lunedì 7 aprile 2008

Un sistema solare come il nostro a 5.000 anni luce da noi?

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Un team di Astronomi ha scoperto un sistema solare simile al nostro (almeno in parte) in orbita attorno ad una stella lontana da noi circa 5.000 anni luce.
Al momento sono stati scoperti due pianeti che sono vicini come corrispondenze a Giove e Saturno, ed orbitano intorno a una stella con circa la metà delle dimensioni del nostro Sole.

L'astronomo Martin Dominik, della St Andrews University del Regno Unito, ha detto che la ricerca di sistemi extra solari sta suggerendo che il nostro sistema solare potrebbe essere molto più comune di quanto si pensasse. Il Dott Dominik ha dichiarato che il team di ricerca ha individuato un sistema con due pianeti che hanno dei parametri orbitali che assomigliano a quelli di Giove e Saturno nel nostro Sistema Solare. Queste due pianeti hanno una massa simile in rapporto, simili raggi orbitali ed analoghi periodi di rivoluzione intorno alla propria stella.

Il Dott. Dominik ha presentato il suo lavoro presso il Royal Astronomical Society Meeting Nazionale di Astronomia a Belfast. Obiettivo finale dello studio il nuovo sistema planetario, che orbita intorno alla stella OGLE-2006-BLG-109L, che è più compatta del nostro Sole, ed è circa a cinquemila anni luce di distanza.
Sebbene quasi 300 pianeti extrasolari, siano già stati identificati, gli astronomi hanno costantemente omesso di trovare sistemi planetari che assomigliano al nostro. Il Dott Dominik ha ribadito che solo il 10% dei sistemi scoperto finora ospitano più di un pianeta. Ma egli ha anche spiegato che tutte le tecniche attualmente utilizzate per trovare i pianeti sono state rivolte verso l'individuazione di pianeti giganti gassosi, in orbita a breve distanza dalla loro stella genitrice, e è pertanto si tratta solamente di migliorare la metodologia di ricerca.

I pianeti della stella OGLE sono infatti stati trovati utilizzando una tecnica chiamata micro-lente gravitazionale, in cui la luce dei pianeti lontani è piegata e amplificata dalla gravità di un oggetto in primo piano, in questo caso un altra stella. Questa tecnica sembra molto promettente per il futuro, ma al momento vi sono ancora pochissime possibilità di rilevare pianeti come la terra in oggetti simili a OGLE-2006-BLG-109L, a causa delle grandi distanze in gioco.

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