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mercoledì 6 maggio 2015

Esplosione solare causa disturbi alle comunicazioni

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X-FLARE: il Sole che pareva assopito, non è più tranquillo. Le macchie solari emergenti del gruppo AR2339 hanno scatenato un brillamento solare di classe X2 particolarmente intenso il 5 maggio alle 22:11 UT. 

Il Solar Dynamics Observatory della NASA ha catturato il flash ultravioletto nell'immagine riportata.

Un impulso di radiazione UV e raggi X dal flare ha causato un forte blackout radio sul lato dell'Oceano Pacifico della Terra. 


Questa mappa mostra l'estensione del blackout, che ha colpito le frequenze inferiori a 20 MHz. Marinai, aviatori e operatori delle radiocomunicazioni sono coloro che potrebbero aver notato il forte disturbo.



L'esplosione ha anche scagliato un CME (Espulsione di massa coronale) nello spazio (vedasi filmato). 


Il flusso viaggia più veloce di 1100 km / s (2,5 milioni mph) e la nube in espansione non sembra essere in traiettoria diretta verso la Terra.

VENERDI sera con ANTARES a LUGO

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VENERDI' 8 MAGGIO
ore 20.45 a LUGO
Viale degli Orsini

ASTRO & METEO

Serata conclusiva del ciclo di appuntamenti fissi (ottobre-maggio) con il Gruppo Astrofili Antares di Romagna presso il Liceo di LUGO.

Oltre agli aggiornamenti astronomici ed alla spiegazione del cielo del periodo di MAGGIO e l'introduzione alle attività che verranno svolte nel corso della stagione di riapertura al pubblico dell'Osservatorio Astronomico di Monte Romano, sarà presente anche meteoromagna.com con il proprio meteorologo Pierluigi Randi che offrirà un sunto della stagione trascorsa e le tendenze per il periodo estivo.

Come sempre, se volete annoiarvi, NON PARTECIPATE in quanto con Antares non c'è modo di riuscire in tale intento!

:-)

martedì 5 maggio 2015

Cargo russo per la ISS si disintegrerà in atmosfera

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E' stato dichiarato ormai perso e fuori controllo il cargo russo M27M che avrebbe dovuto trasportare rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale. 

Gli operatori del controllo avevano cercato di recuperare i contatti, ma a quanto pare è stato tutto inutile. 


Il cargo russo Progress M27M è stato quindi dichiarato "perso", a seguito del lancio e della perdita dei contatti interrotti il 28 aprile scorso. 

Il trasporto doveva raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale dove si trova ancora a bordo anche l'astronauta italiana Samantha Cristoforetti che a breve dovrà rientrare a Terra.

La navicella avrebbe dovuto portare sulla ISS i rifornimenti, fra i quali sono elencati 494 kg di propellenti per i motori, 420 kg di acqua, 391 kg di viveri.
 

Durante il viaggio di lancio del 28 Aprile, che sarebbe dovuto durare un totale di circa sei ore, si sono presentati immediatamente i primi problemi e dopo meno di 9 minuti, al termine della prima fase di lancio, si sono persi i controlli. Immediatamente l'aggancio alla Stazione è stato annullato, segnalati problemi ai propulsori nonchè rilevate decine di detriti nei pressi della navicella. 

A nulla sono valsi i tentativi dei giorni successivi di recuperare il cargo e non è ancora chiaro cosa sia accaduto. Non resta altro che attendere il "ritorno" in atmosfera della navicella (che non sarà controllato...). Secondo le stime, l'evento dovrebbe avvenire tra il 7 e il 13 Maggio.
 Il cargo, rientrando in atmosfera, si dovrebbe disintegrare completamente ed eventualmente solo qualche piccolo pezzo potrebbe raggiungere il suolo. 

La traiettoria dovrebbe interessare anche l'Italia. 

Una mappa aggiornata indica questo transito, ammesso che non subisca variazioni. 

