domenica 8 aprile 2012

I diavoletti marziani

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Sapere esattamente quando e dove cercare i "dust devils" su Marte è ancora una questione di fortuna, ma gli scienziati si stanno facendo strada nella previsione di questi fenomeni del pianeta rosso, mostrando due immagini sorprendenti di Martian Twisters rilasciate nell'ultimo mese. La fotocamera HiRISE sulla NASA Mars Reconnaissance Orbiter ha realizzato le immagini. La NASA ha pubblicato le nitide foto a colori risalenti al ​​16 febbraio e 14 marzo. "In questa stagione, è la primavera dell'emisfero nord su Marte", ha dichiarato Richard Zurek, scienziato del progetto MRO. "In questo momento, il terreno è sempre più caldo e quando la terra si riscalda, può produrre i dust devils". Entrambe le immagini mostrano dust devils nella regione dell'Amazonis Planitia, una pianura vulcanica ricoperta di polvere. Amazonis Planitia si trova ad ovest del monte Olympus, il più grande vulcano del sistema solare. HiRISE è una fotocamera telescopica a tre colori ad alta risoluzione, in grado di eseguire le più nitide immagini della superficie di Marte dall'orbita.
MRO HiRISE ha catturato questa immagine il 16 febbraio scorso. L'ambientazione è di un pomeriggio di tarda primavera e la vista si estende su una superficie di circa quattro decimi di miglio (644 metri) di diametro. Il Nord è verso l'alto. La lunghezza dell'ombra del turbine polveroso indica l'altezza pennacchio di polvere. Il pennacchio è di circa 30 metri di diametro. "Abbiamo acquisito alcuni immagini occasionali di Dust Devil negli anni precedenti e scoperto che potremmo misurare la velocità di rotazione sfruttando parte delle nostre tre immagini che servono a compositare a colori quella finale", ha detto Alfred McEwen, il ricercatore responsabile di HiRISE presso la University of Arizona. "Questo ci ha spinti a cercare altri dust devils per ulteriori misure". Dopo aver scoperto di poter misurare la velocità del vento all'interno dei twisters marziani, i ricercatori hanno circoscritto l'analisi di ricerca dei dust devils alla regione Amazonis Planitia utilizzando immagini a bassa risoluzione. "Abbiamo cercato solo questi per un paio di mesi e provato solo un paio di volte finora, ma su Marte sta per iniziare l'estate boreale, periodo in cui ci aspettiamo che questo settore divenga tra i più attivi", ha detto Colin Dundas, ricercatore presso l' US Geological Survey. "I primi risultati sembrano promettenti". Nonostante i venti misurati dei Mars Dust Devil risultini superiori a 65 mph (circa 104 Km/h), gli scienziati affermano che un astronauta su Marte riuscirebbe a malapena ad avvertirli. L'atmosfera del pianeta rosso è infatti molto più sottile di quella della Terra tuttavia i granelli di polvere trasportati da questi vortici di polvere potrebbero riuscire a graffiare la visiera del casco di un astronauta. HiRISE continua la ricerca di vortici di polvere per ulteriori studi.
Un "Dust Devils" marziano avente circa 12 miglia (20 chilometri) di altezza è stato immortalato mentre si snoda lungo la regione della Nord Amazonis Planitia su Marte il 14 marzo. Nonostante la sua altezza, il pennacchio è poco più di tre quarti di un campo di calcio in larghezza (70 metri circa). "Con HiRISE costruiamo immagini a colori attraverso immagini realizzate con filtri di colore diverso", ha detto Dundas nell'interivsta di "Spaceflight Now". "I filtri di colore acquisiscono un dato punto della superficie in tempi leggermente diversi, così se qualcosa, come una caratteristica nuvola in un dust devils, si muove rispetto alla superficie, possiamo vedere il movimento e misurare la velocità". I venti misurati finora nei vortici di polvere indicano che le colonne dei twisters possono avere una differenza di pressione di circa l'1% rispetto all'atmosfera ambientale. Ciò è sufficiente quindi a sollevare la polvere dalla superficie, almeno secondo un documento redatto da Dundas e David Choi, scienziato del NASA Goddard Space Flight Center. "Siamo stati in grado di effettuare misurazioni solo di quattro dust devils per questa prima fase di ricerca" ha affermato Dundas. "Stiamo cercando di ottenere altre immagini in modo da poter approfondire questi risultati quanto prima." Fonte: "Spaceflight Now" 05/04/2012

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