mercoledì 10 settembre 2008

Acceso il Large Hadron Collider - Alcune considerazioni

Il tuo giudizio : 
Finalmente questa mattina, poco dopo le ore 9e30 e dopo tanto parlarne... è stato acceso il Large Hadron Collider (abbreviato in LHC), il più grande e potente acceleratore del mondo.
A questo evento erano state dedicati ben tre post in successione nel mese di aprile di un anno fa:
Post1: Caccia alla "particella di Dio"
Post2: La scoperta è più vicina
Post3: Microcosmo e macrocosmo si guardano!
il secondo dei quali contiene un esauriente e puntuale commento di un fisico svizzero.
Vorrei invece dedicare questo post ad alcune considerazioni.


Come funziona
Il compito di LHC è quello di accelerare protoni, lungo un tunnel di 27 km alla profondità di 100 m sotto le Alpi franco-svizzere, per poi farli "scontrare" ad una velocità pari al 99,9999991% della velocità della luce.
Quasi 150 milioni di sensori osserveranno queste collisioni e le particelle che verranno prodotte da questi urti; l'incredibile mole di dati raccolti dagli eventi (700 megabyte ogni secondo, sic!) sarà poi elaborata da supercalcolatori.
Il consumo annuale di energia, in particolare per alimentare i potenti magneti che lavorano vicino allo zero assoluto, è stimato in 800 gigawatt.
Il costo di realizzazione dell'opera ammonta a 6 miliardi di euro!


A cosa serve
Questo enorme laboratorio dovrebbe fornire le risposte alle domande fondamentali della fisica moderna.
Cosa si può conoscere con maggiori dettagli di particelle già note (come il pesante quark top)?
Qual è l'origine della massa delle particelle elementari?
Perché le particelle elementari presentano masse così diverse?
Esiste il bosone di Higgs, particella prevista dal Modello Standard, la teoria fisica più accreditata per spiegare il mondo microscopico?
Perché oltre l'80% dell'Universo sembra formato da materia non ordinaria, la cosiddetta materia oscura?
Quali sono le caratteristiche della violazione di CP che possono spiegare l'asimmetria tra materia e antimateria, cioè la quasi assenza di antimateria nell'Universo?

"Cui prodest...", a chi giova, pronunciava Medea nell'omonima tragedia di Seneca...
All'uomo della strada queste strane domande che i fisici moderni si pongono possono sembrare per lo meno bizzare, per non dire inutili! Tanto più se, come puntualmente è successo, per informarlo dell'esistenza di questo esperimento si ricorre a notizie sensazionalistiche come quelle diffuse in proposito nei giorni scorsi (http://video.google.it/videosearch?hl=it&q=lhc%20buco%20nero%20you%20tube&um=1&ie=UTF-8&sa=N&tab=iv#). All'uomo della strada LHC sembra piuttosto un enorme e costosissimo giocattolone per scienziati un po' svitati. Ma non è così!
"Considerate la vostra semenza:/fatti non foste a viver come bruti,/ma per seguir virtute e canoscenza", scriveva il sommo poeta...
La Scienza, quella con la maiuscola, è la ricerca delle risposte più profonde ed elementari alle domande fondamentali dell'Uomo, è la ricerca di base non assoldata alla tecnologia e al vil denaro. Certo... poi verranno anche le ricadute tecnologiche che sempre arricchiscono le scoperte e l'umanità, se ben condotte... Anche l'apparentemente inutile conquista della Luna ha avuto qualche ricaduta tecnologica... circa 190mila brevetti! Per non parlare poi proprio dei laboratori del CERN di Ginevra, dove oggi è stato inaugurato LHC, che fu il luogo dove, verso la fine degli anni '80, nacque il world wide web, la rete globale.

Cosa aspettarci, allora?
Tante risposte. Che però verranno col tempo. Non aspettiamoci che già da domani venga sbandierata una grande scoperta. Occorrono migliaia e migliaia di eventi, in questo campo, per fare una scoperta. E speriamo soprattutto che venga scoperto il bosone di Higgs; se questo non avverrà, ci sarà da tornare indietro di quasi 100 anni nella fisica delle particelle elementari. Come dire: bene, gli atomi sono composti di protoni, neutroni ed elettroni; poi?

E soprattutto ricordiamo le parole di Bernard Shaw:
"La scienza è sempre sbagliata. Non risolve mai un problema senza crearne dieci nuovi"

4 commenti:

Luigi Foschini ha detto...

Ma perché la Scienza finisce sulle prime pagine solo quando parla di catastrofi?

Ovviamente è una domanda retorica....