Restiamo in attesa degli sviluppi.

giovedì 20 novembre 2014

La prima donna astronauta italiana : 23 novembre 2014 !

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Il 23 novembre la prima astronauta italiana partirà verso la Iss, la Stazione Spaziale Internazionale che possiamo ammirare facilmente quando sorvola le nostre teste viaggiando a 400 km di altitudine alla ragguardevole velocità di 28.000 kmh (circa). 

Manca veramente poco a questa data storica (per l'Italia) in quanto alle 21:57 di domenica 23 novembre l’avventura spaziale di Samantha Cristoforetti avrà infatti inizio partendo dal cosmodromo russo di Bajkonur.

AstroSamantha si è preparata per quasi tre anni in previsione della missione sulla Stazione spaziale internazionale per eseguire le procedure tecniche necessarie e per allenare il proprio fisico ad affrontare la prolungata permanenza in ambiente spaziale in assenza di gravità. 

Quest’ultimo aspetto presenta alcune incognite per Samantha poichè, mentre per gli astronauti maschi gli effetti dell’assenza di gravita sulla salute sono più conosciuti, i dati raccolti relativi agli effetti sull'organismo femminile non sono ancora sufficienti a determinare con completezza quali siano i pericoli e/o le contro indicazioni perchè il numero di donne che hanno partecipato a missioni spaziali è notevolmente inferiore rispetto all'altro sesso. 

Il problema è importante anche per la Nasa, la quale, in previsione delle missioni di durata sempre maggiore che sono state pianificate per i prossimi decenni, nel 2013 ha attivato ben sei gruppi di lavoro in collaborazione con il National Space Biomedical Research Institute, per fare un punto della situazione preciso di cosa sappiamo esattamente riguardo alle differenze di genere nella risposta dell’organismo degli astronauti.


Molto interessanti i risultati di queste analisi che riepilogano le informazioni raccolte negli anni relative ai 477 uomini ed alle 57 donne che hanno eseguito missioni nello spazio fino al giugno 2013. 

Pubblicati di recente sul Journal of Women’s Health, i contenuti principali dello studio si possono riepilogare nei punti seguenti e nell'immagine rilasciata dal NSBRI.


Intolleranza ortostatica : Consiste nell’incapacità di restare in piedi per periodi prolungati senza perdere i sensi. Questo disturbo è più comune negli astronauti donna al ritorno dalla missione. Una possibile spiegazione è la minore capacità dei vasi sanguigni di dilatarsi sotto effetto della pressione sanguigna nelle gambe, già dimostrata da studi sulla lungo degenza a letto. Gli effetti sono paragonabili a quelli a cui viene sottoposto l’organismo degli astronauti nello spazio.

Diminuzione del volume del plasma sanguigno : Le simulazioni eseguite a Terra indicano che, in condizioni di microgravità, nelle donne avviene una maggiore perdita di volume del plasma sanguigno rispetto agli uomini. A tale condizione l’organismo femminile risponde con un maggiore aumento del ritmo cardiaco. Non è chiaro come questo fenomeno influenzi l’organismo nello spazio pertanto necessita di approfondimenti.

Sindrome VI-IP (Visual Impairment / Intracranial Pressure) : Si tratta di una diminuzione della vista provocata dall’aumento della pressione intracranica e questo problema ha riguardato ben l’82% degli astronauti maschi e il 62% delle donne, ma tutti i casi più significativi che hanno comportato conseguenze cliniche rilevanti sono capitati negli uomini.

Sistema immunitario: La permanenza nello spazio può modificare il funzionamento e la concentrazione di alcuni costituenti essenziali del sistema immunitario. I dati registrati durante le missioni non indicano però differenze, in questo caso, tra l’organismo maschile e quello femminile. A Terra, nelle donne, l'organismo produce solitamente reazioni immunitarie più intense e questo le rende più resistenti ad infezioni virali e batteriche mentre non è ancora stabilito se lo stesso potrebbe accadere anche durante le missioni spaziali di lunga durata.

