la soddisfazione di aver verificato che esistono ancora "tesori" astronomici da riscoprire nella nostra amata Romagna che si rivela essere stata negli anni '60-'70 l'area italiana con la più massiccia concentrazione di telescopi "amatoriali" di grandi dimensioni!

LUGO :
# MINARDI 300 mm
# TAMPIERI 250 mm
# BARTOLOTTI 360 mm
# LICEO LUGO 450 mm
(tutti con svariati strumenti secondari da 200 mm)

ALFONSINE :
# SINTINI 300 mm

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