Anonimo ha detto...

la Scienza finisce sulle prime pagine solo quando parla di catastrofi...perché gli insegnanti delle scuole italiane sono loro i primi a non capirne nulla...E quindi è normale che nessuno cresca con la curiosità che spinge solo taluni a diventare poi (da soli) scienziati...L'ignoranza dilaga tra gli insegnanti (a partire dalle elementari)...Io la scienza a mio figlio gliela spiego io!

Angelo Venturelli ha detto...

Personalmente credo che la scienza finisca in prima pagina solo quando si parla di catastrofi per altri motivi, sui quali occorre disquisire a lungo.
Sono insegnante, conosco il mondo dell'insegnamento e gli insegnanti che vi lavorano. Magari che tutti gli insegnanti non siano conoscitori delle più recenti ricerche e scoperte in campo scientifico, specialmente i docenti di materie letterarie o artistiche, ci sta; ma da qui a generalizzare affermando che gli insegnanti della scuola italiana non capiscano nulla mi sembra... sparare nel mucchio.

Roberto Baldini ha detto...

Qualunquismo e pressapochismo, offro il mio contributo.

A sparare nel mucchio si fa sempre poca fatica.
E qui... casca l'asino. A faticare ne han voglia sempre in pochi e siccome, in assenza di passione con P maiuscola, la voglia scema (verbo "scemare") rapidamente è una rapida conseguenza ottenere certi risultati. Questo vale in qualunque campo di qualunque disciplina e in qualunque situazione vogliate immedesimarvi.

Il mondo dell'insegnamento ha i suoi pro e i suoi contro ma sparacchiare così non ha molto senso, anzi... direi proprio che è deleterio e inaccettabile.

Minare alla base l'unica istituzione dedicata alla formazione delle persone non è quel che si chiama "avere uno spiccato senso civico".

Tra l'altro, se tutti sparano (e normalmente in Italia è abitudinario come comportamento) e nessuno si rimbocca le maniche cercando di migliorare la situazione il risultato è matematicamente ineccepibile: NON CAMBIA MAI NULLA. Non dico certamente che sia cosa facile eh?... ma chi non ci prova è più colpevole di chi l'ha fatto male.

Siamo sempre al solito punto: in Italia (parlando di ciò che si conosce e si può discutere) il senso civio e la relativa educazione (civica) è partita per ignota destinazione molti anni fa. E' brutto da verificare, ma non possiamo mica chiudere gli occhi davanti ai fatti!

Il problema non è solo nelle istituzioni lasciate allo sbando (spesso) quanto nella testa delle persone, che si stanno rapidamente "intontendo" con reality (poco reali) e telenovelas cotte ricotte e a spesso anche fritte alla meno peggio.

Siamo schiavi della comunicazione multimediale (non quella utile alle scuole purtroppo). Se le notizie non raccolgono la nostra "audience", i media non le considerano appetibili in quanto non forniranno visibilità alla PUBBLICITA' che poi dovranno inframezzare a tutte le ore del giorno e della notte o su tutte le pagine del proprio rotocalco.

Stiamo facendo ragionamenti qualunquistici che però hanno dei fondamenti di verità intrinseca.

Riuscire a discernere tra i vari ragionamenti e distillarne delle proposte utili sarebbe il compito di TUTTI.

Nessuno ancora si è chiesto perchè le trasmissioni "intelligenti" sono state relegate a orari inusitati o buoni solo a programmare una registrazione?

Non hanno sufficiente pubblico?...no. Non hanno sufficiente pubblico che sia facile "preda" degli spot. E allora si mettono al confino.
Le riviste "scientifiche" italiane (di larga distribuzione) rasentano il ridicolo in molte occasioni, ispirandosi sempre al solito ragionamento filo-scandalistico che fa la fortuna delle novelle2000, 3000, 4000, ecc ecc fino ad arrivare ad elevarle a potenza (numerica o economica ?...).

La corsa è al consumo. Cosa poi si consumi... non interessa a nessuno a quanto pare.

Parlare di qualità è argomento difficile.

Parlare di scienza quando i soldi sono pochi e la gente poco istruita (o informata malamente) è un'impresa degna di Don Chiscotte.

L'argomento è tra quelli più complessi da affrontare e non lo si può fare quindi lanciando invettive. Sarebbe bello analizzarlo scientificamente, ma questo significherebbe farlo in modo obiettivo... infischiandosene degli interessi economici in gioco, perchè la Scienza non ha scopo di lucro ma altri ben più importanti anche se non portano pane da mordere (quanto meno nell'immediato).

Mi fermo qui... per ora.