Radiazioni: Si tratta di uno dei maggiori pericoli per chi lavora nello spazio. L’atmosfera terrestre infatti ci scherma normalmente dalla maggior parte di radiazioni che invece sono presenti nello spazio. I dati raccolti sembrano indicare che le donne siano più suscettibili degli uomini a sviluppare conseguenze tumorali indotte dalle radiazioni e ciò giustifica i bassi livelli di esposizione tollerata per gli astronauti donna rispetto a quella consentita agli uomini.

Space Motion Sickness: Simile al disturbo del "mal di macchina". E' un problema frequente per gli astronauti tuttavia le donne sembrerebbero meno suscettibili degli uomini al momento del primo arrivo sulla stazione spaziale mentre  risultano maggiormente colpite al ritorno a Terra. Va detto che per quanto riguarda l'argomento i dati disponibili sono estremamente limitati.

Udito : Il peggioramento dell’udito legato all’età risulta accellerato più negli astronauti maschi che nelle femmine, ma i dati indicano che la responsabilità non risulta dovuta dell’assenza di gravità pur non individuando altre cause.

Infezioni del tratto urinario: Risultano più comuni nelle donne astronauta ma sono sempre state curate con successo tramite l'assunzione di antibiotici.

Ossa e comportamento: il sistema muscolo-scheletrico rapportato al viaggio spaziale determina reazioni molto diverse da individuo a individuo senza evidenziare relazioni particolari rispetto al sesso. Anche le reazioni psicologiche e quelle comportamentali alla vita nello spazio sono comparabili tra i due sessi. Tuttavia l’attenta selezione e il significativo addestramento dei candidati contribuiscono a rendere improbabili eventuali problemi psichiatrici tra gli astronauti.

Quindi se avete intenzione di "crogiolarvi" nello spazio nelle vostre future "vacanze" fantascientifiche avete già un discreto quadro della situazione che dovrete affrontare.

Per ora comunque non ci resta che augurare a Samantha una splendida missione!

venerdì 22 giugno 2012

La stazione spaziale cinese e il Sole

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CINESE SPACE STATION IN TRANSITO: il programma spaziale cinese ha compiuto un altro balzo in avanti questa settimana, quando gli astronauti cinesi a bordo della navicella spaziale Shenzhou 9 si sono agganciati con successo alla stazione spaziale Tiangong 1. Non molto tempo dopo l'attracco, che si è verificato Lunedi, 18 giugno, i due veicoli spaziali uniti sono passati direttamente di fronte al Sole e in Cina, un astrofilo, Su Shaojie ha registrato la frazione di secondo del transito.
"Dopo il successo di Shengzhou 9 ancorata con Tiangong-1, alle 14:07 di Pechino, sono stato felice di avere questa opportunità di scattare una foto della nave spaziale durante il transito del Sole", dice Shaojie. "Ho usato CalSky per prevedere i tempi."

L'equipaggio della missione include il primo astronauta cinese femminile, pilota di caccia Liu Yang, 33 anni. Yang, insieme al compagno Commander Jing Haipeng, di 46 anni, e l'ingegnere aeronautico, Wang Liu, 42 anni, trascorreranno i prossimi giorni familiarizzando con la loro nuova stazione spaziale, conducendo esperimenti scientifici, e la pratica delle procedure portuali spaziali. Ad essi spetta di tornare sulla Terra prima della fine del mese.

Il nuovo equipaggio Tiangong 1 è visibile nel cielo notturno, luminoso come una stella di prima grandezza.

domenica 5 febbraio 2012

Satellite lanciato dall' IRAN

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Appare sul teatro internazionale dell'attività spaziale un'altro attore sul quale vengono posti seri dubbi sul reale interesse scientifico dell'impegno dichiarato. E' infatti l'Iran che ha lanciato il 3 febbraio un piccolo satellite per l'osservazione della Terra, segnando la prima missione di successo del paese, dato che il tentativo precedente era fallito quando provarono di inviare una scimmia nello spazio lo scorso anno, sempre secondo le notizie dello stato.

L'Agenzia spaziale iraniana ha lanciato il "Promise of Science and Industry" con un razzo Safir 1-B, secondo una traduzione di un comunicato inviato dell'agenzia persiana Safir significa "ambasciatore" in persiano.

Il nuovo satellite iraniano pesa circa 50 chilogrammi ed è stato costruito dagli studenti dell'Università di Sharif, secondo quanto riportato da un rapporto da parte dell'Islamic News Agency Repubblic of Iran.

Secondo l'Agenzia spaziale iraniana, il satellite ha la forma di un cubo che è quasi 20 pollici (50 centimetri) di larghezza. E 'attorno alla Terra in un'orbita ellittica e passa sopra l'Iran sei volte al giorno. Il satellite volerà per due mesi di missione ed è controllato tramite cinque stazioni a terra, una in ciascuna delle città di Karaj, Tabriz, Qeshm, Bushehr e Mashhad, sempre secondo le dichiarazioni dei funzionari iraniani.

martedì 12 aprile 2011

«Vedo la Terra, è azzurra»

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(...) 12 aprile 1961, alle 9,07 del mattino, ora di Mosca. «Partiamo». Solo queste parole, poi Yuri Alekseevic Gagarin parte sul razzo Vostok che lo deve portare in orbita.


Dopo il lancio, passarono lunghi minuti di silenzio, interminabili.
Poi, dallo spazio, arrivò la sua voce: «Vedo la Terra, è azzurra».

Nessuno, che abbia ascoltato in quel momento, ma anche chi le ha apprese dalla cronaca storica, ha più dimenticato queste parole.

Sono passate immediatamente tra le frasi celebri dell'avventura dell'uomo su questo pianeta.

Alle 10:09 il cosmonauta dell’allora Unione Sovietica informò che stava rientrando a Terra e alle 10,49 Gagarin con la sua navicella (nella foto l'abitacolo) atterrava, appeso a un paracadute, alle 10:57, in un campo vicino alla città di Takhtarova.

In quella prima storica missione riuscì a compiere un’intera orbita ellittica attorno alla Terra, raggiungendo un’altitudine massima di 302 chilometri e una minima di 175, viaggiando a una velocità di 27.400 chilometri all’ora.

Si apriva l'era astronautica, soprattutto quella che dimostrava che era possibile inviare un essere umano nello spazio e farlo rientrare incolume, cosa non di poco conto anche ai giorni nostri.

Ricordiamo anche noi questo giorno oggi.


ANEDDOTI e RITI A BAIKONUR

La cronaca racconta che la mattina del 12 aprile 1961 Gagarin e le sue riserve, Titov (il primo a sinistra nel francobollo commemorativo insieme a Gagarin) e Nelyubov, cominciarono l’avventura verso lo spazio e in quei momenti si racconta di una stranezza che però è entrata nella storia di tutti coloro che vengono lanciati da Baikonur.
Nonostante la tuta spaziale, pesante e ingombrante, Gagarin mentre viaggiava su un autobus insieme agli altri compagni di volo ebbe bisogno di fare pipì e, in gran segreto (non saprei come sia possibile dato che pare che sia stato sempre filmato tutto...), l’autista si fermò lungo il tragitto per consentire il bisogno.
Da quel giorno, ogni missione spaziale segue lo stesso rito.
Durante la vestizione si compiono sempre gli stessi movimenti e prima di salire sull’autobus un’orchestrina intona la stessa musica e puntualmente, durante il trasferimento il mezzo si ferma per far fare la pipì ai cosmonauti.

Bisognerà chiederne conferma ai nostri astronauti che hanno avuto occasione di partire dalla base di Baikonur, se ne avremo l'occasione! :-D

Potrete documentarvi ulteriormente anche su wikipedia... ricca di curiosità :

YURI GAGARIN SU WIKIPEDIA

VIDEO





SIMULAZIONE DEL RIENTRO DELLA VOSTOK-1



mercoledì 19 agosto 2009

Là dove nessun uomo è mai stato prima...

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Ho un sogno: prima di morire, mi piacerebbe farmi almeno un giro nello spazio, fuori dall'atmosfera terrestre. Anche un volo suborbitale andrebbe bene, ma leggendo i documenti presentati recentemente (12 agosto) alla commissione statunitense che si occupa dell'esplorazione umana nello spazio (US Human Space Flight Plans Committee) la vedo molto grigia... I soldi non ci sono! Non si può neanche biasimare il Governo degli Stati Uniti, dato che - come ormai tutte le nazioni su questo pianeta - deve confrontarsi con problemi pratici più impellenti, come le tasse, le pensioni, l'assistenza sanitaria, le missioni di pace negli angoli più remoti di questo sconquassato pianeta, ecc... Forse, uno dei messaggi che emerge da questi documenti è che se vogliamo andare avanti, dobbiamo superare i confini nazionali e iniziare a collaborare, magari per costituire un'Agenzia Spaziale Planetaria. Sì, ci sono già programmi di cooperazione (la Stazione Spaziale Internazionale è uno di questi), ma per avviare una seria esplorazione umana dello spazio occorre un salto di qualità non indifferente, sia dal punto di vista tecnico, che finanziario. E ovviamente il primo non è possibile senza il secondo. Negli scenari prospettati nelle presentazioni online, ci sono appunto collaborazioni internazionali e apertura verso il mondo commerciale. Quest'ultimo punto potrebbe essere forse la chiave di volta per aprire veramente lo spazio all'umanità. Il guadagno è sempre stato un propellente molto forte per le attività umane. Il programma Apollo fu spinto dalla paura degli Americani di essere superati e sopraffatti dall'URSS. Oggi, un programma di esplorazione spaziale potrebbe essere spinto da nuove prospettive commerciali, perché i Governi non ce la fanno più e, sicuramente, i singoli Governi non possono neanche pensare di intraprendere simili imprese, senza essere fatti a fette dai loro elettori. Programmi commerciali potrebbero poi includere anche il turismo spaziale e chissà quindi che fra vent'anni il biglietto per la Luna non sia alla portata delle tasche (notoriamente sempre piene di ragnatele) di un ricercatore... e che importa se sulla fiancata del razzo ci sarà la pubblicità di un pannolino o di un fast-food!

Si dice che la Terra sia la culla dell'umanità, ma non si può rimanere nella culla per sempre. (K. Tsiolkovsky)

lunedì 13 aprile 2009

Misurato il confine tra lo spazio esterno e l'atmosfera terrestre

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Un gruppo di ricercatori dell'Università di Calgary, in Canada, mediante uno strumento denominato Supra-Thermal Ion Imager è riuscito ad individuare il punto di confine fra l'atmosfera terrestre e lo spazio esterno, dove i venti dell’alta atmosfera lasciano il posto ai violenti flussi di particelle cariche provenienti dallo spazio. Il confine fra la nostra atmosfera e lo spazio esterno si colloca per a 118 chilometri di quota.
Lo strumento, costato quasi mezzo milione di dollari, era stato lanciato nel gennaio 2007 a bordo del razzo JOULE2 ed ha viaggiato a 200 chilometri di altitudine, spostandosi più volte attraverso la linea di confine fra atmosfera e spazio.
Fino ad oggi i dati relativi a questa regione di confine erano estremamente scarsi, dato che essa è situata troppo in alto per essere raggiunta da palloni sonda e troppo in basso per i satelliti.
"I risultati ottenuti ci permettono anche di calcolare i flussi di energia nell'atmosfera che possono essere utili per comprendere meglio le interazioni fra lo spazio e il nostro ambiente, come il raffreddamento e il riscaldamento del clima della Terra, e come il clima spaziale influisce sui satelliti, le comunicazioni, la navigazione e i sistemi elettrici", ha concluso David Knudsen, che ha diretto la ricerca e firmato un articolo pubblicato sul Journal of Geophysical Research.